In sala

L’ANGELO DEL MALE – BRIGHTBURN di David Yarovesky

brightburn1Un neonato extra-terreste cade giù dal cielo all’interno di una piccola astronave. Ritrovato da una giovane coppia che da tempo prova inutilmente ad avere un figlio, il bambino alieno viene adottato e cresciuto nel migliore dei modi. Passato qualche anno Brandon sembra in tutto e per tutto un ragazzino come tanti, forse un po’ introverso; sa come farsi amare dai suoi genitori e a scuola è uno dei migliori studenti.

La favola della famiglia felice subisce un brusco stop quando, sulla soglia della pubertà, il giovane alieno scopre di essere un tantino invulnerabile, a livello fisico, e una strana voce proveniente dall’astronave che i suoi genitori adottivi hanno conservato nel fienile ossessiona le sue notti con delle istruzioni in un linguaggio incomprensibile che, in breve, trasformano il suo carattere timido in una consapevolezza piena di una supremazia un po’ nazista che, dopo poco, sfocia in un’ossessione di controllo e dominio di un essere superiore nei confronti di una razza inferiore: quella umana.

Si sente decisamente odore di Superman nel magma narrativo che ha dato origine a L’angelo del male – Brightburn, film di David Yarovesky prodotto dal James Gunn dei Guardiani della galassia e, mai dimenticarlo, prima ancora delle fila della Troma. Come in un gioco di specchi deformanti, infatti, la storia del piccolo Brandon è in tutto e per tutto una nuova versione del racconto dell’Uomo d’Acciaio venuto da Krypton coniugato in negativo e in horror.

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JOHN WICK 3 – PARABELLUM di Chad Stahelski

parabellum1John Wick, l’uomo più pericoloso del mondo ha violato le regole de La Tavola, la grande organizzazione che regola i rapporti tra criminali e stabilisce i confini tra lecito e meno perfino in un mondo torbido come quello ed ora una scomunica ufficiale, nonché una taglia, pendono sulla sua testa. Lo avevamo lasciato così al termine del capitolo 2, con 14 milioni di dollari a far gola ad ogni associazione criminale nel mondo. John Wick però non è un semplice sicario, è “quello che mandavi a uccidere l’uomo nero” e venderà ancora più cara la sua pelle pur di ribaltare l’esito della sua scomunica.

Parlare di Parabellum non è semplice, ci sono molte considerazioni da fare a monte, prima tra tutte il rapporto tra scrittura e spettacolarità che caratterizza ogni action movie che si rispetti. Come insegnano, infatti, Mission Impossible e la saga dedicata a Jason Bourne, due pilastri del Genere, anche a fronte di una trama esile o ripetitiva, quello che conta è l’impatto visivo della pellicola; le due saghe citate, infatti, attraverso la ricerca di un montaggio sempre più serrato e un ritmo via via più forsennato, hanno ridefinito l’estetica degli action, ormai diventata norma e riscontrabile nella maggior parte dei prodotti hollywoodiano e non.

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PET SEMATARY di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer

pet-sematary-1Mentre online blog e social si gonfiano di commenti e reaction al primo teaser trailer del secondo capitolo dell’adattamento cinematografico di It, nelle sale italiane arriva Pet Sematary, nuovo adattamento [il primo era stato realizzato nel 1989 da Mary Lambert] di uno [un altro] dei più noti romanzi di Stephen King.

Louis e Rachel Creed si trasferiscono insieme ai due figli Gage ed Ellie, in una casa di campagna. Hanno bisogno di rallentare un po’ il ritmo che la grande città ha imposto alle loro vite e di passare un po’ più di tempo assieme. La casa che hanno trovato è grande e comprende un grande appezzamento di terra, addirittura un bosco che include uno strano e inquietante “cimitero degli animali”, dove pare che i bambini di tutto il paese vadano a seppellire [da decenni] i proprio cuccioli deceduti. E non è tanto questo il neo della nuova bucolica residenza dei Creed, quanto la superstrada che si trova proprio a pochi passi dalla loro abitazione e su cui sfrecciano a tutte le ore del giorno grossi tir incuranti dei passati. Sarà quello il motivo dei tanti seppellimenti animali in zona? Parrebbe di sì, dopo la dipartita del gatto di famiglia, Church. Per evitare di raccontare alla piccola Ellie del trapasso del cucciolo, Louis asseconda uno strano vicino di casa che gli suggerisce di seppellirlo al di là del cimitero degli animali, in un altro punto dell’appezzamento boschivo dove pare che la terra possa regalare nuova vita ai deceduti…

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STANLIO & OLLIO di Jon S. Baird

STAN & OLLIE di Jon S. BairdRegno Unito, 1956. Stanlio e Ollio sono alla fine della loro brillante carriera; le risate che hanno accompagnato tutte le loro performance sono ormai lontane e neanche tra i due corre buon sangue. Sotto le apparenze, infatti, si cela del rancore per Ollio sposo mattacchione, film del 1939 per cui fu ingaggiato solo Oliver Hardy. Infine, non certo per importanza, c’è la preoccupante salute di Ollio a mettere in pericolo l’intera impresa. Promuovere una nuova tournée nei teatri non è, quindi, facile per la coppia d’oro, e dovranno scendere a compromessi pur di portare a termine quest’ultima grande fatica.

È in questo drammatico e intenso clima che si muove la sceneggiatura di Stanlio & Ollio, il biopic dedicato all’intramontabile coppia comica. Scritto da Jeff Pope [autore anche del fortunato Philomena] e diretto da Jon Baird la pellicola promette, in senso quasi chapliniano, di divertire e commuovere. E non solo centra alla perfezione l’obiettivo, proponendo una montagna russa di emozioni che si susseguono creando uno splendido equilibrio, ma lo fa anche con decisa delicatezza, raccontando senza indorare la pillola il difficile rapporto che univa i due comici senza mancare di rispetto a nessuno dei protagonisti in gioco.

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AVENGERS: ENDGAME – La Video-Recensione

endgame1Il 24 aprile si è chiusa un’era, quella della terza fase dell’universo cinematografico Marvel. Endgame rappresenta anche questo, oltre ad essere il film che ha creato il più alto numero di congetture e discussioni in rete. Ora, l’ultima fatica dei fratelli Russo farà parlare di sé per settimane, se non mesi, con il suo mix perfetto di dramma, comicità e azione.

Sostenendo l’hashtag #DontSpoilTheEndgame, vogliamo pronunciarci anche noi sul capitolo finale di una saga che ha cambiato tanto la percezione quanto la scrittura del cinema.

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I FRATELLI SISTERS di Jacques Audiard

È il 1851 e Charlie ed Eli Sisters [Joaquin Phoenix e John C. Reilly] sono due fratelli cresciuti in un mondo selvaggio e ostile, assassini su commissione per conto dello spietato Commodore.

Hanno le mani sporche di sangue: sangue di criminali, sangue di vittime innocenti… sono dei pistoleri e quella è l’unica vita che conoscono.

Durante un viaggio nei territori del Nord Ovest sulle tracce del chimico Hermann Kermit Warm [Riz Ahmed], già raggiunto dal loro complice John Morris [Jake Gyllenhaal], i fratelli vedranno il loro legame messo a dura prova da litigi, scontri ideologici e dal loro modo di vedere la vita, in un persorso che li porterà a riscoprire anche ciò che rimane della loro umanità.

Basato sull’omonimo romanzo di Patrick Dewitt, il film di Audiard è una strana creatura.

Se da un punto di vista esteriore ed esclusivamente di messa in scena aderisce perfettamente ai canoni del western, nell’anima è invece un connubio di generi diversi: western, appunto, ma anche buddy movie, avventura, commedia, commedia nera.

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HELLBOY – La Video-Recensione

Hellboy, l’accattivante cacciatore di demoni nato dalla penna di Mignola, torna al cinema in una veste più splatter e dark dei suoi predecessori.

A firmarne la regia è il visionario Neil Marshall che, con il contributo dello stesso Mignola, regala al pubblico un film in cui azione ed irriverenza si mescolano in una ricetta a dir poco esplosiva.

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HELLBOY di Neil Marshall

hellboy1Il figlio degli inferi Anung Un Rama, conosciuto ai più come HellBoy, torna sul grande schermo a distanza di dieci anni dalla celebre trasposizione firmata da Guillermo del Toro. I due film sul gigantesco demone rosso, interpretato da un altrettanto enorme Ron Perlman, segnarono una tappa fondamentale per la carriera del regista messicano, consolidandolo a pieno titolo nell’establishment hollywoodiano. Nell’odierno calderone reiterato di reboot e remake, anche il personaggio creato dal fumettista Mike Mignola non ha avuto scampo. In questa nuova versione a prestare il volto e possenza al demone troviamo David Harbour, noto per il personaggio dello sceriffo Jim Hopper nella serie Netflix, Stranger Things. Ad ereditare il posto di del Toro, c’è il regista britannico Neil Marshall, che aveva avuto modo di farsi apprezzare per una serie di film horror più o meno validi, e una carriera in ambito seriale, di cui ha firmato la regia di alcuni tra gli episodi più meritevoli di Game of Thrones e Westworld.

Questa nuova trasposizione ritorna sui passi dei due precedenti film. Hellboy è un detective del BPRD, un’agenzia segreta che protegge la Terra dalle creature sovrannaturali che la minacciano, fondata e capitanata dal padre adottivo, il professor Trevor “Broom” Bruttenholm.

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SHAZAM! – La Video-Recensione

Il 3 Aprile arriva nelle sale Shazam!, il film dedicato alle origini del Ragazzone in Rosso. Il trailer prometteva un action movie dal ritmo fresco, scanzonato, fortemente diverso dai canoni delle trasposizioni targate DC Comics. Scopriamo insieme se il regista David Sandberg è riuscito a fare centro e a mantenere la promessa fatta nella prima video-recensione di InGenereCinema.com, a cura di Claudia Anania.

Il video dopo il salto!

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NOI di Jordan Peele

Adelaide Wilson [Lupita Nyong’o] torna nella sua casa d’infanzia sul mare con il marito Gabe [Winston Duke] e i due figli per un’idilliaca vacanza estiva.

Tormentata da un trauma irrisolto del suo passato e sconvolta da una serie di inquietanti coincidenze, Adelaide sente crescere e materializzarsi la sua ossessione e capisce che qualcosa di brutto sta per accadere alla sua famiglia.

Dopo un’intensa giornata trascorsa in spiaggia con i loro amici, al calare della notte, i Wilson vedono sul vialetto di casa la sagoma di quattro figure, una famiglia che si tiene per mano e somiglia spaventosamente a loro.

L’horror e in maniera estesa il cinema di Genere sono sempre stati adatti e propensi a raccontare il disagio sociale, le crisi politiche e le crisi dei valori, la decadenza umana di un singolo o di una comunità. Raccontare la realtà attraverso la finzione non solo riesce, paradossalmente, a renderla alla portata di tutti, ma la mostra da un’altra angolazione, sotto una luce diversa e spesso con estrema precisione.

L’impatto – dal punto di vista artistico, produttivo e sociale – di Get Out [2017, Oscar alla miglior sceneggiatura e più di duecentocinquanta milioni di incasso globali] autorizzava ad alzare l’asticella dell’attesa per questo film a livelli molto alti.

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