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DUNE – PARTE DUE di Denis Villeneuve

Si torna su Arrakis. E fortunatamente, verrebbe da dire. A poco più di due anni dall’uscita di Dune, Denis Villeneuve ha avuto il privilegio, ma soprattutto il merito, di poter proseguire con il suo adattamento del classico di Frank Herbert, vincendo le sciagure portate dalla pandemia. Infatti, il Covid-19 ha messo a dura prova la distribuzione nelle sale della prima parte, fra conseguenti rinvii e il rischio di un incasso non soddisfacente, soprattutto per l’uscita affrettata sulla piattaforma streaming HBO Max un mese dopo.

Il merito ottenuto dal regista e sceneggiatore non supera solamente questa triste avversità: Villeneuve approda in un territorio negato quarant’anni fa al surreale David Lynch, che si è visto strappare la sua imponente opera – diventata comunque un cult – per essere trasformata in una sterile accozzaglia sintetica dagli scarsi risultati di pubblico e di critica, non ottenendo quindi un seguito.

Si riprende dunque da dove avevamo lasciato: dopo la disfatta della loro casata da parte dei rivali Harkonnen, Paul Atreides [Timothée Chalamet] e sua madre Lady Jessica [Rebecca Ferguson] sono stati accolti dalla tribù Fremen capeggiata da Stilgar [Javier Bardem], il quale delibera al giovane l’apprendimento di tutti i segreti del suo popolo. Sempre più assuefatto dal “melange” – la preziosa spezia del pianeta – e addentro agli usi e costumi dei nativi, Paul seguita a prendere coscienza del suo ruolo di eletto, sabotando i raccolti dei nemici Harkonnen e ostacolando il controllo cospirazionista dell’Imperatore Shaddam IV [Christopher Walken]. Le sue visioni conducono maggiormente verso un’ineluttabile guerra santa e la conquista dell’Imperium, divenendo a tutti gli effetti il Lisan Al-Gaib, il messia tanto atteso dai Fremen. Per contrastare la minaccia del superstite Atreides, il Barone Vladimir Harkonnen [Stellan Skarsgård] sguinzaglia il suo psicotico e temibile campione: il nipote prediletto Feyd-Rautha [Austin Butler].

Denis Villeneuve riassembla così la sua formazione vincente, attorniandosi nuovamente delle eccellenti maestranze che hanno reso ricco e imponente il precedente capitolo, permettendogli così di ottenere sei premi Oscar. Hans Zimmer prosegue nell’offrire musiche inconsuete ed esaurientemente sacrali, unite ad un design del suono pienamente avvolgente. Fra i tanti pregi, spicca senz’altro l’ottimo lavoro di Greig Fraser, che regala ancora una volta una fotografia sontuosa ed elegante.

Ogni inquadratura è indubbiamente un’opera d’arte, con campi lunghi talmente accurati e dettagliati, rivolti verso le remote estremità del pianeta, da lasciare a bocca aperta. Memorabile, anche se breve, la sfocata immagine di Paul Atreides all’orizzonte, che avanza determinato con il suo manto ondeggiante, facendo ricordare l’avanzata di Kenshiro col sole alle spalle presente nella serie anime Ken il guerriero.

Le calde sabbie del deserto di Dune [nome alternativo di Arrakis] si alternano al raggelante e pallido mondo degli Harkonnen, dove Fraser e Villeneuve azzardano un vero e proprio bianco e nero per la lotta nell’arena di Giedi Primo. Qui viene finalmente introdotto il villain Feyd-Rautha – del quale riecheggia ancora nelle orecchie l’isterico “Lo ucciderò!” della sua precedente incarnazione cinematografica, ovvero Sting – interpretato dall’ex Elvis Austin Butler, personaggio talmente algido e crudele da non risparmiare neanche i suoi sottoposti. Fra le altre nuove entrate, troviamo un Christopher Walken di ritorno dopo anni in una mastodontica produzione, nella parte di un imperatore monolitico e abbattuto. Al suo fianco, Florence Pugh nel ruolo della figlia Irulan, ambigua e distante cronista delle correnti vicende belliche.

Il protagonista Timothée Chalamet evolve impeccabilmente in un i condottiero eroico e disuguale, diviso fra l’amore per Chani [Zendaya] – letteralmente la donna dei suoi sogni – e le responsabilità e i sacrifici richiesti dalla sua potenziale leadership.

È diventato raro vedere sul grande schermo una combinazione perfettamente orchestrata di elementi di questo calibro. Dune – Parte due è un’esperienza cinematografica talmente entusiasmante da non poter essere trascurata, al pari, se non addirittura superiore, della precedente [ma nessuna delle due può esistere senza l’altra, si intende]. Un viaggio dove è per forza necessario prendersi il giusto tempo, con personaggi, mondi e culture egregiamente sviluppati. In attesa di raggiungere un’altrettanta straordinaria terza parte.

Luca Pernisco

DUNE – PARTE DUE

Regia: Denis Villeneuve

Con: Timothée Chalamet, Zendaya, Rebecca Ferguson, Javier Bardem, Josh Brolin, Austin Butler, Florence Pugh, Dave Bautista, Christopher Walken, Stellan Skarsgård, Charlotte Rampling, Léa Seydoux

Uscita in Italia: mercoledì 28 febbraio 2024

Sceneggiatura: Denis Villeneuve, Jon Spaihts

Produzione: Legendary Pictures, Villenueve Films

Distribuzione: Warner Bros. Entertainment Italia

Anno: 2024

Durata: 167’

InGenere Cinema

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