Teatro

L’UOMO CALAMITA al Teatro Vascello di Roma

L’UOMO CALAMITA, WU MING 2 E CIRRO PER LA PRIMA VOLTA INSIEME IN UNO SPETTACOLO DI CIRCO CONTEMPORANEO, ILLUSIONISMO, MUSICA E LETTERATURA!

Un supereroe assurdo che combatte l’assurdità della guerra, tra funambolismi del corpo e della lingua, in uno spettacolo che fonde i gesti di un circense con le frasi di un racconto e le note di uno spartito. Circo El Grito e Wu Ming Foundation incrociano nuovamente i loro percorsi ne “L’Uomo Calamita”, straordinario spettacolo di circo contemporaneo, illusionismo, musica e letteratura scritto e diretto da Giacomo Costantini, che debutta in prima nazionale giovedì 12 dicembre alle ore 21 al Teatro Vascello e in replica fino a domenica 15 dicembre (venerdì 13 alle ore 21, sabato 14 alle ore 19, domenica 15 alle ore 17 e ore 19).

Tra spericolate acrobazie, colpi di batteria e magie surreali, la voce dal vivo di Wu Ming 2 guida lo spettatore in una vicenda tra storia e fantasia, quella di un circo clandestino durante la seconda guerra mondiale.

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LUISA, UNO SGUARDO OLTRALPE – Intervista al trio del Nano Egidio

Luisa, uno sguardo oltralpe segna il ritorno sul palco del collettivo comico Nano Egidio. Il trio composto da Marco Ceccotti, Simona Oppedisano e Francesco Picciotti si evolve restando fedele alla propria idea di comicità, proponendo al pubblico del Teatro Studio Uno di Roma un’irresistibile teatro-novela. Miscuglio affascinate di comicità demenziale, cara ai Fratelli Farrelly, arricchita da una irriverente satira di costume e politica, costruita facendo anche ricorso alle tecniche di animazione dal vivo del Muppet Show. Davvero qualcosa di originale che appare come un unicum nel panorama teatrale nostrano.

Come è noto, InGenereCinema.com si nutre delle bizzarrie e delle stravaganze che tanto piacciano a voi, amati lettori. Allora, non potevamo farvi mancare una splendida intervista con il Nano Egidio.

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LA PICCOLA BOTTEGA DEGLI ORRORI, regia di Piero di Blasio

Al Teatro Sala Umberto dal 3 al 22 dicembre torna in scena quello che è conosciuto per essere stato nei lontani anni 80 il primo musical italiano: La piccola bottega degli orrori, testo made in USA del 1982 ispirato al film del 1960 Little shop of horror, da cui a sua volta è stato tratto l’omonimo remake del 1986.

Una storia così affascinante da essere stata affrontata in tutte le salse quella che vede protagonista il semplice fioraio Seymour [un Giampiero Ingrassia che torna a interpretarlo a trent’anni esatti dal suo debutto nel musical] alle prese con una pianta carnivora decisamente fuori dagli schemi [interpretata qui dalla splendida Vekma K, drag queen italiana di fama internazionale].

Per chi non conoscesse la trama: siamo negli anni ’60 e Seymour lavora nel negozio di fiori del signor Mushnik insieme ad Audrey, la sua giovane collega. Quando Mushnik decide di chiudere il negozio per la poca clientela, Audrey gli consiglia di esporre la strana piantina che possiede Seymour. La pianta attira nuovi clienti, ma presto si scoprirà che si nutre esclusivamente di sangue e corpi umani per vivere e crescere. Il povero Seymour si troverà di fronte a un dilemma: uccidere la gente per nutrire la pianta e diventare ricco e famoso oppure rimanere una nullità per il resto dei suoi giorni mantenendosi la coscienza pulita?

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ROMAEUROPA FESTIVAL 2019: Il Report!

Il nostro insaziabile appetito di stupore e meraviglia ci sta conducendo sempre più volentieri verso regioni dell’arte che non sono quelle abitualmente frequentate da questa Gazzetta del Fantastico. Tale esigenza, questa volta, ci ha condotto verso il RomaEuropa Festival, manifestazione di arte, performance art, danza contemporanea, teatro e musica, arrivata al suo trentatreesimo anno di attività. Nel ricchissimo programma che si è svolto a Roma tra il 17 settembre e il 24 di novembre, abbiamo prestato particolare attenzione alla sezione Kids + Family, vale a dire, quella dedicata ai più piccini. Proprio lì, la fame di fantasia e bizzarro ha potuto placarsi e, a volte, trovare piena soddisfazione.

Qui di seguito, le nostre impressioni, racconti, opinioni e critiche, circa persone giganti, adattamenti di Carroll e Baum, evoluzioni circensi e malinconie kafkiane.

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MOBY DICK o IL TEATRO DEI VENTI – Intervista a Stefano Tè

A che serve un Festival? Ve lo siete mai chiesto? Naturalmente, non c’è una sola e unica risposta a questa domanda, ma quella che ritengo più adatta per questa occasione è la seguente: serve a uscire dallo stato di atrofia celebrale e culturale al quale questa società ci ha relegato. Proprio così. Serve a farci riflettere, a farci muovere, abbandonando l’ignoranza in cui riversiamo e che tanto ci consola.

Si è appena conclusa la diciottesima edizione del RIFF – Roma Independent Film Festival, e anche quest’anno ci ha spinto a cercare ciò che ignoravamo, lasciandoci scoprire storie e meraviglie che non avremmo mai immaginato potessero esistere.

Su tutte, il folgorante incontro con Stefano Té e la compagnia del Teatro dei Venti di Modena. Mi sono stati introdotti dalla visione del documentario Moby Dick o Il Teatro dei Venti di Raffaele Manco, in concorso nella sezione dedicata ai doc nostrani. Avevo sentito parlare dello spettacolo – Moby Dick, appunto – da alcuni amici che si occupano di teatro di strada, ma mai mi sarei aspettato la storia che si nascondeva dietro di esso. Partecipo alla proiezione con curiosità relativa, ma ai titoli di coda mi sciolgo in lacrime con il cuore colmo di gioia. Ciò che Stefano e il Teatro dei Venti fanno è più che semplice teatro: è politica. Nel senso più alto e significativo del termine. Attraverso l’arte consentono alla speranza di germogliare nell’animo di tutti coloro che si accostano al loro lavoro. Poco importa se siano essi spettatori, attori, operai, bambini, detenuti o richiedenti asilo. Queste categorie cessano di esistere come qualsiasi altra distinzione di sorta.

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Il successo non è successo – DoppioSenso Unico in scena al Nuovo Cinema Palazzo il 2 marzo

Ritorna il duo DoppioSenso Unico, compagnia tra le più apprezzate e innovative del panorama teatrale romano. Il nuovo lavoro arriva dopo la brillante trilogia “Niente di nuovo sotto il suolo”, in cui Ruocco e Talarico avevano lavorato in maniera originale e personale su un teatro comico e insieme drammatico, apparentemente assurdo, ma profondamente legato alla realtà e al quotidiano, capace di inquietare.

Il successo non è successo” è un reading in cui Ruocco e Talarico abbandonano oggetti, strutture, memoria per mettere a nudo il racconto e le molteplici possibilità di raccontare una storia, senza abbandonare il linguaggio che da sempre contraddistingue le loro produzioni, legate al gioco di parole e al paradosso.

L’argomento è tangibile e toccante, quasi autobiografico: cosa resta di una vita passata a inseguire il successo, se questo successo non arriva?

A costruire la scena saranno le parole e tutte le direzioni che il discorso può prendere, accompagnate da un commento musicale che renderà il reading un film muto senza immagini. Orecchie aperte e occhi chiusi.

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JOHN CARPENTER IN CONCERTO: Il report

3Domenica 28 agosto, Auditorium Parco della Musica, a Roma: l’apparizione.

John Carpenter, l’autore di capolavori del cinema di Genere come Halloween – La notte delle streghe, Essi vivono o La cosa, esiste realmente. Ed è ancora in grande forma.

Grazie a DNA Concerti, il Master of Horror ha fatto tappa anche in Italia [a Torino due giorni prima della Capitale] con il suo concerto sospeso a metà tra cinema e musica.

Se nel capoluogo piemontese la location dell’ex fabbrica INCET pare abbia dato man forte a Carpenter e alla band ricreando alla perfezione un’atmosfera da film dell’orrore, a Roma ci si è ritrovati in un luogo assai più istituzionale, ma i tanti fan accorsi ad ascoltare le note tratte dalle colonne sonore dei film cult del regista e dai suoi due ultimi album [“Lost Themes” e “Lost Themes II”] non si sono certo fatti raffreddare da poltrone troppo comode o da un habitat ingessato.

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URGE di Alessandro Bergonzoni

urge1Esce il 3 marzo in 30 sale italiane Urge – il film, ripresa dello spettacolo teatrale di Alessandro Bergonzoni, del 2010, per la regia di Riccardo Rodolfi, co-regista anche della versione teatrale.

Rodolfi definisce questo passaggio dal teatro al cinema una “necessità artistica”; nelle note di regia si legge che “Urge mutava sotto le inquadrature della camera, si trasformava nell’uso dei primi piani stretti, nelle sfumature attoriali viste da punti di vista impossibili a teatro”.

E se questo è vero, vero è anche che non è la cosa più importante. Dal punto di vista tecnico il film è una ripresa teatrale, invasiva, privilegiata rispetto allo spettatore, molto presente, che effettivamente coglie e amplifica degli aspetti fisici del Bergonzoni performer, “particolari che a teatro perdi e non hai”, come dice lui stesso.

Ma la cosa importante, per chi scrive, è che dal cambio di linguaggio la parola e il discorso escono indenni, non perdono forza, vitalità e tengono salda l’attenzione. Il pubblico durante la proiezione stampa è presente e vivo, ride fragorosamente e reagisce alle mareggiate di parole.

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DoppioSenso Unico – La trilogia “Niente di nuovo sotto il suolo” al Teatro dell’Orologio

Niente di nuovoDal 12 al 17 gennaio torna al Teatro dell’Orologio il duo DoppioSenso Unico, compagnia tra le più apprezzate e innovative del panorama teatrale romano contemporaneo.

Nell’ambito dei percorsi monografici dedicati alle più interessanti compagnie emergenti italiane, DoppioSenso Unico e Teatro dell’Orologio propongono la trilogia Niente di nuovo sotto il suolo, composta dagli ultimi tre lavori scritti, diretti e interpretati da Luca Ruocco e Ivan Talarico. La Trilogia comprende i tre spettacoli cult della compagnia: La variante E.K. (12 e 15 gennaio), gU.F.O (13 e 16 gennaio) e infine Operamolla (14 e 17 gennaio), che ha debuttato nella scorsa stagione 2014 – 2015 proprio al Teatro dell’Orologio.

I tre spettacoli rappresentano al meglio lo stile originale del duo DoppioSenso Unico, in particolare l’abilità di trarre ironia e umorismo disarmanti da situazioni surreali, di far ridere trattando con spiazzante leggerezza tematiche particolarmente cupe, di sconvolgere con disinvoltura argomenti spinosi. Tutto ciò è realizzato attraverso un continuo e audace esperimento sulle possibilità del linguaggio, giocando con paradosso, doppi sensi e freddure, e coinvolgendo in modo radicale il pubblico, che diventa parte integrante e insostituibile della costruzione drammaturgica.

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IL PRIMO PAPA: Il musical che diventa film

Il primo Papa – La libertà di essere uomo_foto di scena_5[comunicato stampa]:

Al Festival di Cannes di ottobre verrà presentata la versione televisiva del musical che include un inedito contributo di Papa Francesco

Il Primo Papa, emozionante evento musical dedicato alla vita di San Pietro e realizzato con il prezioso contributo del Vicariato di Roma e del Consiglio Pontificio per la Famiglia, sarà diffuso a breve nelle televisioni di tutto il mondo attraverso la rilevante rappresentanza di Somos Distribution al prossimo MIPCOM di Cannes.

L’esclusiva anteprima del tour mondiale, prevista il 30 settembre a Roma, è stata organizzata in una location decisamente affascinante: la Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami che sovrasta il carcere Mamertino ove fu imprigionato San Pietro.

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