Home / Rubriche / Horrorscopio / THE PIPER di Erlingur Thoroddsen

THE PIPER di Erlingur Thoroddsen

Alla sua terza esperienza dietro la macchina da presa, dopo Child Eater [2016] e Rift [2017], il regista e sceneggiatore islandese Erlingur Thoroddsen porta in sala The Piper, horror ispirato alla favola dei fratelli Grimm Il pifferaio magico, che gioca con l’interessante questione del senso di possessione che l’arte – la musica, in questo caso – può sviluppare sulle anime del proprio creatore e dei fruitori. Un’idea garbata, forse anche elegante, da horror vintage che, però, viene sviluppata in maniera davvero svogliata e anonima e che probabilmente proprio nel suo essere “datata” trova il proprio pulsante di autodistruzione.

The Piper racconta la storia della giovane compositrice Mel [Charlotte Hope], flautista all’interno di una prestigiosa orchestra, che si trova improvvisamente davanti a un importante bivio professionale, dopo la tragica scomparsa della sua mentore. L’orchestra sta, infatti, lavorando ad un concerto composto proprio dalla donna deceduta che, poco prima di perdere tragicamente la vita, decide di provare a cancellare per sempre quelle note dal mondo, dando fuoco agli spartiti. Mel accetta l’incarico di recuperare il componimento che le viene dato dall’antipatico e freddo maestro d’orchestra [il Julian Sands di Urla del silenzio e Camera con vista, alla sua ultima interpretazione, a cui viene dedicato il film e affidato un personaggio appena abbozzato ma interpretato perennemente sopra le righe]. La donna non può sapere che riportando in teatro quegli spartiti e addirittura lavorando per ricostruire le parti andate perdute, avrebbe fornito le chiavi di accesso a questo piano di realtà a un’entità malefica che proprio attraverso la musica era capace di soggiogare, possedere e uccidere.

La fiaba dei Grimm, basata sulla macabra leggenda de Il pifferaio di Hamelin [letteralmente “l’accalappiatore di ratti di Hameln”], è carica dell’amarezza e del livore tipici della sete di vendetta, una sete che però qui risulta poco appuntita e solo accessoria per giustificare l’utilizzo della fiaba e del suo spietato protagonista. Se nella leggenda originale, infatti, dopo aver salvato la città di Hamelin da un’invasione di ratti attirando tutti i roditori nel fiume con il melodioso suono del suo piffero, il musicista si trova a dover fare i conti con l’avidità dei cittadini che rifiutano di pagarlo e deve vendicarsi trascinando verso le acque del fiume tutti i bambini della cittadina, in questa versione moderna [ma neanche troppo] della storia il famoso pifferaio proprio grazia alla sua musica tenterà di portare a termine il suo piano infanticida, scongiurato nella storia originale.

A tornare, oltre al pifferaio, sono anche regole riconoscibilissime e una struttura costruita con l’assoluta volontà di non stupire  [e non spaventare] mai. Una storia assai adatta per una storia breve a fumetti in uno di quei meravigliosi magazine alla Splatter, ma che davvero risulta forzata e dissonante su un grande schermo nel 2024, proprio perché scegliendo di volersi basare su una struttura narrativa così scontata, si sarebbe dovuto puntare almeno su una visionarietà registica fatta di trovate tecniche e scelte artistico-estetiche più incisive e di pregio. Invece niente di nuovo – e di bello – nemmeno da questo lato, con un creatura-pifferaio che viene mostrato il meno possibile, anche se è già presente dai primissimi momenti del film, e che viene raccontato attraverso un meccanismo di visto/non visto come il primo Freddy Krueger, senza però possederne il carisma né tantomeno l’intuizione estetica così marcata.

Insomma, se di horror che avevano portato la musica al centro di storie misteriche e oscure ne avevamo già viste [da noi il Paganini Horror di Luigi Cozzi, ad esempio], il lavoro di Thoroddsen sembra quello -molto in voga – di riportare a galla tematiche e atmosfere anni ’80 e ‘90. Esperimento che, però, non va a buon fine quando il regista decide di non voler pescare da quel meraviglioso ventennio di cinema fantastico un senso di follia e libertà che paradossalmente riusciva a creare un senso di credibilità ed empatia, oltre che a far sognare.

Sciapo e senza gusto, da ogni punto di vista possiate analizzarlo.

Luca Ruocco

THE PIPER

Regia: Erlingur Thoroddsen

Con: Julian Sands, Charlotte Hope, Kate Nichols, Alexis Rodney, Oliver Savell, Philipp Christopher, Pippa Winslow, Boyan Anev, Aoibhe O’Flanagan

Uscita in sala in Italia: giovedì 18 gennaio 2024

Sceneggiatura: Erlingur Thoroddsen

Produzione: Millennium Media

Distribuzione: Eagle Pictures

Anno: 2023

Durata: 90’

InGenere Cinema

x

Check Also

MALLEUS di Andrés Rafael Zabala

Malleus è il secondo lungometraggio di Andrés Rafael Zabala, regista italo-argentino che ...