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GRIDA DALLA PALUDE di Lorenzo Lepori

Per chi come noi di InGenereCinema.com segue con interesse e da vicino il cinema indie horror italiano, assistere alla nascita spontanea di dinamiche mutualistiche, associazionismo e condivisione di abilità tecniche e creative è come assistere ad un interessante documentario naturalistico.

Negli ultimi anni due autori del nostri sottobosco indipendente, entrambi legati a un tipo di orrore viscerale e ispirato alle produzioni più ruspanti [termine che, vedrete, tornerà più volte nelle interviste contenute negli extra del DVD DigitMovies] degli anni ’80 e ’90, sembrano aver trovato forza proprio in un connubio che ha portato già alla realizzazione di alcuni lavori. Parliamo di Lorenzo Lepori e Alex Visani, entrambi registi e sceneggiatori, anche attore il primo e produttore l’altro.

Con il supporto in co-produzione e distribuzione della DigitMovies, Lepori e Visani portano a segno un altro capitolo delle loro macabre avventure: si tratta di Grida dalla palude, scritto e diretto dal primo – in questo caso – e prodotto e fotografato dal sodale compare, di cui qualche mese fa avevamo raccontato Nati morti.

A livello produttivo questo Grida dalla palude si avvicina molto all’esperienza che vi abbiamo raccontato in quel caso: il film è stato realizzato subito dopo il secondo lockdown dovuto alla pademia da coronavirus, quindi anche stavolta il piccolo staff tecnico e creativo si è ritirato all’interno di una location che potesse creare la giusta bolla protettiva per permettere una lavorazione il più possibile sicura, oltre che rapida.

Altro punto di contatto tra i due è di certo il posto prominente riservato al personaggio femminile, all’evidenziazione della sua sofferenza e alla doppiezza del suo animo, che poi sprofonda nel nero assoluto.

In Grida dalla palude seguiamo il precipitare di Angela [Simona Vannelli], una donna disperata che ha da poco perso il compagno e il figlio in un incidente. La vedova è convinta di aver trovato il colpevole del duplice omicidio: si tratta di Max, un medico che sotto la facciata rispettabile da professionista e marito integerrimo potrebbe nascondere qualcosa di terribile. La legge e le forze dell’ordine non sembrano voler dar retta a quelli che potrebbero effettivamente essere i vaneggiamenti di una donna troppo triste e ad Angela non rimane che una sola via da percorrere, per quanto incredibile possa essere. Una via che la porterà ad avvicinarsi troppo al paranormale, mentre i suoi sospetti si fanno concreti e il medico rispettabile si trasforma in un omicida e stupratore seriale che, insieme agli amici Alan [Antonio Tentori] e Ivan [Pio Bisanti], si dedicano a efferate battute di caccia con prede umane.

Anche se i riferimenti dichiarati del regista e sceneggiatore partono dalla serie di horror per la TV Lucio Fulci presenta [se non li avete mai visti, correte a scoprire di cosa si tratta e, magari, lasciatevi guidare dai consigli del Lepori contenuti in uno degli extra del DVD] e arrivano a quell’“horror da fumettone” – nero ed erotico – tanto caro all’autore, stavolta è ben visibile uno spunto di trama ereditato da La partita più pericolosa di Richard Connell. L’ideadella caccia a prede umane, poi, viene rinchiusa in uno scheletro da rape&revenge e trascende tra le mani del regista e del co-sceneggiatore Antonio Tentori [ormai da tanto impegnato nel mondo dell’horror indipendente anche come attore e sempre incline a vestire i panni di personaggi violenti e reietti] per lasciare spazio alla parte da horror paranormale, con l’inserimento di riti erotico-diabolici e l’entrata in scena di creature non morte, probabilmente veri e propri demoni guidati dal desiderio di vendetta della donna.

Il cinema di Lepori è schietto e tagliente come sempre. Non nasconde un compiacimento un po’ macabro nel riuscire a creare situazioni al limite, difficilmente sopportabili, sporche e inaccettabili. Un lavoro non da poco per Simona Vannelli, che si trova a gestire [soprattutto nel ruolo di vittima] una serie di scene davvero feroci e pesanti da vivere come interprete e da far vivere agli spettatori. Una performance riuscita, che rimbalza per un po’ sull’uscio della sanità mentale e poi la oltrepassa per sempre, e volutamente stona se accostata a quelle sopra le righe dei tre violenti cacciatori.

Anche gli effetti rispondono al mood di artigianalità dalla scorza grossa: fra tutti citiamo la presenza di un grosso pipistrellone [anche di questo si parla negli extra] che poi arriva a vivere assieme alla protagonista una scena che riporta alla mente una famosa immagine che Michele Soavi aveva rubato al Vampire’s Kiss di Vallejo per il suo La chiesa.

Pur non rappresentando proprio la tazza da tè ideale di chi scrive, il cinema di Lepori non può lasciare indifferenti: già solo per la chiarezza di direzione che l’autore ha preso e porta avanti in maniera autarchica già da ormai diversi titoli. Per scoprire questo nuovo passo del suo cammino andate a colpo sicuro sul catalogo DigitMovies.

Luca Ruocco

GRIDA DALLA PALUDE

Regia: Lorenzo Lepori

Con: Simona Vannelli, Lorenzo Lepori, Antonio Tentori, Pio Bisanti

Uscita in sala in Italia: /

Sceneggiatura: Lorenzo Lepori, Antonio Tentori

Produzione: Empire Video, DigitMovies Cinema

Distribuzione: DigitMovies

Anno: 2022

Durata: 69’44’’

InGenere Cinema

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