Home / Recensioni / In sala / I PREDATORI di Pietro Castellitto

I PREDATORI di Pietro Castellitto

Vincitore del premio Miglior Sceneggiatura della sezione Orizzonti di Venezia 77, Pietro Castellitto, nel momento d’oro della sua carriera da attore, esordisce anche dietro la macchina da presa con un film corale, grottesco ed eccentrico, che mostra un’identità cinematografica sincera e, a tratti, esilarante.

I predatori potrebbe essere una classica commedia italiana, ma non lo è realmente fino in fondo: ambientata a Roma, racconta le vite di una famiglia borghese, i Pavone, e di una proletaria, i Vismara, che si incrociano per caso.

La famiglia Pavone è composta da un padre medico e fedifrago [Massimo Popolizio] una moglie regista sull’orlo di una crisi di nervi [Manuela Mandracchia] e un figlio assistente alla cattedra di filosofia che ha problemi a relazionarsi con la vita vera all’infuori di Nietzsche [Pietro Castellitto].

La famiglia Vismara, invece, vede il padre proprietario di un’armeria e incline ai traffici illegali, fascista convinto e fiero di esserlo [Giorgio Montanini], una madre soggiogata alle volontà di suo marito e un figlio poco più che decenne che sa già manovrare un fucile d’assalto e sparare al poligono. La ampliano il fratello di lui con rispettiva moglie, la madre [Marzia Ubaldi], un’anziana signora che non ha più niente a parte i suoi due figli, e uno zio criminale [Antonio Gerardi] padrone indiscusso di tutta la famiglia.

È una storia che racconta di come non sia la classe sociale a fare la differenza: siamo tutti allo stesso modo predatori e le vittime, troppo spesso, finiscono per essere i figli che non hanno la forza di distanziarsi dalla scia dei genitori, finendo per diventare, a loro volta, predatori.

Potrebbe essere una classica commedia italiana, ma non lo è realmente fino in fondo, dicevo, e questo perché la forma dell’opera prima di Castellitto si distanzia dal modo italiano contemporaneo di fare commedia per struttura, approccio registico e costruzione del racconto.

La struttura del film non segue la teoria dei tre atti e non definisce un inizio, uno sviluppo e una conclusione della storia. Grazie alla scelta della coralità, in cui nessun personaggio è protagonista e nessuno è secondario, la storia viene narrata per “momenti” più che per accadimenti; il vero e unico protagonista è l’evento che da il via al racconto, da cui scaturiscono – più o meno direttamente – una serie di azioni che portano verso lo snocciolarsi delle circostanze. Il rischio in cui ci si può imbattere, e in cui a volte Castellitto cade, è di realizzare un prodotto troppo frammentato, che allontana lo spettatore, impedendogli un’immedesimazione coinvolgente.

L’approccio registico è fresco e ricercato; si nota che dietro la macchina da presa c’è la presenza di un ventottenne certamente appassionato e con la voglia di esprimere sé stesso. Inoltre, la pellicola presenta oggettivamente un approccio convincente nei confronti della recitazione, soprattutto se rapportato a una sceneggiatura così tanto sopra le righe. Gli attori, quasi tutti poco visti sul grande schermo ma nonostante questo certamente capaci, riescono appieno a dare verità e realismo a personaggi e situazioni che potrebbero apparire eccessivamente forzate o costruite.

I predatori è una grandissima allegoria sul concetto di frustrazione: su ciò che vorremmo essere e su quanto sia difficile raggiungere questo ideale che ci poniamo. La costruzione del racconto manifesta questo sentimento, articolandolo e trasformandolo in motivo di risata. Il finale stesso rappresenta questo “vorrei ma non posso”, così come l’uso dell’audio nell’opening scene che suggerisce come l’interruzione, la fine prima del più bello, sia la cifra stilistica e narrativa costante dell’opera.

In conclusione, I predatori è un film che parla dell’Italia attraverso una critica sociale pungente e spinta all’eccesso, con tutti i pregi – così come tutti i difetti – di un’opera prima. Forse non può considerarsi un capolavoro della cinematografia, ma è certamente un ottimo inizio per un Castellitto regista che, speriamo, riuscirà a darci grandi soddisfazioni.

Per di più, in tempi che sembrano volerci allontanare il più possibile dal grande schermo, ne è prevista un’uscita in sala; per cui, amici di InGenereCinema.com, correte a vederlo in tutta sicurezza!

Ne godranno i vostri occhi e, certamente, anche il vostro cuore.

Irene Scialanca

I PREDATORI

Regia: Pietro Castellitto

Con: Massimo Popolizio, Giorgio Montanini, Pietro Castellitto, Manuela Mandracchia, Dario Cassini, Anita Caprioli, Marzia Ubaldi, Nando Paone, Antonio Gerardi, Vinicio Marchioni, Francesco Borgese

Uscita in sala in Italia: giovedì 22 ottobre 2020

Sceneggiatura: Pietro Castellitto

Produzione: Fandango, Rai Cinema

Distribuzione: 01 Distribution

Anno: 2020

Durata: 109’

InGenere Cinema

x

Check Also

PIECES OF A WOMAN di Kornél Mundruczó

Presentato a settembre 2020 in concorso alla 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ...