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DIVORZIO A LAS VEGAS di Umberto Canteni

La ripartenza post-COVID è davvero dura. Si fa tanta fatica a disciplinare il quotidiano, a rispettare poche regole, a lavorare e ad adattarci a questa nuova e, ci si augura, temporanea normalità. A soffrire particolarmente questo momento così delicato è certamente la sala cinematografica, che nonostante un protocollo rigido e sicuro per tutti gli spettatori, non riesce a vedere la tanta sperata ripresa. Ad aggravare la situazione ci si mettono anche i distributori e i grandi Studios americani che non fanno altro che attendere tempi migliori ritardando le uscite dei loro prodotti di punta, abbandonando gli esercenti di tutto il mondo in mezzo al guado. Detto questo, ci sembra davvero importante sostenere e supportare chi con il proprio film consente alla sala di restare aperta e di proporre prime visioni o inediti nel nostro Paese. Anche se il prodotto in questione non riesce a rispettare tutte le aspettative del caso o a essere all’altezza di una sfida così ardua. È il caso di Divorzio a Las Vegas, commedia romantica con Gianpaolo Morelli e Andrea Delogu tra i pochi titoli nostrani in sala, che promette originalità e sfrontatezza, ma che riesce, ahinoi, nel risultato opposto.

A diciott’anni Lorenzo ed Elena si conoscono durante una vacanza studio in America. L’ultimo giorno di vacanza, sotto gli effetti del peyote, si sposano per gioco, poi si perdono di vista per vent’anni. Oggi Elena è una giovane manager in ascesa e Lorenzo è un ghostwriter per politici di qualsiasi schieramento.
I due non si sarebbero più rincontrati se Elena non si stesse per sposare: per farlo deve ritornare in gran segreto a Las Vegas con Lorenzo e divorziare. Una seccatura burocratica che si trasformerà invece in un’avventura e nell’occasione per ritrovare se stessi.

L’ultima fatica di Umberto Carteni prende le mosse dall’ossessione della generazione nata nei primi anni ottanta verso il sogno americano. Quello che da bambini abbiamo visto rappresentato dal cinema stelle e strisce e che nei nostri cuori di piccoli borghesi di provincia si è radicato come orizzonte romantico e da perseguire. Sappiamo bene tutti com’è andata a finire per quella generazione, che nella maggior parte dei casi ha vissuto quel sogno in viaggio con gli amici dopo il diploma, per poi tornare in provincia a fare i conti con il precariato, la svalutazione del titolo di studio e l’erosione dei diritti dei lavoratori.

Ebbene, Divorzio a Las Vegas parte proprio da quel ritorno alla realtà, da quel risveglio improvviso – o terribilmente lento, fate voi – che il protagonista Lorenzo ha dovuto metabolizzare, ritrovandosi a quarant’anni senza alcuna prospettiva per il futuro.

Ottimo, direte voi Amici di InGenereCinema.com, quale miglior inizio se non questo per una commedia romantica che prova a raccontare con ironia e sfrontatezza il reale e la condizione amara della quotidianità. In fondo non è forse questa la base di tutta la commedia all’italiana? Peccato che questo spunto venga immediatamente castrato dalla piega pavida e miope che prende la narrazione.

Così dopo un opening scene che avrebbe potuto introdurci a una commedia di situazione, di scrittura, che ricerca la risata costruendo avvenimenti e relazioni tra personaggi, si precipita verso il più scontato dei cinepanettoni. Avete capito bene: cinepanettone. Battute grossolane, sketch posticci e poco divertenti, buchi di sceneggiatura grandi come voragini [credo che intere parti dello script siano state tagliate al montaggio], e soprattutto, l’assenza totale di ogni tipo di originalità. Credeteci: in un certo senso Divorzio a Las Vegas lo avete già visto.

Sfortunatamente, Carteni, sceglie di ripercorrere strade troppo battute con l’illusione di rassicurare lo spettatore facilitandogli la comprensione della vicenda. In realtà, tale scelta restituisce un senso di deja-vù che mortifica ogni iniziativa o trovata divertente. A tutto questo, bisogna aggiungere una recitazione incerta da parte dell’intero cast – chi più chi meno – e una sensazione di costante indecisione da parte del suo autore, come se la sua visione si sia concretizzata a furia di tentativi.

Dopo queste nostre parole è davvero difficile convincervi a uscire di casa e andare al cinema. Tuttavia, ci vogliamo provare lo stesso: vedete, in tempi così duri e incerti, bisogna serrare i ranghi e restare uniti il più possibile. Quest’arte ha bisogno della proiezione in sala per restare integra e riconoscibile. Per conservare la sua anima e la sua identità. Dunque, anche se Netflix, Prime e Disney+ vi ammaliano come le Sirene dell’Odissea, voi tenete duro. Legatevi all’albero maestro e pure se in sala c’è poca roba non lasciamoci incantare, perché anche un brutto film è più bello se visto insieme agli altri nel buio di una sala.

Paolo Gaudio

DIVORZIO A LAS VEGAS

Regia: Umberto Canteni

Con: Giampaolo Morelli, Andrea Delogu, Ricky Memphis, Grazia Schiavo, Luca Vecchi, Vincent Riotta, Gian Marco Tognazzi

Uscita sala in Italia: giovedì 8 ottobre 2020

Sceneggiatura: Alessandro Pondi,Paolo Logli, Riccardo Irrera, Mauro Graiani

Produzione: Rodeo Drive con Rai Cinema

Distribuzione: 01 Distribution

Anno: 2020

Durata: 90’

InGenere Cinema

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