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HORROR E COMMEDIA DEMENZIALE: Intervista ad Alessio Nencioni

Vi avevamo già parlato dell’indie horror a tinte marcatamente demenziali Possessione demoniaca poco prima del suo passaggio al Fantafestival 2016 [qui trovate la recensione].

Dopo aver visto il precedente, e assai più ruspante Il lago nero 3, abbiamo scambiato due chiacchiere con il regista Alessio Nencioni.

[Luca Ruocco]: Alessio, comincerei da una domanda molto generica: a che età e con che film ricordi di esserti avvicinato per la prima volta al cinema? E quando, invece, hai deciso di realizzare la tua prima opera da regista? Di che cosa si trattava?

[Alessio Nencioni]: Diciamo che il cinema ci accompagna un po’ da tutta la vita. Per quanto mi riguarda non credo che ci sia stato un momento specifico, si tratta più di una continuità. I primi tentativi di regia invece sono iniziati una quindicina di anni fa, con una telecamera di fortuna, era qualcosa di non ponderato, quasi istintuale direi.

[LR]: Ho avuto modo di vedere due tuoi film: “Possessione demoniaca” e il meno conosciuto “Il lago nero 3”. In entrambi si può notare una propensione per le tematiche orrorifiche, ma profondamente contaminate da note demenziali più trash… Cosa ti piace guardare al cinema? E su cosa ti piace lavorare?

[AN]: Non ho un Genere preferito, ho sempre guardato di tutto: dal film di serie B ultra trash fino alla raffinata e intellettuale pellicola d’autore. Mi sono avvicinato all’horror soprattutto perché è un Genere che può essere realizzato anche con scarso bagaglio tecnico, economico e umano…

[LR]: Sì, potrebbe essere vero… ovviamente bisogna poi andare a fare i conti con quello che ne esce fuori… Ma addentriamoci nella tua filmografia. “Il lago nero 3” è un esperimento amatoriale molto grezzo. Un semplice divertimento tra amici? Raccontaci di cosa parla questo film e come lo hai realizzato.

[AN]: Il lago nero 3 nasce proprio così, come un progetto tra amici. Inizialmente aveva un copione e una parvenza di piano di lavoro, ma ben presto mi sono reso conto che l’unico ad aver preso sul serio la cosa ero io; gli “attori” e lo “staff” mi hanno dato del filo da torcere, fino a farmi pensare di finirlo sostituendo la componente umana con pupazzi da animare. Per chi ha visto il film sa di cosa parlo.

[LR]: Con “Possessione demoniaca” i riferimenti più diretti ci portano direttamente a “La casa” di Sam Raimi… ma anche alla Cinico TV di Ciprì e Maresco. Chi sono i registi e quali sono i film a cui ti senti maggiormente legato?

[AN]: Anche in questo caso spero di non deluderti dicendo che non ho dei registi di riferimento, certo, La casa è un archetipo del Genere oramai, nel nostro caso il rinchiudere alcuni ragazzi in una casa sperduta, era necessario non tanto ai fini narrativi, ma proprio per non far scappare gli attori in caso di ripensamenti. Per quanto riguarda Ciprì e Maresco, di cui hai colto una citazione, credo di non essere il solo a ritenere i loro film girati in coppia degli autentici capolavori.

[LR]: Ci racconti il tuo approccio ai due diversi film, dal punto di vista creativo, organizzativo e registico?

[AN]: Tra i due film sono passati diversi anni e un altro lavoro, Verso Orione, un lungometraggio in costume, girato abusivamente in casolari abbandonati, completamente in rima [è disponibile su Youtube]. Anche se sempre privo di una produzione, sono riuscito nel corso degli anni a creare un gruppo di lavoro che si coordinasse più professionalmente possibile. Un copione rigido, uno storyboard, un piano di lavoro verosimile, una diversificazione degli incarichi, hanno reso Possessione demoniaca un dignitoso progetto no-budget.

[LR]: Con “Possessione demoniaca” hai avuto modo di girare un po’ l’Italia. Come ha reagito il pubblico durante le proiezioni e ai festival?

[AN]: Siamo riusciti a far girare il nostro lavoro soprattutto in centri sociali e altri spazi autogestiti, realtà che si sono dimostrate sempre attente nel promuovere film totalmente autoprodotti come il nostro, e devo dire che l’accoglienza è stata ottima. Questa è la nostra più grande soddisfazione.

[LR]: Hai avuto modo di vedere altri horror indipendenti italiani negli ultimi tempi? Se sì, puoi darci quali ti hanno maggiormente colpito e perché?

[AN]: Purtroppo sull’horror indipendente italiano non sono molto ferrato, ho visto dei buoni lavori di Lepori, Boni e Ristori, Antonini. Ma in questo settore sicuramente sei molto più ferrato di me!

[LR]: Ci racconti un episodio avvenuto sul set de “Il lago nero 3” e “Possessione demoniaca”?

[AN]: Di episodi ce ne sarebbero tanti, per esempio i luoghi in cui abbiamo girato Il lago nero 3 erano frequentati da un gruppo di tossici, che spesso comparivano furtivamente per vedere cosa stessimo facendo. In Possessione demoniaca ricordo solo il ritmo assurdo di lavoro, siamo arrivati anche a girare 12 ore consecutive… roba da manicomio.

[LR]: Stai lavorando a qualche altro film al momento? Si tratta di un’altra commedia horror demenziale?

[AN]: Sì, al momento sto cercando fondi per realizzare un’altra commedia, il protagonista sarà un giovane regista che girerà dieci cortometraggi, ognuno di diverso Genere cinematografico, quindi nel film ci sarà anche un bel segmento horror… sempre che riesca a mettere insieme tutta la baracca. Se qualcuno fosse interessato a collaborare si faccia sotto!

Luca Ruocco

Roma, dicembre 2016

InGenere Cinema

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