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SHADOW di Federico Zampaglione

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Che il film di un regista alla sua seconda prova potesse essere definito un’opera completa è  cosa rara. Federico Zampaglione, dopo il noir Nero Bifamiliare [2006], nel quale ci aveva regalato cupi presagi della sua indole, si cimenta in quello che è il suo Genere preferito: l’horror.

Shadow, uscito lo scorso anno, ha subito richiamato l’attenzione di molti, suscitando curiosità negli inossidabili amanti del cinema dell’orrore. Prodotto da Massimo Ferrero per per Ellemme Group Distribution, il film è stato da molti definito come “il motore della rinascita del cinema di Genere in Italia”. Questa considerazione è legata al fatto che, dopo gli anni ottanta il nostro horror subisce un brusco arresto, dovuto a vari motivi-scusanti, primo fra tutti quello per cui questo Genere non avrebbe incassato il giusto. Questo portò al blocco dei finanziamenti che andò peggiorando quando iniziarono a piovere le accuse secondo cui le forti tematiche affrontate avrebbero scosso le menti dei “più sensibili”.

Il pregiudizio, si sa, è una brutta bestia, ed è uno dei mali più nocivi nel nostro paese, ma questa è un’altra storia. Dire che Shadow rappresenti la rinascita del Genere italiano, è vero solo in parte. Pensiamo alla corposa produzione di film indipendenti made in Italy, o per lo meno a quelli più riusciti, che hanno restituito credito al nostro horror. Shadow è realmente un bel film, che è riuscito ad  innalzarsi a simbolo di una rinascita anche perché ha potuto contare su un produzione e una distribuzione di certo superiore ad altri titoli, che gli hanno permesso di cavalcare più rumorosamente. Il clima inquietante, la bellissima fotografia che riveste la continua alternanza tra favola e incubo, la sceneggiatura studiata, il cast che convince [da notare la recitazione di Nuot Arquint, che brillantemente indossa i panni di Mortis] sono gli ingredienti principali su cui si regge il film.

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La trama che può per certi versi ricordare titoli conosciuti, è trattata talmente bene da allontanare, quasi del tutto, la sensazione del già visto. Ciò che preme sottolineare è che preme sottolineare, passando oltre, è anche la viva passione che Zampaglione esprime quando parla di cinema di Genere, lo si capisce parlandoci direttamente o leggendo le sue interviste.

Uscito in Italia il 14 Maggio 2010, dopo aver registrato ottimi incassi nelle prime settimane, Shadow vede stranamente e silenziosamente prima ridotta la sua programmazione [solo dopo mezzanotte], per poi scomparire da quasi tutte le programmazioni cinematografiche. Alla richiesta di chiarimenti da parte della produzione, le risposte sono state alquanto vaghe, come, ad esempio, il fatto che in quel periodo erano in procinto di uscire importanti film americani, forse più promettenti.

Reduce dalla guerra in Iraq, David [Jake Muxworthy] decide di dedicarsi per un po’ di tempo al suo hobby, il biking, scegliendo le montagne del centro Europa come meta. In un momento di sosta, all’interno di un bar in montagna, incontra due tipi loschi [Ottaviano Blitch e Chris Coppola] che stanno importunando una ragazza, Angeline [Karina Testa]. David li esorta ad allontanarsi, ma senza ricevere ascolto dai due, che continuano nei loro stupidi divertimenti. Sarà l’intervento del barista a porre fine alla faccenda, almeno momentaneamente. Infatti, mentre Angelina e David fanno amicizia, condividendo la passione per il biking, rimanendo nei paraggi, e i due delinquenti si ripresentano, pronti a vendicarsi dei torti subiti. Ad un certo punto, però, buoni e cattivi cadranno nelle grinfie del perfido Mortis [Nuot Arquint], una presenza più che un uomo, che trascorre le sue giornate traendo beneficio dalle sevizie a cui sottopone uomini e animali. Lui stesso è un punto di congiunzione tra uomo e animale, in particolare rappresenta la congiunzione tra uomo e serpente, di cui assume le movenze.

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Shadow stimola gli appetiti orroristici dello spettatore. A parte l’ambientazione affascinate [le montagne di Tarvisio, ad Udine], che sa tanto di set da documentario, l’aria che si respira è altamente suggestiva: l’odore della notte, i rumori, la caratterizzazione di personaggi, soprattutto dei “cattivi”, quel Mortis, creatura austera e inquietante, che avremmo voluto conoscere meglio, l’idea di non poterlo sentir parlare o di non vederlo muoversi nella sua normalità quotidiana [che probabilmente non ha], ci angoscia.

Shadow riesce a conquistare lo spettatore, c’è chi apprezza la scelta del regista di non far vedere le azioni più cruente, ma di accennare il gesto e mostrare direttamente i risultati; chi, invece, ama l’andamento altalenante che va dalla situazione di relax a quella adrenalinica-terrorizzante. Il rischio di annoiarsi non esiste.

Il presagio di morte si contestualizza con l’arrivo di una canzone che potrebbe sembrare fortemente decontestualizzata La strada del bosco di Claudio Villa, che se da un lato accogliamo con un sorriso, dall’altro ne cogliamo il senso macabro, qualcosa di terribile si scatenerà proprio in quella selva. Da ora in avanti, la canzone di Villa prenderà un altro significato e ci ricorderà che il bosco non è un luogo tranquillo, anche se così potrebbe sembrare: la fata del bosco non esiste, al suo posto troviamo una figura umanoide, completamente glabra, e molto pericolosa. Se dovessimo ricevere un invito ad addentrarci fra gli alberi, meglio dissentire. Non si sa mai come ne potremmo uscire.

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Dal prossimo 29 Aprile, Shadow sarà distribuito in Gran Bretagna con il marchio FrightFestFeature, nato dall’unione tra due realtà cinematografiche: il Frightfest e Wild Bunch, che hanno scelto proprio il film di Zampaglione [che sarà presente all’evento] per il loro debutto. Oltre a questa soddisfazione, c’è da aggiungere che Shadow, distribuito in 58 paesi, è ancora adesso, a distanza di un anno dalla sua uscita ufficiale, il film italiano più venduto all’estero. Sempre nel mese di Aprile, peraltro, è prevista la sua uscita in Home Video anche negli Stati Uniti.

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Shadow è distribuito in DVD dalla CG Home Video, nella collana CineKult. Per l’occasione Manlio Gomarasca e il clan di Nocturno Cinema hanno pensato, visto l’importanza che hanno attribuito al titolo in questione sin dalle prime news a riguardo, un’edizione dvd classica, al cui interno troviamo, oltre al film, una serie di interviste e il cortometraggio Voce nella notte di Dario Albertini [con protagonista Nuot Arquint]. A questa si affianca un’edizione limitata in cofanetto, che oltre ai contenuti speciali sopra citati, si arricchisce di un graphic novel dedicata al film, il cd della colonna sonora originale, il bluray del film e un libro tematico.

Gilda Signoretti

 

Regia: Federico Zampaglione

Con: Jake Muxworthy, Karina Testa, Nuot Arquint, Ottaviano Blitch, Chris Coppola

Anno: 2009

Durata: 78’

Formato: 16:9 – 2.35:1

Audio: Italiano Dolby Digital 5.1, Inglese Dolby Digital 5.1

Distribuzione: CG Home Video – CineKult [www.cghv.it]

Extra: L’Edizione Limitata contiene: il DVD, il Bluray, il Libro, il Fumetto, la colonna sonora originale, interviste, Voce nella notte di Dario Albertini

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