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LA SPOSA PROMESSA di Rama Burshtein

sposa promessa1Davvero meritevole di attenzione l’esordio alla regia di Rama Burshtein con Fill the void, presentato in Italia al Festival del Cinema di Venezia nel 2012 con il nome di La sposa promessa.

Burshtein è anche autrice della sceneggiatura, che prende le mosse proprio dalla sua condizione di ebrea ortodossa. È infatti dalla comunità ortodossa che la regista trae le basi per una storia profonda ed estremamente semplice, che Burshtein dirige in una maniera non comune, fissandosi prevalentemente sulla comunicazione che i personaggi riescono ad esprimere anche solo con lo sguardo, e girando prevalentemente in interni, con l’ausilio di una fotografia spesso in ombra e a tratti volutamente sfocata.

Imperdibile è dunque il DVD, distribuito da Lucky Red, che comprende anche due contenuti extra: il trailer e l’intervista a Hadas Yaron.

Yochay [Yiftach Klein] è da poco vedovo. Sua moglie Esther è morta dando alla luce suo figlio. Come è usanza nella cultura ortodossa, viene proposto a Yocahy di unirsi in matrimonio con una vedova belga. Sua suocera, Rivka [Irit Scheleg], nonché madre di Esther, non riesce ad accettare l’idea che suo genero vada a vivere in Belgio, privandola dell’unica gioia che le è rimasta, crescere suo nipote, e così convince suo marito [Chaim Sharir] a proporre a Yochay di sposare Shira [Hadas Yaron], la loro figlia appena diciottenne.

sposa promessa2La ragazza, però, prima della morte della sorella, stava quasi combinando un matrimonio con Yossi [Ido Samuel], ora però sospeso. Shira è dunque posta davanti ad una responsabilità molto grande, dovendo vestire insieme i panni di moglie e madre, e, proprio per via della sua schiettezza, delude le aspettative di Yochay, suggerendogli di sposare invece Frieda [Hila Feldmon].

La sposa promessa, girato a Tel Aviv, è un film emotivamente intenso ma calibrato nella gestione del dolore. Burshtein non ha alcuna intenzione di mettere a confronto la cultura occidentale con quella orientale, religione in primis, ma propone di spiare, come se si guardasse dalla serratura, osservando i punti di vista e i comportamenti dei suoi personaggi, da cui emerge la loro evidente fragilità, che qui appartiene soprattutto agli uomini.

sposa promessa4Il finale, poi, è davvero spiazzante, perché ci lascia dedurre quanto il turbamento di Shira sia ancora dietro l’angolo. Innegabile è poi il riconoscimento che va dato agli attori per la loro interpretazione, e lodevole è la prestazione di Yaron [Out of sight di Daniel Syrkin, 2006], la cui bravura è stata meritatamente riconosciuta al Festival del Cinema di Venezia, aggiudicandosi la coppa Volpi, uno dei tanti premi che La sposa promessa si è guadagnato, insieme con la prestigiosa candidatura agli Oscar.

Gilda Signoretti

LA SPOSA PROMESSA

Voto film

3.5 Teschi

Voto DVD

2.5dsc copy

Regia: Rama Burshtein

Con: Hadas Yaron, Yiftach Klein

Durata: 87’

Audio: Italiano Dolby Digital 5.1, Ebraico Dolby Digital 5.1

Formato: 16:9  2.39:1

Distribuzione: Lucky Red [www.luckyred.it]

Extra: Trailer, Intervista a Hadas Yaron

InGenere Cinema

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