Home / Recensioni / In sala / IMMORTALS di Tarsem Singh Dhandwar

IMMORTALS di Tarsem Singh Dhandwar

immortals1Prima ancora dell’avvento dell’umanità si combatté una guerra nei cieli tra creature immortali. I vincitori, gli dei, divennero i reggenti incontrastati della Terra, gli sconfitti, i Titani, furono rinchiusi all’interno di una prigione di pietra, all’interno di una formazione rocciosa del monte Tartaro, a scontare per l’eternità la pena per la loro ribellione. Le tappe canoniche di ogni mitologia, o religione, ritornano sempre uguali a sé stesse: il bene vince sul male, ma non può mettere la definitiva parola “fine” su di esso.

Nonostante gli dei avessero scoperto la possibilità di infliggere la morte a creature immortali, fatti della loro stessa “materia”, decidono di punire l’insolenza solo con un esilio [ricordate anche dio e satana?], in un antro tenebroso e molto vicino agli uomini.

Con i Titani in congelatore, però, Zeus [Luke Evans], padre degli dei, già subodorando una futuribile evasione, una volta creati gli uomini e lasciatoli evolvere per qualche migliaio di anni, decide di allevarsi, sotto le mentite spoglie di un vecchio saggio [John Hurt], per bene il più puro dei mortali, Teseo [Henry Cavill], perché, non si sa mai, nel futuro si sarebbe potuto rivelare utile. E il futuro, per gli dei, non è mai così lontano, infatti, in men che non si dica il crudele re Iperione [Mickey Rourke], offeso dall’insolente manchevolezza delle divinità creatrici nei suoi confornti, si mette in moto per trovare il mitologico arco di Epiro, unica arma in grado di liberare i Titani dalla prigione di pietra, per stravolgere le gerarchie celesti, sperando in uno sviluppo a suo favore.

Ovviamente anche buono [il contadino Teseo] e cattivo [Iperione] mortali dovranno forzatamente incrociare i loro cammini: quando il malvagio re, e il suo esercito di uomini sfigurati e coperti da maschere orribilmente ben fatte, si troveranno, nel loro cammino di razzie, a mettere a ferro e fuoco la cittadina dove vive Teseo, Iperione avrà la cattiva idea di sgozzare la devota madre dell’eroe davanti ai suoi stessi occhi, condannandosi praticamente a fine certa.

immortals2Tra Iperione e Teseo si instaureranno fumettistiche relazioni padre-figlio, dove il malvagio rappresenta l’antitesi del buon genitore e, parallelamente, l’austera severità di chi può dare insegnamenti, mentre il giovane concretizza il furore e la positiva ribellione alle sbagliate imposizioni. Lo scontro finale fra i due avrebbe avuto un gusto epico, anche al di fuori dell’ambientazione ellenica.

Mentre gli dei sono già in bollori, tremando per il futuro ritorno dei titani, Teseo riuscirà a mettersi a capo di un piccolo gruppo [due guerrieri, un sacerdote e una vergine-oracolo che, da sola, tenta di equiparare allo straripante testosterone ellenico e, per certi versi, riesce nel suo fine], prima, e dell’ultima legione dell’esercito ellenico, poi.

A vegliare sul suo destino, oltre all’affezionato Zeus, la sensuale Fedra [Freida Pinto], che, grazie ad un dono divino, riesce a cogliere, di tanto in tanto, spiragli confusi di futuro, utili a sapere come barcamenarsi nelle situazioni più difficili.

A dirigere l’ultimo blockbuster del neo-peplum, il Tarsem Singh di The Cell [2000], che costruisce un film chiassoso ed esplosivo come un videogioco, con piacevoli incursioni nello splatter, sotto la veterana guida dei produttori di 300 [Zack Snyder, 2007].

Alla preziosa composizione estetica dei costumi firmati dalla Eiko Ishioka del Bram Stoker’s Dracula [1992] di Francis Ford Coppola, si sommano l’esasperata costruzione digitale di ambienti e scene d’azione, la voglia del regista di infondere al film un’aura cupa tratta dai dipinti del Caravaggio, una sceneggiatura [dei fratelli greco-americani Parlapanides] che tende all’accumulo e allo stravolgimento [finti minotauri, titani, e una religione politeista come quella classica ellenica che arriva, a fine film, ad essere trasformata in monoteista] e un inutile 3D. Quello che ne esce fuori è piacevole intrattenimento, un po’ il classico film virile travestito da ricostruzione storica, un po’ b-movie.

Luca Ruocco

 

Regia: Tarsem Singh Dhandwar

Con: Henry Cavill, Stephen Dorff, Freida Pinto, Mickey Rourke

Uscita in sala in Italia: venerdì 11 novembre 2011

Sceneggiatura: Vlas e Charles Parlapanides

Produzione: Relativity Media, Mark Canton, Gianni Nunnari

Distribuzione: 01 Distribution

Anno: 2011

Durata: 110’

InGenere Cinema

x

Check Also

CURSE OF THE BLIND DEAD di Raffaele Picchio

Raffaele Picchio, regista di Morituris, nel 2020 torna alla regia a quattro ...