Fantafestival 2012

MASKS di Andreas Marschall

masksA distanza di otto anni dal suo Tears of Kali [2004], Andreas Marschall torna dietro la macchina da presa con Masks, lungometraggio che rappresenta una doppia conferma: quella della visionaria e magnetica vena creativa del regista tedesco, e quella della sua fascinazione nei confronti del cinema di Genere italiano, con una predilezione per il thriller anni ‘70.

Se già in Tears of Kali, Marschall non aveva fatto mistero della sua passione nei confronti del thriller-horror italiano, omaggiando visivamente i suoi maestriMario Bava e Dario Argento, in Masks il legame si fa ancor più solido, organico, incoronando Argento come fonte d’ispirazione assoluta, e andando a toccare le atmosfere morbose e malate del nostro thriller erotico degli anni ’70.

Stella [Susen Ermich] è una giovane aspirante attrice che, dopo essere stata respinta da numerose accademie d’arte drammatica, finalmente riesce ad entrare a far parte degli studenti di un prestigioso istituto, fondato dal mistico Mateusz Gdula, il trapassato ideatore di un metodo di tecnica dell’attore sui generis, estremo.

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L’EREMITA di Al Festa

leremita1Piccole note biografiche del regista prima di cominciare a parlare de L’eremita. Al Festa muove i primi passi della sua carriera come musicista, componendo le colonne sonore per film di genere di fine anni ’80 come After death [Dopo la morte] di Claudio Fragasso o Paganini horror di Luigi Cozzi; in seguito esordisce nella regia col lungometraggio fiume [la sua durata originaria è di due ore e mezza] Gipsy angel, storia d’amore girata tra il videoclip e il musical rock, e prosegue la sua carriera dietro la macchina da presa col giallo cult Fatal frames – Fotogrammi mortali, un film con una moltitudine di presenze di classe [Donald Pleasence, Rossano Brazzi, Alida Valli, David Warbeck, tra i molti] che ha esiti artistici altalenanti, salvo però mostrare un’atmosfera ad effetto in una Roma atipica per il nostro cinema.

Poi, in seguito, torna alla regia con un’opera come Progetto Sapientia, horror ambientato durante una seduta spiritica e che usa il punto di vista alla Blair witch project per dare un pizzico di realtà a tutto. I risultati sono anche risibili, ma pensare che l’operazione sia molto simile, e anticipatrice, al successo del momento Paranormal activity per certi aspetti aiuta sollevargli la reputazione.

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Ridateci il FANTAFESTIVAL!

ff32Il Comune di Roma, promotore storico del FANTAFESTIVAL, ha escluso la manifestazione dalla possibilità di ricevere contributi per questo anno. La comunicazione arriva a festival già iniziato e quindi dopo che il Fantafestival si è già notevolmente impegnato, anche dal punto di vista economico.

Impegni che naturalmente andranno rispettati. E questo dopo che è stato presentato un progetto ed un programma più importante e più ricco di quello giudicato positivamente lo scorso anno.
Il festival si riserva di difendere le proprie ragioni presso il T.A.R. ed in ogni altra sede opportuna, ma vogliamo pregarvi di aiutarci in questa nostra battaglia inviando un’email di sostegno e di protesta per il tentativo di sopprimere una manifestazione che con i suoi 32 anni è la più longeva nel panorama romano, e che pensiamo abbia significato qualche cosa nella storia della cultura cinematografica fantastica di questo paese.

Potete inviare una e-mail a:
dino.gasperini@comune.roma.it

e per conoscenza a:
mario.defacqz@comune.roma.it

CRUEL TANGO di Salvatore Metastasio

crueltango1Thriller a tinte fosche, di ambientazione sud italiana e nuovo prodotto del cinema di Genere indipendente italiano, Cruel tango è l’opera prima dell’esordiente Salvatore Metastasio [molti cortometraggi alle spalle], nuovo regista del panorama horror/thriller che porta in sala questa sua creatura, guardando con un occhio ai gialli anni ’70 diretti da Sergio Martino e Giuliano Carmineo e con l’altro ai mostri dell’attualità televisiva e mediatica, come internet o il cattivo giornalismo.

Tutto ruota attorno ad una serie di omicidi avvenuti in un paesino del sud, dove alcune ragazze vengono rapite e poi uccise da un individuo mascherato, un pazzo assassino che a tempo di tango tortura e infligge la morte alle sue sventurate vittime.

Il giovane blogger Vincenzo Cuturi [Francesco Castiglione], creatore di un sito incentrato sui crimini più efferati, indagherà su ciò che sta succedendo in questo paese, arrivando ad essere coinvolto in una serie di misteri che lo porteranno verso la verità.

Ma il tempo stringe e ben presto anche le persone care a Vincenzo saranno risucchiate in questa girandola di omicidi, rischiando la morte più cruenta.

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CANEPAZZO di David Petrucci

canepazzzo1Canepazzo [2012], primo lungometraggio del regista David Petrucci è un thriller – poliziesco dalle tinte fosche che ruota attorno ad una serie di omicidi apparentemente slegati l’uno dall’altro, per tipologia di vittime e modus operandi che, però, sono in realtà tutti parte del macabro carnet dell’omicida efferato che si nasconde dietro lo pseudonimo che fa da titolo al film.

Il lungometraggio tira le fila della carriera omicida dell’assassino, attraverso le risposte che un famoso criminologo, che seguì dal vivo le gesta di Canepazzo, fornisce al giovane figlio della sua diciassettesima vittima, bambino all’epoca dei fatti e ora, a sua volta, studente di criminologia.

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IO SONO MORTA di Francesco Picone

iosonomorta1Avevamo lasciato Francesco Picone al 2010, con il divertente cortometraggio A joke of too much, che avevamo avuto il piacere di recensire sulla rivista Taxidrivers e di selezionare per la sezione Indie.Horror.it del Roma3FilmTeatroFestival 2011.

Da amanti del cinema di Genere, eravamo rimasti piacevolmente colpiti dall’ironia e dallo spigliato piglio registico con cui il giovane regista si era inserito all’interno di un chiaro gioco di rimandi cinematografici di film anni ’70 e ’80 e, allo stesso tempo, come parodica rielaborazione del più citazionistico duo cinematografico contemporaneo, la premiata ditta Tarantino/Rodriguez e il loro Grindhouse [2007].

Sì, ci aveva piacevolmente colpito il Picone, ma rimaneva il dubbio che a lasciarci questo benevolo ricordo fosse anche il fatto di stare parlando la stessa lingua, di sentirsi, insieme a tanti altri, sul medesimo barcone.

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FINCHE’ MORTE NON VI SEPARI di AAVV

def_Finche_morteAll’interno del XXXII Fantafestival due film ad epidodi, prodotti e realizzati da registi indipendenti italiani: uno è P.O.E. – Poetry Of Eerie, dove uno squadrone di tredici registi, capitanati dal prolifici, cinematograficamente parlando, Domiziano Cristopharo e Giovanni Pianigiani, si è riunito per realizzare un lungometraggio ad episodi girati appunto da ognuno di questi registi, l’altro Finché morte non vi separi [2011] del quartetto Pianigiani, Di Marcello, Arciero e Russo.

La formula del film ad episodi sta convincendo molte produzioni del panorama audiovisivo indipendente, le motivazioni che spingono sempre più registi a collaborare tra loro sono svariate, da un lato c’è la volontà di assolvere alle spese di produzione da più fronti, dall’altro c’è la ricerca di una sinergia tra le varie menti creative che patrocinano i progetti horror indipendenti.

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LA VERITÁ SUL CASO DI Mr. P.O.E. – Intervista a Domiziano Cristopharo

domiziano_cristopharo[InGenere Cinema]: Come nasce l’idea di questo vostro film a episodi? E perché la scelta è caduta su Edgar Allan Poe?

[Domiziano Cristopharo]: L’idea del film è nata quasi scherzando, all’interno di una manifestazione a tema horror… eravamo vari esponenti, emergenti e non, e si facevano gli stessi discorsi di sempre: dovremmo fare qualcosa tutti assieme, dovremmo unirci invece di essere tutte entità a sé stanti, l’unione fa la forza, vogliamoci bene, ecc. ecc.… Soliti discorsi di circostanza, non è la prima volta, né sarà l’ultima in cui li sentivo. Così, con Pianigiani presente, lanciammo una sfida: “invece di parlare, facciamolo”.

Oggi con i mezzi digitali a disposizione si improvvisano tutti registi, si son abbattuti i costi… per noi che siamo del settore, che ci vuole a metter su in un week end un corto di 5 o 6 minuti? Cadde il silenzio. Qualcuno disse prontamente “ci sto” come Giacomelli… altri avanzarono dubbi: “Senza una storia come si fa..?”. E allora dissi: “Facciamo Poe, è fuori diritti, è un classico e così tutti han già un soggetto buono da cui partire. Unica richiesta: partire da Poe, e non mettere in scena Poe. Questa era la sfida: niente soldi, un week end per girare e un soggetto da cui tirare fuori la propria visione filmica.

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OGGI, UNA TAVOLA ROTONDA PER FARE IL PUNTO SULLE PROSPETTIVE DEL NOSTRO CINEMA FANTASTICO

fantafTra le novità di questa edizione del Fantafestival, anche un’imperdibile tavola rotonda tra autori, registi e produttori del cinema fantastico italiano, e non solo, che si terrà alla Casa del Cinema, oggi, giovedì 28 giugno a partire dalle 18.00, intitolata Filmmaker di genere – Che prospettive per il cinema fantastico indipendente?. I giovani filmmakers italiani avranno l’opportunità di incontrarsi e confrontarsi con i colleghi tedeschi e spagnoli. A moderare l’incontro, Alberto Ravaioli, Direttore del Fantafestival. Tra gli ospiti, anche Stefano Bessoni [regista di Imago Mortis e del pluripremiato Krokodyle], Donatello Della Pepa [regista e produttore indipendente per Revok Film], Gianluigi Perrone [sceneggiatore, produttore indipendente e critico cinematografico], Michele Malfetta [produttore] e Juan Martinez Moreno [regista di Lobos de Arga].

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INSIDE di Daniele Misischia

locandina_INSIDEMarco [Marco Pacrazi] e Sara [Veronica Sanzari] sono una coppia che sta attraversando un periodo di crisi.

Il tentativo di riprovare a rimettere insieme i pezzi c’è, ma più da parte di Sara che di Marco, che pare essersi rassegnato. La mancanza di sigarette è la scusa per Marco per uscire, almeno per qualche minuti, da una situazione ormai troppo tesa, mentre Sara, delusa dall’ennesimo rifiuto del compagno, si perde tra le fotografie che li ritraggono insieme in un passato felice.

Fin qui tutto normale, se non fosse che una coppia di improvvisati ladri d’appartamento, un ragazzo [Valerio Di Bendetto]e una ragazza [Joelle Rigollet], penetrano nella villa, spacciandosi per la coppia di pericolosi criminali che sta seminando terrore in zona, ormai così famosa da essere argomento di cronaca nei TG e in radio.

Inside è un thriller promettente, che parte bene ma che poi si sviluppa con più di un colpo di singhiozzo, e questo per varie ragioni. Gioca con la staticità dei primi minuti, per poi dare il via alla parte thrilling all’interno del piano terra della casa, con lunghi muri perimetrali e stanzini di ridotta capienza dove Sara si nasconde, ma dai quali poi esce per trovare altre vie di fuga.

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