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FINE DI UNA STORIA di Neil Jordan

finediunastoria1Lo scrittore di successo Maurice Bendrix [Ralph Fiennes] ha coltivato una relazione nascosta con Sarah [Julianne Moore], la moglie del politico Henry Miles [Stephen Rea]. Erano i tempi della Seconda Guerra Mondiale, ma Bendrix non ha dimenticato quel trasporto e, grazie a un investigatore privato [Ian Hurt], entra in possesso del diario di Sarah in cui scopre le motivazioni della loro rottura. Adesso è troppo tardi per un riavvicinamento?

Neil Jordan non è quello che si può definire esattamente un perfetto sconosciuto: di origini irlandesi, è stato nel corso degli anni tributato di svariati riconoscimenti internazionali imponendo il proprio nome ai cinefili di mezzo mondo con pellicole come La moglie del soldato, Intervista col vampiro o Micheal Collins. Risale al 1999 questo Fine di una storia in cui Jordan sceglie la quattro volte nominata agli Oscar Julianne Moore, il due volte candidato Ralph Fiennes e il suo attore feticcio Stephen Rea.

Molto più di un triangolo amoroso, il film si dipana tramite un racconto a ritroso narrato sotto forma di diario dal personaggio di Fiennes.

finediunastoriawPresente e passato si avvicendano accarezzandosi con una sceneggiatura che convince e che non smarrisce mai il filo logico. L’occasione è poi propizia da parte di Jordan per ragionare su un ventaglio di temi quali l’ingerenza della guerra nella vita della gente, il senso religioso che permea alcune scelte rilevanti, il senso di talune bizze del fato, la potenza dell’amore. Opera alquanto ambiziosa questa, curata da un punto di vista formale fino al millimetro, in cui le inquadrature si prendono il loro tempo con calibrata lentezza, in cui la scenografia esprime da sola molto, in cui una fotografia meravigliosa e ovattata contestualizza i sentimenti dei protagonisti. Non a casa Fine di una storia fu candidato nel 1999 con la nomination per Julianne Moore come migliore attrice protagonista e per la migliore fotografia. Le recitazioni degli attori danno una grossa mano al regista per irrobustire una macchina cinema già di per sé vincente: Fiennes e la Moore risplendono come stelle ricercandosi di continuo in un amore tormentato e terribilmente viscerale, Rea è perfetto nelle vesti di un marito che ha smarrito la ricerca della felicità, schiacciato dall’abitudine; e da meno non si presentano Hurt o anche Jason Isaacs il quale, vestito di abiti sacerdotali, prende nelle sue mani la coscienza di Sarah conducendola nel ginepraio degli accadimenti.

Tutto bene dunque? Quasi. Si sarebbe potuto parlare di grande cinema se non si avvertisse quella strana sensazione di dramma che si declina in melodramma. Jordan in alcuni momenti spinge troppo l’acceleratore verso il sentimentalismo tout-court e sbrodola la struttura affettiva di altissimo livello di cui è intessuto il film. Segnatamente taluni dialoghi di Bendrix e Sarah si annacquano e risultano ridondanti e poco utili all’economia generale; anche la programmaticità di certe scelte fa pensare alla volontà del regista di voler “fare il botto” con un pacchetto flessibile ad accontentare un po’ tutti. Trattasi di peccati veniali ma neanche tanto, dal momento che si ha la sensazione che Jordan avrebbe potuto virare più marcatamente verso l’asciuttezza; ciò che, invece, scaturisce alla fine è un dipinto assolutamente godibile e da applaudire ma poco carnale, un po’ freddo.

finediunastoria3Affrancandosi ben inteso dal mero esercizio di stile, il film di Jordan rimane comunque un perla tutta da vedere. Quasi tutte le componenti vanno all’unisono e si intrecciano alimentandosi a vicenda. Di notevole spessore risulta il confronto spietato e straordinariamente interessante fra l’amor divino e l’amor profano. In tal senso Sarah si rivolge a un’entità spirituale [di cui non ha mai valutato l’esistenza prima di avventurarsi in queste vicende], mentre Bendrix rimane scettico sulle sue posizioni agnostiche. Ma l’interiorità di quest’ultimo verrà messa a dura prova dall’arcigna sofferenza cui questo amore l’ha costretto… fino a fargli ammettere: “Dio, mi hai indotto ad odiarti per farmi ammettere la tua esistenza”.

Fine di una storia [The end of the affair] è tratto da un libro di Graham Greene del 1951. Dal romanzo sono state tratte due trasposizione cinematografiche: quella di Jordan, appunto, e La fine dell’avventura [1955] sotto la direzione di Edward Dmytryk.

Il DVD italiano distribuito dalla Sony Pictures si colloca su livelli più che buoni sotto ogni aspetto: audio, video e contributi speciali.

Alessio Bacchetta

 

Regia: Neil Jordan

Con: Ralph Fiennes, Julianne Moore, Stephen Rea, Ian Hurt, Jason Isaacs

Durata: 98′

Formato: 1.85:1 – Anamorfico 16:9

Audio: italiano, inglese, spagnolo 5.1

Distribuzione: Sony Pictures [www.he.sonypictures.it]

Extra: Dietro le quinte “Special 1999”; Commento di Julianne Moore; Commento di Neil Jordan; Trailer cinematografico; Filmografie

InGenere Cinema

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