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FRANKIE E LE CREATURE DIMENTICATE di Steve Hudson

Anche i mostri hanno le loro paure, checché se ne dica!

Le creature mostruose realizzate dal geniale scienziato che abita nel Castello Grotteskew, che sovrasta da un’altezza molto elevata una piccola cittadina, hanno molte paure, ad esempio hanno terrore del buio e, soprattutto, hanno degli abitanti della cittadina, che non hanno mai incontrato.

Da un lato ci sono loro, i mostri, che vivono tutti in simbiosi nel castello, e dall’altro c’è la popolazione del villaggio: ciascun gruppo non oltrepassa lo spazio dell’altro, anzi, a malapena gli umani lanciano uno sguardo verso il castello o la cittadina. Il problema vero, però, è che lo scienziato pazzo soffre di gravi problemi di memoria, per cui dimentica puntualmente l’identità dei suoi mostri, compreso Frankie “Testa cucita”, umanoide, imbastito interamente con materiali di vario tipo, molto sensibile e molto legato al suo creatore. A differenza degli altri, la creatura soffre per i problemi di memoria dell’uomo, non solo perché ogni volta deve spiegargli chi sia, ma perché quel mancato riconoscimento mette in discussione il loro legame. È timido Frankie, e molto sensibile. Ha stretto una profonda amicizia con Creatura, l’ultimo mostro nato nel castello dalle mani dello scienziato. La corporatura di quest’ultimo è molto curiosa: è grosso, molto peloso, ha tre braccia, due grandi e uno molto stretto e corto, e un grande occhio. Per Creatura, Frankie è il suo “migliorissimo migliore amico”, e glielo dice sempre con una certa commozione.

Nel frattempo, nella cittadina è arrivato l’impresario di un circo itinerante, Fulgenzio Trovamostri, con tutto il cast di artisti circensi al seguito. É un uomo egocentrico, spavaldo, che per fare affari e soldi le prova tutte. Capisce subito che Frankie ha una personalità vulnerabile, e inizia a plagiarlo convincendolo che potrà raggiungere il successo esibendosi nei suoi spettacoli. Rispetto agli altri artisti, che si cimentano in performance grottesche, lui dovrà semplicemente mostrarsi per quello che è. Frankie così decide di lasciare il castello e intraprendere una carriera da artista circense. Si accorgerà ben presto che il conto da pagare è molto alto: il pubblico ha paura di lui, ma per aumentare il terrore dovrà sottoporsi a prove sempre più dure. Le condizioni di sfruttamento aumentano e, di contro, Fulgenzio Trovamostri sta finalmente facendo grandi affari.

L’amicizia, però, è un valore molto forte, e certi legami non si spezzano. Ecco entrare in soccorso Creatura con tutta l’allegra brigata che, oltre a recuperare l’amico, dovrà rompere ogni forma di pregiudizio con gli abitanti del posto.

È una vera sorpresa il primo film di animazione di Steve Hudson [True North, 2006], Frankie e le creature dimenticate, al cinema dal 15 ottobre 2026, distribuito da Vertice 360. Bastato sul primo libro della graphic novel Stitch head [2011] di Guy Bass e illustrato da Pete Williamson, è una commedia avventurosa con molti elementi horror che si fondono benissimo con la storia, grazie ad un’ottima sceneggiatura che riesce a comunicare per ogni personaggio una precisa personalità, anche per quelli secondari.

Nella seconda parte della storia entra in modo preponderante la figura di Arabella, una bambina estremamente curiosa a cui proprio le proibizioni non piacciono. Sua nonna è affascinata dai mostri e partecipa allo spettacolo circense, ma glielo vieta. La piccola, senza farsi scoprire, fa la conoscenza di Frankie e delle altre creature mostruose. Sarà l’unica a non avere affatto paura di loro, che anzi disegna così tanto da tappezzare interamente la sua stanza. Il suo personaggio funziona perché è pimpante, fuori dagli schemi, e perché ama l’avventura, dunque fa un po’ da spalla ai mostri. Questi ultimi, poi, oltre che visivamente molto attrattivi, sono, dicevamo, ben caratterizzati, e spesso si lasciano andare a momenti di grande tenerezza ma anche di divertimento.

In Frankie e le creature dimenticate, non è tanto l’azione a farla da padrone, ma proprio la storia in sé, affascinante e piena di meraviglia: dai colori del circo alle performance un po’ sui generis degli artisti [pensiamo al personaggio della cartomante Miranda o ai fratelli gemelli Taj & Tej ], all’arrivo trionfante degli artisti nella cittadina a bordo di un treno, con i colori del paesaggio circostante molto luminosi che rendono bene l’aria frizzante che di lì a poco si respirerà, agli interni del castello fino al laboratorio dello scienziato, per non parlare della fisicità dei mostri.

Tra rimanti a Frankenstein e Pinocchio, non manca poi la strizzata d’occhio al cinema muto, con il suo proscenio fisso e la macchina da presa perfettamente frontale. Una volta venuta alla luce, vediamo Creatura unico spettatore di un film in bianco e nero dal titolo “Guida introduttiva alla vita di un mostro”, ma il cinema nel cinema tornerà anche in seguito.

Frankie e le creature dimenticate è un film di animazione in cui originalità e la semplicità rappresentano un connubio perfetto, dove il messaggio moralistico non è affatto scontato e viene espresso senza fare ricorso ad eccessi né a buonismi di sorta, e dove l’azione non finisce, come avviene troppo spesso, per tramutarsi in isterismo collettivo.

Infine, un plauso alla colonna sonora del compositore Nick Urata.

Gilda Signoretti

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FRANKIE E LE CREATURE DIMENTICATE

Regia: Steve Hudson

Uscita sala in Italia: giovedì 15 ottobre 2026

Sceneggiatura: Steve Hudson

Produzione: Gringo Films GmbH, Fabrique d’Images, Senator Film Produktion, Traumhaus Studios, Mia Wallace Productions, Senator Film Köln

Distribuzione: Vertice 360

Anno: 2026

Durata: 91′

InGenere Cinema

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