Affrontare un colloquio di lavoro mette a dura prova ogni candidato. Quali saranno le domande che mi faranno? Come dovrò vestirmi? Che opinione avranno i selezionatori di me? Che rischi corro?
Tante sono le domande che scorrono nella mente del candidato di turno, come tante sono le aspettative, le fragilità, le potenzialità, e perché no, le paranoie.
Ne sanno qualcosa i protagonisti di Sotto a chi tocca, il terzo film del regista e attore Giorgio Pasotti [Io, Arlecchino, 2015; Abbi fede, 2020], che sono stati convocati da una prestigiosa multinazionale. Si tratta di Fernando [Giorgio Pasotti], Daniela [Giovanna Mezzogiorno], Enrico [Stefano Fresi], Carlo [Rocco Papaleo], Giulio [Giacomo Giorgio] e Franca [Linda Messerklinger]. Sono sei candidati molto diversi tra loro che subito, una volta giunti, si accorgono di essere in realtà vittime di un piano diabolico, un esperimento terribilmente assurdo in cui scopriranno che uno di loro è una talpa… tocca però capire di chi si tratti, ma anche lo scopo e l’intento malevolo che c’è dietro questa macchinazione.
Non possiamo svelarvi null’altro di questa trama – a parte che l’unica rappresentante della multinazionale con cui possono relazionarsi è la segretaria [Claudia Tosoni], ma solo tramite un monitor, ed è lei a decidere quando – perché molti sono i colpi di scena di questo thriller psicologico che assume anche i toni di una commedia nera, scritto da Pasotti con Federico Baccomo, con cui il regista aveva già collaborato nella sua seconda opera.
Una cosa è certa: quando si è sotto i riflettori, tendenzialmente, si cerca di dare il meglio di sé, di assumere un aspetto sicuro, spigliato, determinato, e, quindi, di fingere. Chi sembra proprio non riuscire a farlo è Fernando, che risulta subito cinico, antipatico, presuntuoso e addirittura spietato. Ostenta talmente tanta tranquillità che sembra subito lui la spia, competitivo ai massimi livelli, l’opposto di Franca, che arriva trafelata e con un minuto di ritardo all’appuntamento rispetto a quanto concordato, ma anche di Enrico, che, più che insicuro, sembra molto confuso e poco stabile mentalmente. E poi c’è Carlo, dal carattere calmo e riflessivo, anche lui, che sembra però un po’ indifferente a tutto. E infine c’è lei, Daniela, timida e coraggiosa, abituata a dare tutto nel lavoro, stacanovista imperterrita a tal punto da aver creato una distanza con la famiglia e, forse, con il mondo circostante.
Sotto a chi tocca indaga molto sulla personalità dei personaggi, non sappiamo mai davvero se i sentimenti che mostrano siano sinceri o se stiano recitando un personaggio per ingannare gli altri. Un punto a favore della sceneggiatura è proprio questo, l’indagine introspettiva sui personaggi e la
messa in scena di un gioco al massacro che alza il ritmo e spinge lo spettatore a prendervi parte ragionando su quanto stia vedendo per capire chi è, o chi sono, “gli intrusi”. Peccato che alcuni dialoghi risultino troppo poco brillanti, soprattutto nella seconda pare.
In Sotto a chi tocca, adattamento cinematografico della commedia teatrale El mètode Grönholm [Il metodo Gronholm] del drammaturgo Jordi Galceran, gli attori sono stati certamente messi a dura prova, poiché, a mano a mano che si entra nella storia, svelano la loro doppia faccia, assumendo nuove sembianze e sconfessando quello che erano stati fino a pochi minuti. Ed ecco che la tensione emotiva sale e, pian piano, i nodi vengono al pettine. Fresi e Papaleo rendono la loro interpretazione ottimamente, e lo stesso Pasotti non è da meno, lui che probabilmente ricopre il volto del personaggio più complesso da mettere in scena, se non il più irritante.
La scenografia è concentrata in stanze bianche: si parte da una grande sala riunioni in questo grattacielo di Torino [dove il film è ambientato] dove ha sede la multinazionale, in sale che via via sembrano ristringersi, creando una sensazione di claustrofobia.
L’ultima fatica di Pasotti convince anche per l’alternanza tra ironia coinvolgente e un cinismo spinto; è un film che lascia nello spettatore una certa amarezza, perché tutti, nel bene e nel male, siamo usciti sconfitti da un colloquio di lavoro, consapevoli di non essere stati affatto brillanti e pieni di rimorsi per aver mancato un’occasione. Il concetto di autenticità è il fulcro del film: quanto siamo veri nella nostra routine quotidiana? Quanto siamo bravi a ingannare gli altri e a fare in modo che si fidino di noi? E, infine, quanto siamo meschini nell’arrivare a negare la nostra individualità per ottenere qualcosa, un posto di lavoro, e per quanto tempo riusciamo a reggere il gioco?
Una cosa è certa, il metodo di selezione a cui vengono sottoposti i nostri protagonisti è inquietante e per certi aspetti spaventoso, un vero incubo da cui ci si risveglia tirando un sospiro di sollievo: era solo finzione.
Sotto a chi tocca arriva nelle sale italiane l’8 ottobre, distribuito da Adler Entertainment, e prodotto da Wonder Film, Wonder Project, Cinefonie con Rai Cinema.
Gilda Signoretti
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SOTTO A CHI TOCCA
Regia: Giorgio Pasotti
Con: Rocco Papaleo, Giorgio Pasotti, Giovanna Mezzogiorno, Stefano Fresi, Giacomo Giorgio, Linda Messerklinger, Claudia Tosoni, Nicola Palmese, Viktorie Ignoto, Gianluca Cofone, Tommaso Marconato
Uscita sala in Italia: giovedì 8 ottobre 2026
Sceneggiatura: Giorgio Pasotti, Federico Baccomo
Produzione: Wonder Film, Wonder Project, Cinefonie con Rai Cinema
Distribuzione: Adler Entertainment
Anno: 2026
Durata: 91′
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