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LUCAS MUSEUM OF NARRATIVE ART raccontato da Taschen

Lo scorso 22 settembre il Lucas Museum of Narrative Art ha aperto le porte al pubblico. Si tratta di un enorme progetto che George Lucas ha inseguito per vent’anni: quello di riunire ed esporre in un’unica location opere e materiali provenienti dal cinema, dal fumetto e dall’illustrazione; forme espressive che l’autore ha riunito sotto l’unica definizione di “arte narrativa”. L’obiettivo del progetto è quello di attribuire dignità museale a linguaggi spesso considerati minori, equiparando il racconto a fumetti e l’oggetto cinematografico, ad esempio, all’arte pittorica tradizionalmente ospitata nei musei. Secondo il pensiero di Lucas, infatti, anche se a unirli non sono una tecnica o un codice comuni, in tutte queste forme di arte è insita la capacità delle immagini di raccontare una storia e addirittura di incarnarla.

Il Lucas Museum of Narrative Art sorge all’interno dell’Exposition Park, a Los Angeles, in un edificio di oltre 9 mila metri quadrati di spazi espositivi, e ospita circa 1.300 opere, selezionate da una collezione di più di 40000 pezzi tra dipinti, illustrazioni, fumetti, fotografie, manifesti e materiali cinematografici.

Lucas colleziona questo genere di opere da oltre cinquant’anni, e pare abbia iniziato ai tempi del college, con una striscia originale di Alley Oop, creata nel 1933 da Vincent Trout Hamlin, acquistata a 35 dollari.

Anche se, quando se ne cominciò a parlare, i fan pensarono immediatamente a un museo dedicato al mondo di Star Wars – che comunque occupa un posto di rilievo nell’esposizione, includendo sculture, modellini e concept art – il Museum racchiude al suo interno grandi nomi dell’arte, dell’illustrazione e del fumetto, riunendo sotto un unico tetto artisti come Frank Franzetta, Banksy, Diego Rivera, Norman Rockwell o Frida Kahlo.

Tra i pezzi più importanti per la cultura pop ci sono il primo Flash Gordon di Alex Raymond, strisce a fumetti dei Peanuts, una tavola di Little Nemo in Slumberland del 1908 e la copertina realizzata da Neal Adams per il numero 233 di Superman.

La library del Museum conta inoltre più di 30000 fumetti, con una presenza particolarmente significativa di titoli della Silver Age americana, ma non disdegna anche manga, libri illustrati per ragazzi, fantasy e sci-fi.  I Lucas Archives, invece, raccolgono materiali cinematografici di film prodotti tra il 1971 e il 2012: un vero e proprio monumento al cinema d’intrattenimento.

La storia della scelta della sede è essa stessa una delle grandi imprese compiute da George Lucas. La prima sede individuata per il museo, che allora avrebbe dovuto chiamarsi Lucas Cultural Arts Museum, era San Francisco, ma il progetto incontrò diverse resistenze nell’area scelta per tirarlo su. Le stesse beghe, che poi arrivarono anche a una causa legale, furono incontrate a Chicago nel 2014.

Solo nel gennaio 2017 Lucas e i suoi arrivarono Los Angeles e alla sede della University of Southern California, dove il regista aveva studiato cinema. Il progetto ottenne il via libera e i lavori iniziarono nel marzo 2018, ma furono presto bloccati dalla pandemia, seguiti da cambi ai vertici dell’area museale e da una serie di lunghi e costosi rinvii.

Per regalare degno spazio al Lucas Museum of Narrative Art anche nelle librerie dei collezionisti e nelle biblioteche, Taschen ha lavorato a un puntuale catalogo in due giganteschi volumi, contenuti in un box cartonato. Grandi dimensioni e circa 830 pagine di immagini, illustrazioni, approfondimenti, pagine ripiegate: un viaggio coinvolgente tra le immagini che danno forma, anche su carta, alla Storia della nostra cultura contemporanea con un occhio di riguardo al pop.

Dai paperi Disney di Barks, agli studi delle cover per Tales from the Crypt, a Fritz the Cat a Hellboy, soprattutto il volume 2 saprà conquistare occhi e cuori degli amanti dei fumetti.

Nato dalla collaborazione con George Lucas e il Lucas Museum of Narrative Art, questo ampio catalogo in due volumi presenta una raccolta senza eguali di arte narrativa. Dai murales alla pittura, dai fumetti alla fotografia, fino agli archivi cinematografici, l’opera racconta l’impatto della narrazione visiva sulla cultura, sull’immaginazione e sulle relazioni umane.

Dai miti dell’antichità ai grandi successi del cinema, le storie hanno sempre plasmato il modo in cui guardiamo a noi stessi e al mondo. Realizzata proprio in collaborazione con il Lucas Museum of Narrative Art, questa monumentale monografia in due volumi ripercorre la storia della narrazione visiva attraverso epoche e discipline, attingendo proprio alla ricchissima collezione del museo.

I due volumi esplorano i linguaggi diversi collezionati e studiati per anni da Lucas [pittura, illustrazione, fotografia, fumetto e cinema] per mettere in luce proprio il filo comune che unisce belle arti e cultura popolare, andando dalla pagina stampata al grande schermo.

Organizzati per temi, i volumi raccolgono opere di alcuni tra i più influenti artisti e narratori dell’età moderna. Da Norman Rockwell e Frank Frazetta a celebri fotografi, fumettisti e illustratori per l’infanzia, la selezione curata dal museo mostra come le immagini possano educare, ispirare e aprire nuove possibilità. Anche i volumi dedicano poi una sezione alla nascita di Star Wars, attraverso bozzetti originali, concept art, foto di costumi e veicoli: materiali che permettono di osservare da vicino il processo collettivo con cui schizzi e prototipi sono diventati uno degli universi narrativi più influenti di sempre.

Ad arricchire i preziosi volumi, le introduzioni di George Lucas e di Guillermo del Toro, che con il regista di Star Wars condivide, oltre che l’ossessione per il racconto per immagini, anche la passione per il collezionismo e per le forse più inventive dello storytelling.

Il curatore dei volumi è Ryan Linkof è curatore senior e responsabile dei programmi cinematografici del Lucas Museum of Narrative Art. In precedenza ha fatto parte del nucleo curatoriale fondatore dell’Academy Museum of Motion Pictures. Ha inoltre insegnato alla University of Southern California ed è autore e curatore di numerose pubblicazioni dedicate alla fotografia, al cinema e all’arte narrativa.

I volumi, ricchissimi di immagini a colori, sono editi da Taschen in lingua inglese.

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