Sentimental Value, ultimo film di Joachim Trier, è un’opera che lavora in sottrazione, scegliendo la delicatezza al posto dell’enfasi e la distanza al posto dell’abbraccio. Un film che parla di sentimenti senza mai mostrarli apertamente, lasciando che siano i silenzi, gli sguardi e le assenze a costruire il suo cuore narrativo.
Al centro del racconto c’è il rapporto complesso e irrisolto tra un padre e una figlia. Stellan Skarsgård interpreta Gustav, un regista cinematografico, figura ingombrante e distante, mentre Renate Reinsve è Nora, la figlia che ha scelto il teatro come forma espressiva.
L’inatteso ritorno a casa di Gustav e una richiesta decisamente insolita da parte sua aprirà tra loro un abisso fatto di non detti, di parole mancate e di distanza emotiva. Trier osserva questo legame con uno sguardo lucido e mai giudicante, lasciando che il peso degli errori del passato emerga lentamente.
Particolarmente interessante è l’uso della distinzione tra cinema e teatro come metafora di due personalità inconciliabili. Il cinema del padre e il teatro della figlia non sono solo scelte artistiche, ma mondi opposti, linguaggi che non riescono a dialogare, proprio come i loro protagonisti. Questa incomunicabilità diventa uno dei temi più forti del film, rendendo il conflitto costantemente presente ma sospeso.
Girato in pellicola, Sentimental Value mostra una grande attenzione alla composizione dell’immagine. Joachim Trier si conferma un esteta, capace di costruire inquadrature di grande bellezza formale senza mai renderle decorative. L’inizio del film è potentissimo e tutto il primo atto in generale possiede una grande forza, riuscendo a catturare lo spettatore senza bisogno di astuzia o artifici.
La vera peculiarità del film, però, sta nel suo tono. Nonostante tratti di sentimenti profondi, Sentimental Value rimane sempre freddo, distaccato, quasi trattenuto. È un film che non cerca mai la commozione facile, che non usa l’emotività come gancio per il pubblico. Questa scelta, coerente con il rapporto che racconta, può creare una distanza anche nello spettatore, ma è proprio in questa coerenza che il film trova la sua identità più autentica.
In conclusione, dunque, Sentimental Value è un film rigoroso e profondamente coerente, capace di raccontare l’amore familiare attraverso l’assenza e il silenzio piuttosto che attraverso l’esplosione emotiva.
Vincitore del Gran Prix della Giuria al 78° Festival di Cannes, arriva al cinema dal 22 gennaio come un’opera che richiede attenzione e sensibilità, ma che ripaga col suo sguardo maturo sui legami più difficili da sanare – e, di conseguenza, anche più interessanti.
Irene Scialanca
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SENTIMENTAL VALUE
Regia: Joachim Trier
Uscita in sala in Italia: giovedì 22 gennaio 2026
Con: Renate Reinsve, Elle Fanning, Stellan Skarsgård, Cory Michael Smith, Catherine Cohen, Jesper Christensen, Ash Smith, Jonas Jacobsen, Lena Endre, Bjørn Alexander, Pia Borgli
Sceneggiatura: Joachim Trier, Eskil Vogt
Produzione: Arte France Cinéma, Eye Eye Pictures, Mer Film
Distribuzione: Teodora Film, Lucky Red
Anno: 2025
Durata: 133′
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