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CÉLESTE di Chloé Cruchaudet

Chloé Cruchaudet è autrice e disegnatrice francese nota per opere come Poco raccomandabile [2013, ne abbiamo parlato qui: https://www.ingenerecinema.com/2025/08/01/midori-poco-raccomandabile-notti-di-rancore-i-nuovi-tascabili-coconino/]. Il suo lavoro del 2022, Céleste, pubblicato quest’anno in Italia da Coconino Press, parla di Marcel Proust e della lunga e faticosa lavorazione del suo “Alla ricerca del tempo perduto”. Non lo fa, però, tentando la via dell’adattamento letterario, né su quella del fumetto biografico. Per certi versi una sorta di sguardo da biopic, all’interno della sua graphic novel, è possibile ritrovarlo, ma l’idea che rende Céleste una lettura ancora più affascinante è che il punto di vista che l’autrice sceglie per realizzare il ritratto di Proust è filtrato da un terzo personaggio: Céleste Albaret, la donna che dà il titolo al volume e che per tanti anni ricoprì diversi ruoli proprio al fianco dello scrittore. Prima come fattorina delle sue missive, poi assistendolo personalmente nella cura della casa e della sua persona, fino a diventarne una sorta di assistente personale.

Il libro è diviso in due parti, più un epilogo e racconta proprio la vita di Céleste fin dal 1913, anno in cui conosce Marcel Proust, anche se l’incipit e la chiusa della storia sono ambientate nel 1956, a oltre trent’anni dalla morte dello scrittore, quando due antiquari si presentano a casa di una Céleste, ormai anziana, e innescano il suo lungo flashback, che poi è il corpo narrativo del libro stesso.

La storia è quindi costruita intorno a flashback dentro ad altri flashback e procede in modo non lineare. Cruchaudet, però, riesce a proporre al lettore un racconto sempre facilmente leggibile. L’autrice  riesce allo stesso tempo a realizzare un fumetto ricco e mai banale, non solo per le differenti linee temporali e i salti utilizzati, ma anche grazie all’inserimento di piccole e quotidiane curiosità [che vanno dalla colazione, all’odio per i rumori, alle telefonate filtrate], fino a proporre citazioni dirette dall’opera di Proust e sequenze più immaginifiche e oniriche, che scollegano per un momento il lettore dal romanzo grafico di tipo biografico, spesso a collegate proprio alle citazioni dai romanzi e ricche anche di parallelismi tra le vite e le attività di due co-protagonisti apparentemente davvero distanti.

Proust e Céleste: il primo è un uomo misterioso, capriccioso, con un’infinita serie di fobie e paturnie che, come un bambino, ha bisogno di qualcuno che gli faccia da scudo verso il mondo reale per poter fare la sola cosa che sembra riescirgli: scrivere. E poi Céleste, assai più umile ma anche pragmantica, che diventerà quello scudo: la persona che riesce ad alleggerire lo scrittore dal peso [e della paura] che prova nei confronti dell’altro e del mondo.

La storia raccontata nel libro è anche quella di metamorfosi e di crescita di una giovane donna, insicura e che per la prima volta si affaccia sul mondo del lavoro, in un momento storico assai complicato. Una donna che diventa via via più esperta e consapevole. Ma Cruchaudet descrive anche la nascita e l’evoluzione di una relazione che diventa sempre più stretta, irrinunciabile, intima, senza diventare mai un rapporto passionale o amoroso, se non in modo puramente platonico.

Quella di Céleste è una dedizione profonda, figliata da un fascino, da un’ammirazione inizialmente quasi immotivata; solo questo le permette di avvicinare così tanto l’animo di un uomo così problematico e di metabolizzarne quasi senza fatica le nevrosi e le eccentricità.

Il tratto di Chloé Cruchaudet è morbido, semplice, classicamente cartoonesco, e si sposa perfettamente a una storia così delicata, con un punto di vista inaspettato, ricca di aneddoti e curiosità reali della vita di Proust. La scelta di uno stile non realistico non appiattisce la recitazione dei personaggi che, anzi, sono sempre molto espressivi e leggibili. Così come non va a cozzare con la proposizione precisa e riconoscibile di un momento storico e di una società precisi, anche attraverso uno studio puntuale di scenografie, costumi e architettura.

Molto importante, inoltre, è la colorazione: sempre assai delicata e che, attraverso le tinte pastello, trasmette bene momenti e atmosfere [anche emotive] al lettore.

Una lettura davvero piacevole e leggera.

Luca Ruocco

CÉLESTE

Autori: Chloé Cruchaudet

Editore: Coconino Press [www.coconinopress.it]

Pagine: 264

Illustrazioni/Foto:

Costo: 25,00 euro

InGenere Cinema

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