Guillermo del Toro è in Concorso alla 82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia con il film Frankenstein [2025], adattamento cinematografico dell’opera omonima di Mary Shelley.
1800. Victor Frankenstein [Oscar Isaac], scienziato ambizioso e visionario, si spinge oltre i limiti della medicina e della morale umana per vincere la morte e ottenere la vita eterna. Dopo l’incontro fortuito con il dottor Pretorius [Christoph Waltz] un ricco venditore di armi che finanzia le sue ricerche fornendogli i macchinari e i cadaveri di cui ha bisogno; Victor Frankenstein riesci finalmente a infondere la vita in un corpo inanimato: la Creatura [Jacob Elordi]. Sconvolto dall’orrore della sua stessa opera, Victor cerca di distruggere la propria creazione innescando una caccia senza fine tra i due spingendoli sino alle lande desolate del polo nord.
Guillermo Del Toro attende vent’anni prima di mettere in scena uno dei racconti che più hanno contribuito a formare il suo immaginario cinematografico e il suo amore viscerale per le creature mostruose.
L’ossessione del regista per il mostruoso si evince già dal documentario Sangre del Toro [2025] di Yves
Montmayeur presentato nella sezione Venezia Classici e girato a Guadalajara, in Messico, dove nel 2019 Del Toro ha allestito “En casa con mis monstruos”, una grande mostra d’arte personale su mostri, spiritualità cattolica, cultura messicana, horror classico, fantascienza legati alla sua infanzia e ai suoi anni formativi.
Il film esplora la psiche di Del Toro attraverso le sue ossessioni e i suoi interessi attraverso un sincretismo culturale e spirituale tra la cultura precolombiana della morte e il colonialismo cattolico.
Il regista sceglie una narrazione romantica piuttosto che orrorifica, alternando il punto di vista
del creatore e della sua creatura, in due racconti distinti che uniscono le tematiche dell’ambizione personale con l’accettazione e la ricerca di un proprio posto nel mondo.
Come già capitato a Robert Eggers in Nosferatu [2024] ancora una volta lo sguardo del regista viene offuscato dal suo stesso amore per l’opera letteraria, che gli impedisce di avere una visione lucida e innovativa rispetto all’originale.
Il film è privo di tensione emotiva, e lo spettatore fatica a empatizzare con i personaggi, alcuni dei quali lasciati completamente ai margini della storia; prima fra tutti la figura di Elizabeth [Mia Goth], amore segreto di Victor Frankenstein e unica a provare compassione per la creatura.
Il film risulta essere un’opera visivamente maestosa, con una ricerca formale e stilistica coerente con la poetica di Del Toro, composta da ingranaggi, figure religiose e deformità umane; ma narrativamente fredda e priva di quell’umanità mostruosa che ha reso potente il cinema di Guillermo Del Toro.
Sarebbe stato interessante raccontare la storia dal punto di vista di Elizabeth e ritrovare anche meraviglioso dualismo interiore che possedevano i personaggi di Helboy II : The Golden Army [2008] nelle figure di Victor e della creatura.
Giulio Golfieri [RATS]
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FRANKENSTEIN
Regia: Guillermo del Toro
Con: Oscar Isaac, Jacob Elordi, Christoph Waltz, Mia Goth, Felix Kammerer, Charles Dance, David Bradley, Lars Mikkelsen, Christian Convery
Uscita sala in Italia: 7 Novembre 2025
Sceneggiatura: Guillermo del Toro
Produzione: Double Dare You (Guillermo del Toro), Demilo Films (J. Miles Dale), Bluegrass 7 (Scott Stuber)
Distribuzione: Netflix
Anno: 2025
Durata: 149’
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