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TETSUO – THE IRON MAN di Shin’ya Tsukamoto

Se esiste un padre/mentore del cosiddetto filone cyberpunk, quella figura risponde al nome del geniale Shin’ya Tsukamoto. Dopo una manciata di titoli tra corti e mediometraggi, il cineasta giapponese fa il suo esordio nel lungometraggio [poco più di un’ora di durata] con una pellicola destinata a rappresentare un autentico punto di rottura senza precedenti.

Nei primi minuti vediamo un uomo, feticista del metallo, che si inserisce in una gamba un tubo d’acciaio. Accortosi di aver causato un’orribile infezione, inizia a correre per le strade, finendo per essere investito da un automobilista di passaggio. Quest’ultimo, in compagnia della fidanzata, decide di disfarsi del cadavere gettandolo in un bosco, ma la mattina dopo si risveglia con un condensatore al posto di un pelo di barba. E’ solo l’inizia della sua trasformazione in una sorta di ibrido tra carne e metallo.

Con un budget ridotto all’osso, Tsukamoto compare in veste di produttore, sceneggiatore, regista, direttore della fotografia, montatore e attore [è lui ad interpretare il feticista del metallo che viene ucciso nell’incidente], dando vita ad un’opera ai limiti dello sperimentale e praticamente priva di dialoghi, dove quasi non esiste una trama né un chiaro dipanarsi degli eventi.

Girata in un grezzo ma efficacissimo bianco e nero, la pellicola è montata a velocità folle, con movimenti di macchina volutamente instabili e psicotici, mentre una colonna sonora distorta e martellante accompagna la quasi totalità delle immagini.

Tecnicamente il risultato è una messa in scena che si potrebbe definire a metà tra Espressionismo [soprattutto per l’utilizzo delle luci] e Surrealismo, mentre a livello narrativo sono palesi le influenze dei monster movies nipponici ma anche [e soprattutto] del cinema di Cronenberg [pensiamo a titoli come Videodrome o La mosca].

Tsukamoto sembra volerci dire che l’infezione del metallo con la nostra carne è iniziata ancora prima che potessimo percepirlo; in altre parole, la tecnologia ha finito per schiacciare l’essere umano e scatenare così in esso un desiderio di distruzione finalizzato ad una nuova rinascita. Ma non sono solo queste le tematiche affrontate in un titolo simile, capace anche di raccontarci un microcosmo dove i personaggi sono in grado di comunicare solo attraverso la violenza e le loro pulsioni sessuali [emblematico il momento in cui i due fidanzati non riescono neanche ad avere un dialogo al telefono].

In un tour de force di immagini sempre più estreme [impossibile non citare la scena in cui il membro del protagonista si trasforma in una trivella rotante], si arriva ad un finale a dir poco apocalittico, in cui l’accettazione del dolore viene descritta come l’unica via percorribile per la sopravvivenza della nostra specie. Sullo sfondo di questo scenario compaiono saltuariamente squallidi scorci periferici di una città inglobata nei rifiuti industriali, quasi a farci percepire la puzza perenne di abbandono e disfacimento. Concludendo, che cos’è davvero un film come Tetsuo? Semplicemente un proiettile sparato a tutta velocità che arriva dritto nel nostro cervello e attecchisce senza pietà. Grazie ad una startup di CG Entertainment il capolavoro di Tskukamoto approda in Blu-Ray nel nostro paese in un’edizione [limitata a mille copie] dove è presente anche il suo sequel [Tetsuo II: Body hammer] ma non il terzo capitolo [Tetsuo: The bullet man].

Lorenzo Paviano

TETSUO – THE IRON MAN

Regia: Shin’ya Tsukamoto

Con: Tomorowo Taguchi, Kei Fujiwara, Shin’ya Tsukamoto

Sceneggiatura: Shin’ya Tsukamoto

Produzione: Shin’ya Tsukamoto

Distribuzione: CG Entertainment

Anno: 1989

Durata: 67’

InGenere Cinema

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