Che bel romanzo grafico di avventura è Aldobrando, scritto da Gipi, in questo progetto in veste di solo sceneggiatore, e con i magistrali disegni di Luigi Critone, fumettista italiano [anche lui solitamente autore completo] attivo in Francia [La rose et la croix; Je, François Villon].
Ci troviamo davanti a una storia ambientata nel medioevo, carica di tutto il mistero, le credenze e le leggende di cui quel momento storico è pregno, ma anche a un lungo viaggio di crescita personale e umano, compiuto da un protagonista apparentemente debole e poco sveglio, un inadatto al mondo, come i tanti che Gipi ci ha raccontato e insegnato a comprendere.
Aldobrando, edito da Coconino Press già nel 2020, ritorna in libreria con una nuova edizione da libreria di grande formato e con cover cartonata con una nuova illustrazione. Si tratta proprio della piccola odissea di uno smarrito, un orfano che, cresciuto da uno strego dal grande cuore, per diventare un uomo viene in qualche modo costretto al viaggio, a vedere e conoscere il mondo, coi suoi aspetti positivi e quelli spietati e negativi. Un viaggio, quindi, inatteso, senza preparazione, armi o corazze, che potrebbe portarlo a costruirsi una vita vera, o almeno davvero sua, lontana da alambicchi e pentoloni, o a perdersi per sempre.
L’avventurosa graphi novel è classica e moderna al tempo stesso: si tratta di un vero e proprio viaggio in stile classico ma, nonostante l’ambientazione nel remoto passato, i personaggi senza tempo che parlano attraverso i dialoghi medievalizzati di Gipi riescono a risultare reali e riconoscibili, con un senso del grottesco assai umano – alla Armata Brancaleone – che viene esaltato dai disegni di Critone, colorati da Francesco Daniele e Claudia Palescandolo.
Il tutto è nato dal gioco di carte da combattimento di ambientazione medioevale Bruti!, creato e disegnato da Gipi nel 2015, a cui era allegato un fumetto-manuale che aveva per protagonista proprio Aldobrando, che in quel caso si trovava a combattere nella fossa contro i loschi figuri protagonisti del gioco. Nel salto alle 200 pagine del fumetto, sono presenti molti dei semi presenti in quell’antipasto: il mondo raccontato da Gipi è popolato da personaggi meschini e grezzi, il pericolo è costantemente dietro l’angolo, ma il racconto è carico di ironia e di un senso del bizzarro che riesce a mantenere anche la peggiore delle angherie sospesa tra il fiabesco e il reale. E poi la lingua utilizzata dà vera forza vitale al tutto.
Aldobrando ha proprio questa doppia anima: è una storia violenta, spesso cupa, ma riesce a presentarsi con una veste e un linguaggio leggeri, e a lasciarsi andare a un finale di speranza.
Il medioevo raccontato è sì fantastico, ma non ricerca il fantasy: anche se il ragazzo è stato cresciuto da uno strego, la storia non si appoggia sulla magia o sul soprannaturale, ma su abilità, pensiero e credenze di una civiltà passata, che non conosce il lusso e la tecnologia, ma alla base incarna brutture e storture ancora proprie dell’uomo di oggi. Non c’è il ricordo di qualcosa di perduto, come ad esempio ne La terra dei figli, ma la metafora dell’umanità smarrita raccontata è in qualche modo simile, anche se lì si parlava di un’Italia del futuro e qui invece di un Paese toscano declinato al passato remoto.
Tra ricercati stereotipi di regnanti, schiavi, sacerdoti, soldati, delinquenti, Aldobrando dovrà costruire sé stesso [non può trovarsi o ritrovarsi, perché non c’è mai stato] e iniziare a scorgere tra il colorito popolo di Gipi e Critone qualcuno di cui fidarsi e, magari, a cui affidare i propri sentimenti e metà del proprio futuro. Un viaggio dell’eroe, in cui a tentare di tenere le redini dell’avventura è il più scalcagnato e misero del mondo, che affronta le sfide con passività più che con convinzione, ma che una volta partito si dimostrerà non facile da fermare. Contro ogni previsione.
Una storia così, che mescola Storia e Genere, grottesco e ridicolo, merita una struttura narrativa lineare, e un disegno essenziale e preciso, per arrivare al pubblico in tutta la sua semplice pienezza.
Lo stile del racconto, e ancor più dei dialoghi, è davvero piacevole da leggere, leggero ma pensato, e il disegno è chiaro e pulito e rinforza l’immediata leggibilità della storia.
Fa ridere, intriga e non risulta banale. D’altronde, come dichiarato dallo stesso Gipi: «I miei personaggi sono sempre doppi, lacerati da un conflitto interiore; come accade agli esseri umani, anche il più malvagio può avere un lato di tenerezza. Il solo e unico alfiere di innocenza è il protagonista, Aldobrando, che vince grazie alla sua fragilità, alla sua paura, alla debolezza di cuore e di membra. Un eroe senza i tratti dominanti dell’eroe. Un personaggio che oppone alla forza bruta quella dell’innocenza. Un ragazzo che non sa niente del mondo o dell’amore, ma il percorso che farà lo porterà anche a scoprire questo sentimento, che è l’unico premio che immagino per una persona».
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Sempre per Coconino Press, è disponibile in libreria Rebetiko (La mala erba) di David Prudhome, storia di tutt’altro Genere e sapore, ambientata nella Grecia del dittatore Metaxas. Un pase in cui il rebetiko, genere musicale e culturale nato in Grecia alla fine del XIX secolo, è stato messo al bando. Ovviamente, insieme a questa musica passionale ed estremamente popolare, a essere dichiarato illegale è un tipo di pensiero, un modo di intendere la vita. Ma debellare uno stile di vita, un modo di sentirsi al mondo, è chiaramente cosa assai più difficile che fermare una pratica, così il rebetiko continua a esistere e diventa una musica clandestina e per questo ancora più sentita e importante. I suoi musicisti, i rebetes, la suonano e la ballano di nascosto, nei caffè, ma sono continuamente sotto sorveglianza e spesso costretti a fughe rocambolesche e risse notturne.
Prudhomme trascina il lettore proprio per le strade polverose di Atene, nel 1936, per raccontare le vite, gli amori, i sogni, le spaventose dipendenze, la musica e la voglia di libertà di un gruppo di rebetes. Eroi perdigiorno, sempre alla ricerca di un letto da condividere con l’amore di una notte o di una bottiglia di vino da svuotare, ma mai senza la compagnia di uno strumento musicale che può diventare più pericoloso di un’arma da fuoco, se i suoni che produce spaventano così tanto il potere.
Rebetiko (La mala erba) è una storia a più voci, tutte passionali e tormente. Le peripezie vissute dai protagonisti creati da Prudhomme a partire da artisti realmente vissuti, si trasformano i ritratti e sequenze dal taglio realistico e dai tratti affilati, coniugati in varianti di colore [dal marrone, al blu, al giallo, al viola] che definiscono i momenti della lunga giornata raccontata e gli stati d’animo dei protagonisti e del narratore.
Una storia breve e fulminante, che lascia col fiato sospeso nel momento più oscuro della notte, per regalare sul finale un’apparente schiarita, che arriva nella vita dei rebetes insieme alle prime luci dell’alba.
Luca Ruocco
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ALDOBRANDO
Autori: Gipi, Luigi Critone
Editore: Coconino Press [www.coconinopress.it]
Pagine: 208
Illustrazioni/Foto: Sì
Costo: 27,00 euro
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REBETICO
Autori: David Prudhomme
Editore: Coconino Press [www.coconinopress.it]
Pagine: 104
Illustrazioni/Foto: Sì
Costo: 23,00 euro
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