Annunciato. Rinviato. Cancellato. Bramato. Ritrovato. Più che un film, Coyote vs. Acme, l’ultima pellicola cinematografica dei Looney Tunes con protagonista lo sfortunato Will. E. Coyote, sembra più un pacco di cui Warner Bros. ha cercato di disfarsi senza mezze misure. Sviluppato in piena pandemia da COVID-19, previsto per l’uscita già nell’estate del 2023 e poi cancellato dalla stessa Warner alla fine dell’anno per avere uno sgravo fiscale, il film è rimasto per molto tempo in un limbo da cui sembrava non sarebbe mai uscito. Solo grazie all’intervento tempestivo di Ketchup Entertainment [e di Lucky Red dalle nostre parti] abbiamo finalmente la possibilità di vederlo sul grande schermo, e questo inoltre solamente dopo che Warner ha concesso al regista Dave Green il via libera per cercare un distributore dopo il successo delle proiezioni a porte chiuse. L’esito di quest’epopea ha semplicemente del miracoloso. In una parabola quasi meta-narrativa, il piccolo film considerato un paria dalla propria major è diventato col tempo un cult ancora prima di uscire, grazie al passaparola degli addetti del settore e soprattutto della nutrita community di fan dell’animazione. Quella di Coyote VS Acme, neanche a farlo a posta, è diventata una grande storia di riscatto che ben si sposa con i temi anti-capitalisti che permeano tutta la trama. La storia di Willy non è solo un meta-commentary potente; il film proibito che, come dice l’ingegnosa tag-line, “la ACME [o la Warner] non vuole far vedere” è anche il film più riuscito e dedicato ai personaggi di Chuck Jones dai tempi del cult firmato Joe Dante.
Dopo una vita passata a tentare di catturare il supersonico uccello Beep-Beep e fallendo miseramente ogni volta, il povero Willy decide, come da titolo, di risolvere il problema alla radice ed intentare una causa contro la ACME, la mega-corporazione fornitrice di tutti i gadget che il coyote ha utilizzato per anni. Aiutato con scetticismo dal trasandato avvocato di periferia Kevin Avery [interpretato da Will Forte], i due si accorgono che non solo intentare causa ad una società colossale come la ACME riserva più ostacoli che attraversare un campo minato, ma che dietro alle operazioni della corporazione si cela un oscuro segreto molto più grande di quanto potessero immaginare.
In un ritorno alla forma dei mai dimenticati Space Jam e di Looney Tunes: Back in Action, dove si mischiano attori in carne ed ossa e personaggi animati [stavolta realizzati con
un gradevole stile 3D cell-shaded sulla falsariga di Cip e Ciop: Agenti Speciali della Disney], lo script è a sua volta un mix di Generi inedito per il personaggio ed i suoi amici. Si incontrano la commedia slapstick e cartoonesca, il dramma procedurale, il thriller ed il court-drama, in un’unione di elementi anche molto lontani decisamente particolare, specie per un blockbuster destinato a tutti. Coyote VS Acme è molto più vicino allo spirito dissacrante nei confronti del sistema delle major [in quel caso del cinema hollywoodiano] presente nel già citato Looney Tunes: Back in action, ma sostituisce l’avventura in giro per il mondo con una storia più concentrata e con una denuncia mordace sulle politiche aziendali.
Non è difficile pensare a cosa abbia spinto David Zaslav, CEO di Warner Discovery, ad affossare il progetto tanto da fargli rischiare la cancellazione, ma vedendo il prodotto finito ci si accorge ben presto di quanto Coyote vs Acme sia un film realizzato da chi non solo ama i Looney Tunes, ma ne comprende il potenziale, anche drammaturgico. Il film funziona in un perfetto equilibrio tra gag e scrittura intelligente ed autentica. Senza entrare nel dettaglio, tutti i Looney Tunes coinvolti assumono qui il ruolo di maschere legate a doppio filo al caso di Willy e al mistero che la Acme vuole tenere nascosto, senza però mai sacrificare la loro natura comica e anzi arricchendo la vicenda con spunti tutt’altro che scontati.
È proprio Willy nello specifico ad essere il vero perno emotivo del film. Incapace di comunicare se non tramite cartelli, gesti esagerati, ed il suo modo di fare da delizioso psicopatico, riesce a trasmettere, anche tramite l’evoluzione del rapporto con il suo collega, un’importante riflessione sulla natura del fallimento, su come questi non sempre dipenda dal proprio controllo, e su come l’atto sisifeo di andare contro tutto anche rischiando consapevolmente di perdere può diventare un faro d’ispirazione per gli altri. Tutte caratteristiche che hanno reso il personaggio così amato per generazioni e che qui trovano terreno fertile per riuscire a parlare ancora una volta a chiunque.
Coyote VS Acme è un film estremamente piacevole da vedere, divertente ed arguto, che porta la firma inconfondibile di qualsiasi produzione firmata James Gunn [qui anche in veste di sceneggiatore]. È un prodotto dissacrante con dei Looney Tunes mai così disinibiti, imprescindibile da vedere per chiunque ami gli storici personaggi, e allo stesso tempo è onesto ed emotivamente solido. In un mondo dove un coyote affronta ogni sfida con la sua indole unica e si fa valere nonostante tutto o quasi vada contro di lui, è bello vedere come il film che lo ritrae abbia fatto un cammino produttivo simile, e che a volte anche spingere il masso di Sisifo può portare a risultati inaspettati.
Giovanni Ardizzone
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COYOTE VS ACME
Regia: Dave Green
Con: Will Forte, Lana Condor, Tone Bell, Luis Guzman, Martha Kelly, P.J. Byrne, Eric Bauza
Uscita in sala in Italia: mercoledì 2 settembre 2026
Sceneggiatura: Samy Burch
Produzione: Warner Animation Group, Troll Court Entertainment, Keylight Pictures
Distribuzione: Lucky Red
Anno: 2026
Durata: 103’
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