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NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS: I film italiani in sala a Natale 2021 [Parte 1]

Natale è arrivato, cari Amiche e Amici di InGenereCinema.com e per noi della Gazzetta del Cinema e della cultura Horror, del Fantastico, del Bizzarro e dello Straordinario, vuol dire una cosa e una cosa soltanto: Nightmare Before Christmas! Il nostra consueto e tradizionale focus sui film italiani in sala, usciti per queste sante festività natalizie.

Anche quest’anno, il menù è ricco e con vero piacere registriamo una netta diminuzione del classico cinepanettone, a vantaggio della riscoperta del nostro amato Genere. Infatti, al netto di un immancabile film comico alla vecchia maniera, abbiamo visto per voi, un giallo da camera, una dramedy sofisticata ed elegante e perfino una commedia dai toni fantastici e dalla grande ambizione. Avremmo potuto inserire anche un cinecomics di origine controllata, ma al Diabolik dei fratelli Manetti abbiamo preferito dedicare una recensione stand-alone sulle nostre pagine [che potete trovare qui], nonché un approfondimento nel nostro Nel Frattempo…in Redazione di dicembre, appuntamento mensile disponibile sul canale YouTube di InGenereCinema.com.

Dunque, cari Amici dell’Horror, anche se con la mascherina sempre ben indossata sul viso diamo inizio al tradizionale, consueto, immancabile, imperdibile, imprescindibile, Incubo prima del Natale!

Sigla!

 

MOLLO TUTTO E APRO UN CHIRINGUITO di Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella, Davide Rossi

È davvero un periodo storico difficile. Sono già due anni che il Pianeta intero sta combattendo contro questa maledetta pandemia, eppure sembrano esserne passati decenni. Se solo ci si ferma a riflettere al Mondo nel 2019 si viene colti immediatamente da una folle convinzione che sia trascorsa un’era geologica intera. Cambiamento che appare evidente soprattutto quando si osservano film concepiti nel periodo pre-covid e rilasciati nelle sale [fortunatamente nelle sale] solo in seguito. L’anacronismo di molte situazioni, il fallimento della fantasia che è stata drammaticamente superata dalla realtà e la sterilità della satira che non riesce più a rintracciare la società odierna, ma solo quella di un periodo superato, forse migliore, certamente più leggero. Fare comicità a questo punto è davvero un compito tra i più ardui. Se poi a farla è chiamato l’amministratore di una pagina Facebook, seppur di grande di successo, la missione diventa impossibile.

Mollo tutto e apro un chiringuito è il film d’esordio del collettivo comico che sta alle spalle del Milanese Imbruttito, famosissimo sui social e seguitissimo su YouTube. Ma al cinema è tutta un’altra cosa. Si parte esattamente da dove ogni follower si aspetterebbe di partire, ovvero dall’ufficio: habitat naturale dell’Imbruttito che come sempre progetta, giogioneggia, lavora e fattura. Finché, qualcosa va storto e il business s’inceppa. Umiliato, il Signor Imbruttito che ha le fattezze di Germano Lanzoni, abbandona la sua amata Milano e apre un chiringuito [quello del titolo, esatto] in Sardegna. Ma non è tutto semplice come il nostro manager si sarebbe aspettato. Da qui una serie di tormentoni, gag e battutine che hanno decretato il successo del Milanese Imbruttito in rete, ma che al cinema soffrono di una eccessiva leggerezza che diventa troppo presto inconsistenza. Personaggi bidimensionali, luoghi comuni, nonché un’esilissima e troppo prevedibile linea narrativa che non può mai sorprendere, neppure il più neofita degli spettatori.

Detto questo, non si può non notare la passione e il mestiere con il quale questi cinque esordienti hanno realizzato il loro primo film. Ci hanno messo grande impegno tecnico, provando a superare i limiti dello script e della loro capacità di messa in scena. Senza dubbio uno sforzo ammirevole.

CHI HA INCASTRATO BABBO NATALE? di Alessandro Siani

Alessandro Siani è tra i comici di successo nostrani il più deludente. Incapace di qualsiasi evoluzione, rappresenta la reiterazione piccolo borghese di una comicità moralista che vorrebbe emozionare, ma che al contrario lascia indifferenti. Con Chi ha incastrato Babbo Natale?, l’attore e regista napoletano, riesce addirittura a mostrarsi involuto, rispolverando la sua comicità prima maniera, sbruffona, farsesca e cafoncella che non fa ridere più nessuno.

Il film racconta di come la magia del Natale sia a rischio a causa della Wonderfast, un’azienda che si occupa di consegne online, nota in tutto il mondo. La ditta primeggia nel mercato del suo settore, ma c’è un solo periodo dell’anno nel quale si ritrova a essere la seconda: il Natale. Già, perché durante le festività natalizie è Babbo Natale a dominare il mercato. Questa cosa alla multinazionale non va proprio giù, tanto da corrompere il capo degli elfi di Babbo Natale al fine di assumere nella fabbrica un truffatore noto come il “re dei pacchi”, tale Genny Catalano.

Il compito di Genny è quello di far arrivare nelle case di tutto il Mondo non i doni tanto attesi, ma dei veri e propri “pacchi” alla napoletana, così da screditare l’efficienza di Babbo Natale e costringerlo al fallimento.

L’ambizione di fare una pellicola che si potesse smarcare dal solito cinepanettone c’era eccome: una commedia fantasy su Babbo Natale con tanto di elfi e di fabbrica in Lapponia, dall’atmosfera internazionale e da realizzare con un impegno di mezzi e talenti decisamente importante per il nostro cinema. Peccato che, Siani, all’ambizione non riesca ad aggiungere nient’altro, neppure un’idea che sia una, procedendo in un riciclo continuo di sketch, battute e frasette melense di terza mano. Tutto lo script, infatti, si esplicita così, perseguendo due obiettivi precisi: far ridere e far commuovere. Poca importa il modo con il quale raggiungerli. Così la narrazione si piega all’ego smisurato del suo autore rendendo ogni suo intervento infinito e insostenibile e tutti gli eventi inverosimili e sterili, lasciando la storia senza alcuna prospettiva di racconto. Esattamente come l’idea di comicità di Alessandro Siani: immobile. A poco servono le buone interpretazioni di Christian De Sica [fare Babbo Natale è una medaglia al merito per questo attore dopo l’infinita serie di mascalzoni interpretati nei film natalizi targati Filmauro] e di Angela Finocchiaro, quest’ultima irresistibile nei panni della Befana. D’altronde quando la sostanza filmica e comica e così esile ogni buona intenzione può condurre agli inferi.

Paolo Gaudio

InGenere Cinema

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