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Mostra del Cinema di Venezia 2020 – Report #12

Siamo giunti all’ultimo giorno del festival, che pare essere dedicato all’omicidio e all’horror, dopo una programmazione di genere ampia e variegata considerando le premesse di quest’anno.

 

30 MONEDAS di Álex de la Iglesia

Spagna. Un neonato viene partorito dal ventre di un bue. Il sindaco Paco affida momentaneamente il bambino ad una coppia di fattori mentre indaga assieme alla veterinaria del paese Elena. Le ricerche li portano a sospettare di padre Vergara, un ex esorcista pugile dal passato oscuro. Intanto, le forze del male premono per impossessarsi di una moneta antica.

30 Coins o 30 Monedas [2020] è l’episodio pilota della serie televisiva HBO che segna il ritorno all’horror del regista spagnolo Álex de la Iglesia e il suo atteso esordio nel mondo delle serie TV.

“Il capitano dell’esercito del signore.”

Svizzera. Un uomo si fa strada in una banca di sicurezza a colpi di pistola, lasciandosi dietro una serie di vittime. Ruba una moneta antica e la consegna ad un prete. Dopo poco muore per le ferite riportate durante la rapina. Titoli di testa. Un Cristo sanguinolento viene crocifisso sotto gli occhi bianchi e demoniaci di alcuni legionari romani mentre Giuda prepara il cappio per impiccarsi. I trenta denari cadono dalla sua veste.

Barbe incolte, volti sporchi, donne seducenti e maligne, una fotografia cupa e torrida. Questo è il mondo di Álex de la Iglesia.

Satanismo, credenze popolari ed esorcismi sono gli ingredienti di questo primo episodio che promette una serie altrettanto adrenalinica.

Nel cast ritroviamo molti attori feticcio del regista, con una Carmen Machi [El bar, 2017] e un Eduard Fernández [Perfectos desconocidos, 2017] da paura. Scordatevi della fortunata serie American Horror Story [2011- in corso], questa serie rappresenta davvero il ritorno all’horror televisivo d’autore.

CRAZY, NOT INSANE di Alex Gibney

La dottoressa Dorothy Otnow Lewis siede sul divano di casa sua in compagnia del figlio che l’aiuta a sistemare e dattilografare gli appunti di una vita passata sul campo della psichiatria criminale. I suoi studi sulla mente criminale hanno portato a mettere in dubbio il sistema giudiziario americano in merito alla pena di morte.

Alex Gibney è uno dei più proliferi documentaristi americani, vincitore del Premio Oscar con il documentario Taxi to the Dark Side [2007]. Presenta Fuori Concorso il documentario televisivo Crazy, Not Insane [2020] prodotto dalla HBO.

“Preferisco la parola pluriomicida a serial killer.”

Un canadian sphynx, comunemente noto come il gatto “senza pelle”, siede accanto una donna di mezza età. Il volto della donna somiglia a quello del gatto.

Le prime parole di Dorothy Lewis sono di rimpianto. Rimpiange che nessuno abbia potuto analizzare il cervello di Adolph Hitler. Ripercorre i suoi studi compiuti sulle menti dei bimbi omicidi e con gravi turbe psichiche, come Nancy, una bambina affetta da personalità multipla per dimostrare come traumi infantili, dei lobi frontali possano influenzare la crescita di un assassino seriale.

In particolare si concentra sul tema della pena di morte, su come alcuni stati come il Texas o la Florida siano restii a riabilitare e integrare un detenuto nella società e preferiscano invece l’eliminazione definitiva. Soprattutto è impressionante come le sue teorie sulla personalità multipla non siano mai state prese in considerazione veramente nel campo giuridico scientifico.

I materiali d’archivio, come video processuali, interviste cognitive con pluriomicidi come Arthur Shawcross, fino ad arrivare alla straordinario colloquio di quattro ore avuto con il serial killer Ted Bundy il giorno prima della sua esecuzione, sono la parte più interessante del film.

Il documentario si perde un po’, segue una linea narrativa sottile, ma rimane un importante documento storico e scientifico.

Ah, Laura Dern è la voce narrante.

Giulio Golfieri [RATS]

InGenere Cinema

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