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NON SI SEVIZIA UN PAPERINO di Lucio Fulci

seviziapaperoAccettura è un paese della Basilicata, in provincia di Matera. Tutti gli abitanti del paese, taciturni e schivi, si conoscono tra loro, e tutti conoscono bene le personalità di Patrizia [Barbara Bouchet], da poco giunta in paese da Milano, della maciara [Florinda Bolkan] e di zio Francesco [Georges Wilson].

La prima è una donna aristocratica, moderna e provocante, che “disturba” gli abitanti della zona con le sue abitudini, come lo stare nuda in casa ammaliando uomini e bambini; mentre la seconda è una donna sola, così chiamata in quanto pratica la magia nera, chiamata anche cattiva. In paese tutti la temono, anche i bambini, che pensano possa fare contro di loro delle fatture. La donna si reca ogni giorno presso il luogo dove ha sepolto suo figlio, morto in circostanza misteriose, che, si racconta in paese, è frutto della relazione della maciara con zio Francesco, uno stregone molto conosciuto, al quale si rivolgono anche  persone provenienti dalle regioni confinanti.

Ma quello che fino a poco tempo fa era Accettura [nel film compare un cartello con la scritta Accendura], cioè un paese tranquillo e sereno, ora non lo è più.

dont-torture-a-ducklingNel giro di poco tempo, infatti, ben tre bambini vengono ritrovati morti. Prima Bruno, che la sera prima aveva fatto una commissione per Patrizia, che si era mostrata a lui nuda; poi Tonino, Michele, e infine Mario.

Il maresciallo dei carabinieri [Ugo D’Alessio] e il tenente [Antonello Campodifiori] credono che il responsabile degli omicidi sia Giuseppe Barra [Vito Passeri, che Fulci volle anche in Sette note in nero, 1977; e il cadaverico geometra Ghigini in Dellamorte Dellamore di Soavi, 1994], un minorato mentale sul quale tutti puntano il dito, ma, una volta arrestato, gli omicidi continuano. Intorno a questa vicenda indagano anche don Alberto [Marc Porel, che quello stesso anno, il 1972, avrebbe recitato in Ludwig di Luchino Visconti], il giornalista Martelli [Tomas Milian], e altre figure minori, come quella di donna Aurelia [Irene Papas].

Non-si-sevizia02Medusa Film distribuisce in home video uno dei noir più belli prodotti in Italia: Non si sevizia un paperino, 1972, di Lucio Fulci [… E tu vivrai nel terrore – L’aldilà, 1981; Zombie 2, 1972], un film provocatorio e di denuncia, attraverso il quale il regista non solo mostra l’ignoranza insita in un paese legato a credenze popolari e bigotte, ma affronta una tematica scottante, la pedofilia. Il paperino del titolo si svela verso il finale, in quella testa di Donal Duck appartenente a Malvina, sorella di don Alberto, sordomuto e con problemi cognitivi, che non riesce a staccarsi dalla sua bambola senza testa.

donttortureaduckling2Lo humour nero di questo thriller-noir non soccombe neanche di fronte alla simpatia del maresciallo [che, ad esempio, riferendosi all’interrogatorio di zio Francesco, dice: “Se ha detto la verità lo sanno San Rocco, San Biagio e il Padreterno”] e si esalta nell’interrogatorio della maciara, che spiega come ha preparato la fattura contro i quattro bambini, colpevoli di aver smosso la terra che copriva il corpo di suo figlio.

Di una crudezza estrema, ed esaltata dalla canzone “Quei giorni insieme a te“, l’assassinio della maciara, compiuto dai quattro padri dei bambini uccisi in cimitero.

Un cast d’eccezione, in cui spiccano Bolkan e Papas, anche se, quest’ultima, veste un personaggio poco esplorato.

Negli extra, l’intervento di David Grieco; una scena inedita e il trailer.

Gilda Signoretti

NON SI SEVIZIA UN PAPERINO

Voto film

4 Teschi

Voto DVD

3.5disc copy.

Regia: Lucio Fulci

Con: Barbara Bouchet, Florinda Bolkan, Marc Porel, Vito Passeri, Ugo D’Alessio, Antonello Campodifiori, Irene Papas

Durata: 98′

Audio: Italiano Mono

Formato: 1.78:1 ottimizzato per TV 16:9

Distribuzione: Medusa Film [www.medusahe.com]

Extra: Intervista al giornalista David Grieco; Scena tagliata; Trailer

InGenere Cinema

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