Restricted Movies

LA MORTE CORRE SUL FIUME di Charles Laughton

la-morte-corre-sul-fiume-4Harry Powell è un losco individuo che si spaccia per un pastore protestante ma è in realtà un feroce assassino. Viene rinchiuso in prigione per un banale furto d’auto e una notte il suo compagno di cella, condannato a morte, confessa di aver nascosto un succulento bottino nella casa dove vivono sua moglie e i suoi due figlioletti. L’uomo viene giustiziato e Powell, una volta uscito di galera, ha un unico obiettivo: mettere le mani su quel denaro. Raggiunge così la vedova del suo ex compagno e la convince a sposarlo. Ma la donna non sa niente, dato che il bottino è custodito dai due bambini. Così Powell la uccide e si mette alla caccia dei due pargoli, rifugiati presso l’abitazione dell’anziana Rachel, che li aiuterà a difendersi dal perfido predicatore.

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LA PERICOLOSA PARTITA di Irvin Pichel e Ernest B. Schoedsack

mostdangerous3“L’uomo è il più pericoloso tra gli animali” pronuncia il cattivo del film [un efficacissimo Leslie Banks] durante uno dei suoi lunghi sermoni disseminati in tutto il primo atto della pellicola.

Una frase che riassume alla perfezione il concetto che sta alla base dello splendido esordio alla regia del duo PichelSchoesack.

Una coppia di cineasti che, l’anno successivo, otterrà il successo planetario con il primissimo King Kong della storia del cinema, girato praticamente in contemporanea a questa pellicola, sfruttando lo stesso set, le stesse scenografie, lo stesso musicista [Max Steiner], buona parte del cast [tra cui la protagonista Fay Wray] e della troupe tecnica.

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BLOOD FEAST di Herschell Gordon Lewis

bloofeast1In un periodo in cui il cinema aveva da poco accettato il nudo sul grande schermo, due dei più astuti artigiani dell’exploitation, Herschell Gordon Lewis e David Friedman [regista il primo e produttore il secondo, già affermati entrambi nell’ambito dell’erotico in salsa trash], pensarono di aggiungere un ulteriore tassello al concetto di mostrabile, virando questa volta verso la rappresentazione esplicita del sangue e della violenza.

Per stessa ammissione di Lewis, questa scelta fu un qualcosa di estremamente ponderato a livello di marketing, basato su tutta una serie di immagini e tematiche che le Major hollywoodiane avrebbero ritenuto proibite a prescindere.

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ACCATTONE di Pier Paolo Pasolini

accattone1Venezia, 31 agosto 1961: Pier Paolo Pasolini aggiunge un nuovo tassello al suo curriculum di narratore a tutto tondo e il cinema dà il benvenuto ad uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento, a confronto per la prima volta con l’universo della Macchina da Presa.

Il progetto di Accattone doveva inizialmente essere prodotto e supervisionato niente poco di meno che da Federico Fellini, in due parole il number one del momento.

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IL MIO CORPO TI SCALDERA’ di Howard Hughes e Howard Hawks

ilmiocorpo2Un sexy western negli anni Quaranta… ecco uno dei tanti colpi di testa dell’eccentrico produttore [ma anche petroliere, aviatore e regista] Howard Hughes, autentico Re Mida di Hollywood.

Il film si apre con il noto bandito Doc Holliday che è in cerca del suo cavallo rubato. Riesce a trovarlo, ma il giovane Billy the Kid, fuorilegge alle prime armi, sostiene di averlo comprato regolarmente.

Doc, che ha [segretamente] un debole per il ragazzo, decide di non denunciarlo.

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TABU’ di Friedrich Wilhelm Murnau

tabu2Con Friedrich Wilhelm Murnau siamo probabilmente di fronte al regista più influente della cinematografia tedesca di tutti i tempi. All’inizio degli anni ’20 si affermò come uno dei maestri dell’avanguardia espressionista e arrivò ad attirare l’attenzione delle principali Major statunitensi, fino ad iniziare una collaborazione sotto le dipendenze della prestigiosa 20th Century Fox.

Dopo una serie di contrasti con la stessa casa di produzione, nel ‘29 decise di rescindere il suo contratto ed iniziò a progettare in prima persona quella che sarebbe diventata una delle più folli avventure della storia del cinema.

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SCARFACE – LO SFREGIATO di Howard Hawks

scarface0Siamo agli inizi degli anni Trenta quando la maestosa industria cinematografica di Hollywood decise di stipulare una sorta di mappatura genetica di quello che doveva essere il cinema americano classico [specchio, ovviamente, di una società pulita e puritana].

Nasce così nel 1931 il Codice Hays, una sorta di trattato con le linee-guida per la buona riuscita di un film per tutte le età e per tutte le classi sociali.

Dunque durata standard di circa novanta minuti, proibite scene di sesso o di violenza, happy end obbligatorio e via dicendo. Questa massa di prodotti si strutturava poi in una serie di Generi, ognuno di questi fortemente codificato e uniforme. Tra i più quotati era sicuramente il gangster-movie, caratterizzato da personaggi loschi e senza scrupoli che si muovono all’interno di ambientazioni urbane e notturne.

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FREAKS di Tod Browning

freaks2Anno 1932: il cinema si spinge oltre ogni limite, dando alla luce quello che tutt’oggi rimane il più celebrato dei film maledetti.

Il successo dei primi horror targati Universal non passò inosservato al volpone Irvin Thalberg [all’epoca timoniere della MGM], che si mise in testa di proporre sul mercato la pellicola più scioccante mai realizzata fino a quel momento, commissionando la regia allo specialista Tod Browning [che, non a caso, aveva diretto l’anno prima il Dracula con Bela Lugosi].

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LA STREGONERIA ATTRAVERSO I SECOLI di Benjamin Christenes

haxan1La stregoneria attraverso i secoli [in orginale Haxan], ovvero: quando già agli arbori [siamo nel 1922] il cinema riusciva ad essere pura follia.

L’universo di Satana e delle streghe irrompe nella Settima Arte per opera del danese Benjamin Christenes, che scrive e dirige questo autentico delirio su pellicola, ritagliandosi persino una parte nei panni del Demonio stesso [scelta che appare come una vera e propria dichiarazione d’intenti].

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RAPACITA’ di Eric von Stroheim

creed1Diamo il via quest’oggi ad una nuova rubrica del nostro InGenere Cinema [e siamo già pronti per vararne un’altra, Horrorscopio, questo fine settimana]. Uno spazio gestito dal nostro redattore Lorenzo Paviano [critico e sceneggiatore cinematografico] dal titolo Restricted Movies.

Restricted Movies, che avrà cadenza bisettimanale,  è, negli intenti del curatore, il nostro sguardo verso il cinema più controverso e censurato, dai “capolavori maledetti” ai sottogeneri dell’exploitation più estrema.

Si comincia dal film Rapacità di von Stroheim.

[LR]

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