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THE OLD OAK di Ken Loach

Nel Nord-Est dell’Inghilterra esiste una piccola città, pittoresca ma sconosciuta ai più, che nel secondo dopoguerra ha assistito alla crescita dell’importante sindacato britannico dei minatori. La città in questione è Durham, e qui, fino agli anni ’80, l’unione sindacale degli operai delle miniere è arrivata ad essere tanto importante da andare a fondersi con l’identità della città stessa. Per intenderci, quando si pensa a Durham, si pensa per prima cosa al Durham Miners’ Gala, un vero e proprio festival del lavoro associato alla comunità locale dei minatori, che celebra il proletariato e la solidarietà internazionale. Una ricorrenza la cui importanza risiede proprio nella necessità di ricordare i valori che, dopo il fallimento dello sciopero dei minatori britannici nell’84, sono andati via via perdendosi, lasciandosi dietro soltanto il ricordo di un’incrollabile fede nel lavoro e nel sostegno reciproco, figlia del suo tempo e oramai irriproducibile. Ma il nord-est inglese, con la sua lontananza da quel cuore pulsante che sono le regioni meridionali, risulta essere noto per un secondo, infelice motivo: è infatti qui che il governo britannico spedisce i rifugiati di guerra siriani, per dar loro vitto e alloggio lontano dagli occhi dei conservatori più intransigenti. Questa zona della Gran Bretagna si configura, quindi, come unico territorio condiviso da due comunità diverse, sì, ma assimilate dall’appartenenza ad un sistema governativo cinico e [neanche troppo] segretamente conservatore, che calpesta i deboli per innalzare i potenti. Questo lo sfondo storico-politico in cui Ken Loach decide di ambientare il suo nuovo film, The Old Oak.

Al centro della vicenda, ambientata nel 2016 in una zona indefinita del nord-est inglese, c’è TJ Ballantyne [Dave Turner], il proprietario del pub malandato che dà il titolo al film. TJ è uno dei pochi abitanti che crede ancora nei valori di solidarietà reciproca ereditata dal sindacato dei minatori, e insieme a Laura [Claire Rodgerson], si dà da fare per aiutare i rifugiati siriani appena giunti in città. Tra questi, sarà una giovane ragazza appassionata di fotografia, Yara, [Ebla Mari] a stringere un legame speciale con TJ.

Non tutti gli abitanti locali, però, sono così ben disposti verso i nuovi arrivati: i frequentatori abituali dell’Old Oak, infatti, non fanno che lamentarsi degli stranieri: il loro è un continuo borbottare “non sono razzista, ma…”, “non ce l’ho con loro, però…”, all’interno di un pub di cui costituiscono i soli clienti. E questo perché, checché questi reazionari avventori ne dicano, i cittadini del posto se la passavano male da ben prima che arrivassero i rifugiati di guerra: gli affari non funzionano per TJ come per gli altri lavoratori del posto, ma è sempre più facile dare la colpa a qualcuno che non appartiene alla comunità.  Il rapporto dei già pochi clienti con il sempre più ospitale TJ sarà dunque un crescendo di contrasti che culminerà in un affronto finale, quando il gestore deciderà di adibire il retrobottega a sala da pranzo gratuita e aperta a tutti, abitanti locali e non, perché “quando si mangia insieme si rimane insieme”.

A prescindere dal lampante schieramento politico, con questo nuovo film Ken Loach ci consegna un messaggio più che mai attuale: The Old Oak, in epoca di guerre oscene e crudeli, si fa documento sociale, urlo di protesta, denuncia contro l’indifferenza di chi dai conflitti non viene toccato; poiché “il regime vince quando il mondo resta a guardare senza fare nulla”. E allora sì, l’unica cosa che rimane è la speranza, sebbene di speranza, forse [e diciamo forse] Ken Loach ne nutra fin troppa, visto l’improbabile finale della storia.

Ma, al di là di questa pecca e di un ritmo narrativo talvolta troppo lento, The Old Oak presenta dei momenti di notevole intensità emotiva grazie all’indubbia capacità di Loach di andare al di là della retorica per scavare in profondità nell’animo umano, portando in superficie quelle fragilità tanto più nascoste quanto più preziose, che dovrebbero essere alla base del rispetto reciproco, e dunque di un regime politico sano e funzionante.

Giorgia Marzucca

THE OLD OAK

Regia: Ken Loach

Con: Dave Turner, Ebla Mari, Claire Rodgerson, Trevor Fox, Chris McGlade, Col Tait, Jordan Louis, Chrissie Robinson, Chris Gotts, Jen Patterson

Uscita in sala in Italia: 16 novembre 2023

Sceneggiatura: Paul Laverty

Produzione: Sixteen Films

Distribuzione: Lucky Red

Anno: 2023

Durata: 113’

InGenere Cinema

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