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NUOVO OLIMPO di Ferzan Ozpetek

Ferzan Ozpetek è uno di quegli autori che ha saputo, nel corso della sua consistente carriera, costruire un immaginario personalissimo e riconoscibile. È riuscito, più di chiunque altro in Italia, a trovare la maniera per trattare temi, se non spinosi, quantomeno ruvidi, rendendoli però digeribili al grande pubblico, anche e soprattutto quello che più appartiene a “un altro tempo”.

Ha saputo, nel corso degli anni, raccontare fatti sanguigni con una certa atmosfera favolistica, eppure sempre credibile e reale, ma avvezza a narrazioni trasversali, generaliste, forse però addirittura necessarie in un’Italia che ancora oggi fa difficoltà ad allinearsi al resto del mondo su determinati temi. Nuovo Olimpo è Ferzan Ozpetek non solo perché racconta una storia autobiografica; Nuovo Olimpo è Ferzan Ozpetek perché raggiunge una sublimazione di questa sua poetica, grazie alla quale si può vedere in sala [senza che nessuno si scandalizzi] due uomini che, semplicemente [seppur con qualche ghirigoro], fanno l’amore.

«Perché inserisce sempre tematiche omosessuali all’interno dei suoi film?» chiede una giornalista a  Enea [Damiano Gavino, pericolosamente somigliante a un giovane Stefano Accorsi] nel film. «Non sono io che le inserisco, sono gli altri che le omettono».

È in questa risposta l’intera cinematografia di Ferzan Ozpetek: saper raccontare con naturalezza ciò che gli altri percepirebbero come qualcosa di scabroso.

Presentato alla Festa del Cinema di Roma e disponibile dal 1 novembre direttamente su Netflix, Nuovo Olimpo è un melò ambientato negli anni ’70. Enea e Pietro [Andrea Di Luigi] si  incontrano e presto si innamorano all’interno di un cinema, il Nuovo Olimpo appunto, diventato nel tempo luogo di incontri amorosi per gli omosessuali a Roma. Un appuntamento mancato li separa per una vita intera, ma i due continueranno ad essere irrimediabilmente legati da un invisibile filo che non li farà mai allontanare davvero.

Una classicissima storia d’amore, insomma, raccontata in una maniera altrettanto basica [a tratti quasi televisiva] e per certi versi consolatoria; un Ferzan Ozpetek che dopo il successo della serie Le fate ignoranti si accoccola in quel racconto generalista che, del resto, conferma le linee produttive di Netflix Italia. Croce e delizia, questa scelta, che segna uno strappo tra il cinema LGBTQ+ di Ozpetek e quello di Almodovar – sempre pronto invece a sorprendere, a cercare l’indignazione del pubblico medio borghese. Ma se in Spagna, certamente più all’avanguardia rispetto all’Italia sulle tematiche Queer, è giusto scandalizzare, forse in Italia c’è più bisogno di favola, di accettazione, di gradimento. Questo modo squisitamente generalista di affrontare le relazioni omosessuali, dunque, nel nostro paese, potrebbe non essere per forza un difetto.

Buone le interpretazioni degli attori, quasi tutti emergenti, ma c’è da dire che, paradossalmente, in una storia così maschile sono le donne a farsi particolarmente notare. Convince Aurora Giovinazzo, ma è una splendida Luisa Ranieri a spiccare tra tutto il cast, regalandoci un’interpretazione che senza dubbio merita quantomeno una candidatura ai David di Donatello.

Nota di demerito va purtroppo al makeup, che negli invecchiamenti risulta posticcio e davvero troppo evidente – soprattutto nelle donne – tanto da diventare limitante per le interpretazioni degli attori e delle attrici.

Irene Scialanca

NUOVO OLIMPO

Regia: Ferzan Ozpetek

Con: Damiano Gavino, Andrea Di Luigi, Luisa Ranieri, Aurora Giovinazzo, Greta Scarano, Alvise Rigo, Giancarlo Commare, Jasmine Trinca

Uscita in sala in Italia: Su Netflix dal 1 novembre 2023

Sceneggiatura: Gianni Romoli, Ferzan Ozpetek

Produzione: R&C Produzioni con Faros Film

Distribuzione: Netflix

Anno: 2023

Durata: 110’

InGenere Cinema

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