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M3GAN di Gerard Johnstone

Non ci sono scuse, Amici dell’Horror! Se qualcuno di voi dovesse essere interessato ad acquistare una bambola assassina, oggi non potrebbe fare altro che rivolgersi al rivenditore più specializzato in materia: il buon vecchio James Wan.

All’interno della sua filmografia, coniugata al Genere horror fin dal primo passo, di bambole e feticci ne abbiamo incontrati già diversi! Il più famoso è Billy, il burattino sul triciclo alter ego dell’Enigmista nella saga Saw; poi c’è il pupazzo da ventriloquo di Dead Silence [anche lui si chiama Billy!]; e ovviamente la bambola posseduta Annabelle protagonista della saga The Conjuring e di quella spin-off [e omonima] a lei dedicata.

Il giocattolaio scelto, quindi, pare essere quello giusto se si vuole cominciare l’anno con un bel toysploitation! L’annata orrorifica nelle sale italiane si apre, infatti, con M3gan, film di cui Wan è autore del soggetto [insieme a Akela Cooper, che firma anche lo script] e produttore con la sua Atomic Monster, insieme a Blumhouse.

La protagonista è una bambola, sì, ma di un tipo molto moderno, anzi, futuristico. Un vero e proprio robot dotato, oltre che di un design così raffinato e all’avanguardia da farlo sembrare una bambina vera, di un’intelligenza artificiale assai sviluppata. M3gan [Amie Donald] è da tempo il progetto principale e segreto di Gemma [Allison Williams] –  visionaria e abile inventrice capace di padroneggiare varie branche dell’ingegneria, della fisica e della programmazione informatica – che si è ritrovata suo malgrado a costruire giocattoli collegati ad app digitali molto simili ad alcuni pupazzi pelosi con orecchie a punta e becco, molto richiesti nella realtà fino a qualche anno fa…

La donna, però, non ha mai smesso di lavorare alla sua idea di sviluppatissima bambola robot e, quando uno sfortunato evento la rende tutrice legale della piccola nipote Cady [Violet McGraw], il prototipo sembra essere pronto per un test sul livello di capacità relazionale tra la bambola e la ragazzina a cui sarà “associata”. A M3gan viene, infatti, impartito un compito: quello di proteggere il suo utente principale e di fare in modo che non le accada mai niente di male. Inutile specificare che la fredda IA del robot prenderà alla lettera queste istruzioni, senza fare sconti per nessuno.

Se mentre leggete queste righe la vostra mente dovesse tornare alle tre leggi della robotica di Asimov, possiamo già anticipavi che queste ultime non saranno tirate in mezzo in modo chiaro e scientifico e, anzi, tralasciando il piccolo riferimento rintracciabile nell’affido della piccola alla protezione del robot, il rapporto tra umani e macchine si avvicendano in modo approssimativo, prevedibile e sempre poco approfondito, anche se non disordinato. Ma del resto tutta la pellicola si sviluppa proprio allo stesso modo: con leggerezza, tanta linearità e un po’ di superficialità. Il suo funzionamento, dunque, non potrà convincere a pieno il fruitore più scafato e smaliziato. Tirando le somme, ci troviamo di fronte a un horror con impalcatura da sci-fi pensato più per spettatori senza troppa esperienza nel Genere, che possano non riconoscere una parabola così precisa e leggibile.

Qualcosa di interessante, comunque, potranno rintracciarlo anche gli spettatori più esperti, a partire dalla trasfigurazione del robot in una bambola [e dell’umanità in pericolo che di conseguenza regredisce all’età dell’infanzia]. A tal proposito l’affidare ciecamente la piccola protagonista a M3gan sembra essere una metafora critica al malcostume assai contemporaneo di permettere ai più piccoli un abuso non controllato di dispositivi elettronici. Ma a pensarci bene, neanche troppo tempo fa, un discorso simile era stato fatto da Lars Klevberg con il reboot de La bambola assassina, dove si era andati a sostituire la trasmigrazione di un’anima assassina all’interno del bambolotto proprio con una Intelligenza Artificiale che pian piano inizia a prendere coscienza e pieno possesso di sé e a dare importanza più alla propria esistenza individuale rispetto a quella dei suoi creatori.

Non che lì fosse andata ottimamente, ma nel film di Gerard Johnstone il target alla Piccoli brividi costringe anche a scelte obbligate sui livelli di spavento e di sangue, portando a omettere o a lasciar immaginare quasi sempre, facendo eccezione per un paio di sequenze ambientate in un bosco e in ascensore, e relegando il senso di inquietudine alla solo presenza della bambola dalle sembianze davvero troppo umane che, quando decide di lasciarsi andare alla violenza, assume improvvisamente comportamenti ferini.

M3gan potrebbe lasciare davvero molto appetito a chi cerca emozioni forti e situazioni assai cupe, mentre riuscirà ad ammaliare chi cerca un primo e morbido approccio al Genere o vuole cominciare l’annata horror con calma e dolcezza, riconoscendo argomenti familiare e senza voler avere troppo indietro. La presenza di Wan si riconosce nei temi e nella cura  riservata alla cura estetica del Mostro, davvero poco o per nulla nelle trovate registiche e di messa in scena.

Luca Ruocco

M3GAN

Regia: Gerard Johnstone

Con: Amie Donald, Allison Williams, Violet McGraw, Ronny Chieng, Jordan Alvarez, Jen Van Epps,  Stephane Garneau-Monten, Arlo Green, Michael Saccente

Uscita in sala in Italia: mercoledì 4 gennaio 2023

Sceneggiatura: Akela Cooper

Produzione: Blumhouse Productions, Atomic Monster Productions, Divide/Conquer

Distribuzione: Universal Pictures

Durata: 102’

Anno: 2023

InGenere Cinema

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