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GLI STATI UNITI CONTRO BILLIE HOLIDAY di Lee Daniels

Più che un biopic, una lenta e accurata cronaca di una persecuzione di un’artista, una donna di colore, o più semplicemente una persona libera e pensante nell’America reazionaria degli anni ’30. Questo è Gli Stati Uniti contro Billie Holiday, il nuovo film diretto da Lee Daniels, che racconta la vera storia della leggendaria cantante blues e jazz Billie Holiday, che con la sua voce e il suo stile unico e inconfondibile ha contribuito a formare la musica popolare americana.

In particolare, la pellicola si sofferma su di un episodio drammatico che segnò la tormentata vita dell’artista. Nel 1939 compose una canzone diversa dalle altre: Strange Fruit, brano che condannava coraggiosamente la barbara pratica dei linciaggi dei neri negli Stati Uniti e che fu un successo inaspettato. Da quel momento Billie Holiday viene presa di mira dal Dipartimento Federale dei Narcotici con un’operazione sotto copertura. Il governo vedeva quella canzone come una minaccia e temeva che avrebbe galvanizzato la rabbia dei neri americani, per questo motivo l’FBI ingaggiò contro la donna una battaglia personale, legando la sua tossicodipendenza a motivi razziali.

Con grande perizia e dedizione il regista di Precious e The Butler si sforza di ricostruire quella che fu a tutti gli effetti l’oppressione politica ai danni di un’artista tra le più brillanti di tutti i tempi da parte del proprio Stato.

Grazie all’interpretazione straordinaria di Andra Day, Billie Holiday rivive sul grande schermo la dolorosa altalena di emozioni che è stata la sua vita: sfavillante e trionfale nei teatri di mezzo mondo, miserabile e disperata nel privato della propria casa. Tale contraddizione è il motore che alimenta la visione di Daniels che si cimenta nel racconto di due superlativi assoluti, vale a dire la rappresentazione di una donna tanto straordinaria, quanto disgraziata.

Magnifica e ipnotica sul palcoscenico durante ogni esibizione musicale e sciatta e miserabile ogni volta che cede alle sue debolezze e all’uso di eroina. In mezzo a questi due estremi c’è il vero abisso di questa vicenda, l’indagine distorta, faziosa e criminale del Dipartimento Federale dei Narcotici che spinto da un’ideologia fascista reprime e distrugge il sogno sul quale l’America è stata fondata. Uno stupro di tutti quei valori di libertà e autodeterminazione che fanno precipitare la cantate in un vortice di solitudine sempre più depravato e dolente. Holiday è isolata, umiliata e sfruttata non solo dai Federali, infatti, ma anche dalla sua stessa gente e dalle persone a lei più prossime. In uno scenario del genere la morale e l’etica diventano valori negoziabili, oggetti di opportunismo e relativismo che determinano lo scontro tra i più poveri e la perdita dei più deboli. Una solitudine opprimente narrata con ricercatezza formale  e la cura di chi il cinema lo ama e ne vorrebbe fare megafono per urlare ciò che molti, troppi non vogliono proprio ascoltare.

Gli Stati Uniti contro Billie Holiday ha, dunque, la dedizione dei grandi film di denuncia di un tempo, come quelli di Spike Lee o ancora di più come quelli di Francesco Rosi ma, sfortunatamente, non riesce a trovare la potenza di questi suoi grandi predecessori. Lee Daniels, ahinoi, troppo spesso scivola nel già visto e si abbandona al facile cliché da film biografico con il risultato di anestetizzare lo spettatore, allontanandolo da quel dolore così necessario per comprendere ciò che è accaduto. Un peccato veniale che tuttavia non compromette la riuscita di questa operazione davvero necessaria.

Paolo Gaudio

GLI STATI UNITI CONTRO BILLIE HOLIDAY

Regia: Lee Daniels

Con: Andra Day, Trevante Rhodes, Natasha Lyonne, Garrett Hedlund, Miss Lawrence, Rob Morgan, Da’Vine Joy Randolph, Evan Ross, Tyler James Williams, Tone Bell

Uscita sala in Italia: giovedì 5 maggio 2022

Sceneggiatura: Suzan-Lori Parks

Produzione: Lee Daniels Entertainment, New Slate Ventures, Roth/Kirschenbaum Films

Distribuzione: BIM Distribuzione

Anno: 2022

Durata: 126′

InGenere Cinema

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