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MORBIUS di Daniel Espinosa

Da casa Sony sbarca in sala un nuovo villain della scuderia Marvel: Morbius, affidato al regista Daniel Espinosa. A vestire i panni dello scienziato-vampiro è Jared Ledo, attore misterioso e dandy che, però, davvero nulla può fare per salvare un progetto così mal arrangiato, ma procediamo con ordine.

Il film è l’adattamento cinematografico, e l’esordio nell’universo cinematografico targato Marvel, di un personaggio creato da Roy Thomas e Gil Kane. Ci troviamo davanti ad una origin story, quella di Michael Morbius, inizialmente bambino affetto da una rara malattia del sangue ma dall’intelligenza assai vivace che, spinto dal medico che lo ha in cura [Jared Harris], decide di impiegare per intraprendere precoci studi di medicina. Da giovanissimo è già un affermato scienziato che è riuscito a creare, con l’errore di un esperimento che puntava più in alto, una sorta di liquido ematico artificiale che, oltre ad aver salvato innumerevoli vite, gli ha fruttato un premio Nobel deliberatamente rifiutato.

La sua ossessione, fin dai primi ricoveri in ospedale da piccolo, è quella di trovare una cura per quella malattia che invalida i suoi movimenti e quelli del suo migliore amico Milo [Matt Smith] e li condanna entrambi a una vita davvero breve.

Come già era successo con Venom [2018], anche Morbius è un nuovo tassello di espansione del Sony’s Spider-Man Universe ma è anche e soprattutto un tentativo di coniugare in horror un cinecomic, così come era già successo con Blade [1998]. Anche il sotto-Genere in cui il film di Espinosa di muove è lo stesso di quello di Stephen Norrington e i due personaggi sono chiaramente antagonisti anche sulle pagine a fumetti. Parliamo di un personaggio iconico tra i più cari agli amici di InGenereCinema.com: il vampiro.

In una scena d’apertura che già segna il sorpasso della linea che separa la ricerca accorata dall’ossessione morbosa, il dottor Morbius si reca in Costa Rica per catturare quanti più esemplari possibili di pipistrello vampiro, l’unico animale che si nutra esclusivamente di sangue. Proprio dal DNA di questi animali, mescolato con quello umano, lo scienziato riesce a ricavare un siero che sembra superare tutti i test d’efficacia. Quando è il momento di arrivare all’ultimo, quello sull’uomo, Morbius sa di dover essere la cavia. Quello che non sa è che quel siero cancellerà le debolezze dovute alla sua malattia, ma lo trasformerà in una sorta di super-vampiro con continue e sempre più ravvicinate crisi d’astinenza placabili solo attraverso l’ingerimento di sangue umano. I problemi raddoppiano quando, oltre a dover tenere a freno la bestia che abita il suo corpo, Morbius dovrà vedersela anche con un secondo antagonista che ha le sue stesse caratteristiche, la sua stessa forza e la sua stessa fame di vita.

Il film, è già chiaro da quanto scritto finora, si muove maggiormente dalle parti de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson piuttosto che da quelle del Dracula di Stoker. Ma della duplicità della natura dell’uomo, del confine estremamente labile che divide Bene e Male, della caducità della figura dell’eroe [estremamente corruttibile sia fisicamente che psicologicamente] rimane davvero unicamente la forma. Contenuti e impasto sono come evaporati per lasciare sullo schermo uno degli adattamenti da fumetto più deludenti di sempre: non c’è un accenno di evoluzione, non c’è ricerca o una reale sofferenza dell’antieroe protagonista. Quanto raccontato ha il suono di una poesia recitata a memoria, ma decisamente non compresa. E il fatto che qualsiasi passo avanti sia drammaticamente prevedibile di certo non aiuta la digestione di un film che, pur di durata accettabile per essere un cinecomic, non regala nemmeno un tiro a segno.

Sbaglia nella rielaborazione di un argomento decisamente caro alla letteratura gotica: della Lotta eterna, quella che avviene all’interno di ogni uomo e dello stesso protagonista, ma che qui non ha la costanza di essere mostrata e ha bisogno di un cattivo “esterno” per essere più palese e leggibile. Ciò non toglie che questa meschina duplicità sia poi data per scontata nelle scene post-credit, che sono solo l’ennesima amara nota del film.

Sbaglia nell’utilizzo della figura del vampiro, da cui Morbius non eredita nemmeno il magnetismo ferino e l’ascendente misterico. Sbaglia a comportarsi da cinecomic superato [parliamo proprio di struttura della storia, di spessore inesistente di protagonista, co-protagonisti e villain] in un’epoca in cui il Genere ha già prodotto una serie di titoli e di personaggi che hanno da più parti dato lustro e sostegno agli universi nati dalle pagine dei fumetti. Morbius sembra non saper scegliere da che parte stare, decidendo infine di non voler essere un horror decisamente commerciale, ma non riuscendo ad essere un cinecomic moderno. Tutto sa di datato e poco riuscito e non vanno a segno nemmeno le trasformazioni fisiche dei neo-vampiri, già viste e che non fanno innamorare il patito di mostri, e ancora meno i superpoteri acquisiti: vanno bene la super-forza e i sensi dell’animale totemico [il pipistrello il questo caso], ma volare e lasciarsi dietro una sorta di nebbiolina, che probabilmente vuol rimandare al vampiro draculeo, magari no.

Parlare di doppiezza, di ferinità e della materia di cui sono fatti i nostri incubi dovrebbe fornire tutti gli ingredienti arcani per sfornare pozioni squisitamente velenose. Qui, però, manca del tutto la voglia di incantare.

Luca Ruocco

MORBIUS

Regia: Daniel Espinosa

Con: Jared Ledo, Matt Smith, Adria Arjona, Jared Harris, Tyrese Gibson

Uscita in sala in Italia: giovedì 31 marzo 2022

Sceneggiatura: Matt Sazama, Burk Sharpless

Produzione: Columbia Pictures, Marvel Entertainment, Arad Productions, Matt Tolmach Productions

Distribuzione: Sony Pictures Entertainment Italia

Anno: 2022

Durata: 105’

InGenere Cinema

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