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BILLY SUMMERS di Stephen King

Billy Summers, l’ultimo romanzo di Stephen King edito in Italia come sempre da Sperling & Kupfer, è il lavoro che il Re ha portato a termine durante i mesi più duri di lockdown dovuto alla pandemia di convid-19.

Sappiamo di certo che non si tratta del solo titolo che King ha lavorato durante questo lungo periodo fuori dall’ordinario e in verità la pandemia si affaccia solo un paio di volte all’interno della storia, come un accenno su cose future. Niente più che una nota su quello che succederà quando i fatti narrati nelle oltre 500 pagine saranno già conclusi.

Billy Summers è anche il nome del protagonista del romanzo: un uomo buono che però porta avanti un lavoro poco pulito. Un ex marine, veterano della guerra in Iraq e ora un killer professionista, il migliore, che però si occupa di far fuori solo uomini malvagi.

Summers viene assoldato per quello che lui considera il suo ultimo lavoro. Quello che gli potrà fruttare un bel po’ di soldi, tanto da permettergli di ritirarsi a vita privata per sempre. Certo, l’omicidio che gli viene commissionato prevede un piano a lungo termine, con alcuni mesi da passare in una nuova città, vestendo un’altra identità: uno scrittore con un nuovo libro segreto da portare a termine, affittuario di un bell’ufficio con un affaccio perfetto sul tribunale, più che utile per piantare in testa un proiettile all’uomo che gli frutterà la buona pensione quando quest’ultimo arriverà per affrontare il processo. Niente, in teoria, potrebbe andare storto, viste le capacità da cecchino di Billy e, ancor di più, l’abilità nello scomparire nel nulla dopo aver portato a termine i suoi compiti. Molto, però, non andrà per il verso giusto: non l’incarico, ma alcuni particolari che inizieranno a mettere in allarme Summers e lo porteranno a percorrere strade e identità parallele per rimanere vivo. Una strada che lo porterà a scoprire per due volte l’amore: quello per la scrittura, una passione da cui aveva sempre tentato di tenersi lontano e che potrebbe regalargli davvero una nuova vita, se il mondo fosse un luogo migliore; e quello per una giovane ragazza salvata da un triste destino.

Billy Summers è una storia che racchiude al suo interno diversi livelli temporali e narrativi: il presente di Summers è a sua volta diviso, soprattutto fino al primo importante punto di svolta del racconto, nelle differenti identità che l’omicida è costretto ad assumere. King ne narra le attività quotidiana, tutte tese al compimento dell’omicidio perfetto, e costruisce nei particolari i vari micro-universi, sia per quanto riguarda le location che i comprimari: il vicinato, gli altri affittuari del palazzo dove Billly veste i panni dello scrittore impegnato. Accanto a questa linea narrativa inizia presto a svilupparsene un’altra che, oltre a raccontare il drammatico passato del protagonista [dall’infanzia infelice alle missioni di guerra], rappresenta il romanzo nel romanzo: la passione per la scrittura che rapisce il killer e lo trasforma [almeno in parte] in quello che sarebbe sempre voluto essere.

Per i lettori seriali di King questo discorso meta-letterario non risulterà una novità, tutt’altro: chiaramente si tratta di una conferma, un altro rimando ai tanti scrittori che hanno abitato le pagine dei suoi romanzi. E non manca un’altra delle gustose abitudini dell’autore di It: l’auto-citazionismo costruito in modo da creare un macro-cosmo capace di racchiudere al suo interno più di uno dei suoi lavori, anche alcuni davvero lontani nel tempo e nel Genere.

Accade anche per Billy Summers che nell’ultima parte della storia guarda dritto verso l’Overlook Hotel, arrivando anche ad inserire un sentore di paranormale all’interno di quella che fino a quel momento [e in verità anche per tutto lo svolgimento successivo] era stata un realistico e drammatico thriller, con una importante piega da road story.

Se per i fan dello scrittore un rimando come questo può solleticare il cuore, in verità in un romanzo come Billy Summers, davvero lontano dall’horror, non se ne sente il bisogno. E purtroppo questo non è l’unico tasto dolente del libro che, pur regalando momenti di piacevole letteratura [i racconti di guerra; la strutturazione delle tante vite di Summers; alcuni degli importanti comprimari; un modo molto diretto di trattare l’attualità come la decisa avversione per la politica di Trump], va avanti in modo discontinuo. Inizia la sua strada in modo davvero lento e in più di un punto risulta troppo superficiale, forse addirittura disinteressato, nonostante l’affascinante materiale messo sul tavolo.

Peccato, perché sarebbe stata un’occasione davvero allettante per riflettere seriamente sullo scrivere, come ai tempi di On Writing, facendolo stavolta con il fascino e la bella confezione di una storia fiction, proprio utilizzando i diversi personaggi interpretati dall’attore-personaggio Summers, senza dimenticare la contaminazione di Generi e il ritratto di un’America infelice e severa.

Luca Ruocco

BILLY SUMMERS

Autore: Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer [www.sperling.it]

Pagine: 552

Illustrazioni/Foto: No

Costo: 21,90 euro

InGenere Cinema

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