SHAUN VITA DA PECORA: FARMAGEDDON di Will Becher e Richard Phelan

Il come più del cosa. La forma che dà valore al contenuto e non il contrario. È questa la lezione che l’Aardman Animations impartisce con ogni sua pellicola.

Shaun vita da pecora: Farmageddon conferma la forza espressiva della storica azienda inglese, la capacità straordinaria di creare meraviglia con pongo e cartone. Lo Studio di Manchester sembra essere impermeabile all’estetica digitale sempre più imperante, dirigendosi verso una direzione opposta. Il nuovo episodio cinematografico della pecora più famosa della TV, resta assolutamente coerente con il mondo di Shaun, seppure lontanissimo – ahimè – da quello che la modernità propone per la sala.

Strani bagliori sovrastano la tranquilla cittadina di Mossingham e annunciano l’arrivo di un misterioso visitatore proveniente dalla galassia più lontana. Tuttavia, nella vicina Fattoria Mossy Bottom, Shaun ha altre cose per la testa dato che i suoi piani dispettosi vengono continuamente rovinati da un esasperato Bitzer.
Quando un misterioso, piccolo extraterrestre cade con il suo UFO nella fattoria di Mossy Bottom, Shaun non si lascia scappare l’occasione di vivere una nuova, incredibile avventura. Insieme ai suoi amici di sempre, la simpaticissima pecora si lancerà, così, in un’emozionante missione per aiutare la strana creaturina a tornare a casa, mentre una losca agenzia governativa inizierà a starle alle calcagna.

Com’è facile evincere, la trama ricalca quella di E.T.: L’Extraterrestre e i riferimenti sci-fi sono tutti altrettanto derivati da anni di cinematografia specializzata in alieni e dichi volanti. Detto questo, è ugualmente impossibile non restare incantati dalla messa in scena e dal gusto dell’animazione passo-uno. Dal senso della commedia e della comicità slapstick che rimanda alla tradizione del cinema muto. Come quello di Chaplin o Keaton, anche il mondo di Shaun è senza parole e assolutamente libero dalle convenzioni e dalle ristrettezze della fisica e del realismo. Le gag sono esilaranti e immediate, seppur inserite in un contesto narrativo fatto di citazioni e di eventi iperbolici e rocamboleschi.

Da questo punto di vista, Shaun vita da pecora: Farmageddon appare come un gioco al rialzo: ogni sequenza aumenta il livello di difficoltà dell’animazione, riempendo l’inquadratura di personaggi e dettagli sempre maggiori. Complessità che riguarda anche la narrazione, naturalmente, che arriva a gestire quattro storylines contemporaneamente. Tale prerogativa rende il film diretto da Will Becher e Richard Phelan ambizioso e cinematografico, esponendolo, tuttavia, a un rischio di sovraccaricare gli spettatori, soprattutto quelli più piccoli.

La linea editoriale indicata da Peter Lord e Nick Park si conferma irresistibile e inossidabile al passare del tempo. Il loro approccio, idealista e radicale, ci mostra a ogni produzione come il cinema può essere inteso come arte ed espressione personale. Anche quello più commerciale. Cercando e trovando modernità in scelte che appartengono al passato, in situazioni da cinema degli esordi. Trasformando la plastilina in un puro atto di fantasia e gioia.

Paolo Gaudio

SHAUN VITA DA PECORA: FARMAGEDDON

Regia: Will Becher, Richard Phelan

Uscita sala in Italia: giovedì 26 settembre 2019

Sceneggiatura: Will Becher, Richard Phelan

Produzione: Aardman Animations, StudioCanal

Distribuzione: Koch Media

Anno: 2019

Durata: 86′


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