L’OSPITE di Duccio Chiarini

Guido ha una vita tutto sommato tranquilla, fino a quando un imprevisto sotto le lenzuola non arriva a turbare la sua relazione con la fidanzata Chiara. Diretti in farmacia per comprare la pillola del giorno dopo, Guido le propone di non prenderla e Chiara si trova costretta a confessare i suoi recenti dubbi sul loro rapporto. È l’inizio della crisi e Guido è presto costretto a fare le valigie e ad andarsene di casa, ma per andare dove? Incapace di stare da solo, chiede ospitalità nelle case dei genitori e degli amici più cari, trovandosi a naufragare da un divano all’altro nell’insolito ruolo di testimone delle loro vite e dei loro grovigli amorosi.

È molto facile imbattersi in film che tentano di raccontare la contemporaneità ma che, per limiti di forma, di contenuto o di approccio, si fermano allo strato più esterno della superficie, finendo per compiere un girotondo sterile intorno a un guscio vuoto.

Non è il caso de L’Ospite di Duccio Chiarini.

Fin dalla prima scena si comprende la volontà di addentrarsi nella carne viva della storia, senza giri di parole e con l’intenzione di cercare un contatto diretto e intimo con i protagonisti.

Neanche Orecchie era un film superficiale. Lo citiamo perché il film di Aronadio del 2017 ha molte cose in comune con L’Ospite, a partire dalla coppia in crisi: Daniele Parisi e Silvia D’Amico.

Anche Orecchie raccontava in maniera molto riuscita le vicissitudini della generazione contemporanea che si sta avvicinando ai quaranta. Lo faceva in maniera episodica, ma con un senso di circolarità, e attraverso il registro della commedia grottesca.

L’Ospite si differenzia dal film di Aronadio prima di tutto nel tono: dopo una prima parte in cui sembra ci sia una impostazione da dramedy, si fa poco a poco più drammatico nel tono e negli avvenimenti; anche qui c’è una sorta di natura episodica nel percorso di Guido, ma gli incontri e i personaggi non sono molti, quindi il viaggio è molto legato al protagonista e lo porta a tentare di ridefinirsi e migliorarsi in un momento di incertezza e difficoltà, in quello che il regista definisce “un romanzo di formazione tardivo della generazione ‘iper-formata’, una generazione che ha passato anni a specializzarsi teoricamente in mille discipline universitarie e che tuttavia stenta a trovare lo spazio per esercitare concretamente le proprie conoscenze, come se avesse sempre bisogno di nuove conferme prima di prendere una decisione che potrebbe poi rivelarsi sbagliata.”

Guardando L’Ospite ci si diverte, ma si prova anche una sensazione di vertigine.

Poi si torna a ridere… e poi si ha di nuovo paura. Ma alla fine, insieme a Guido, abbiamo la vaga sensazione di aver raggiunto una sorta di stabilità, come se Chiarini volesse dire che ogni essere umano è destinato a vivere in uno stato di perenne equilibrio tra la leggerezza dell’agire e il baratro dell’impotenza.

Egidio Matinata

L’OSPITE

Regia: Duccio Chiarini

Con: Daniele Parisi, Silvia D’Amico, Anna Bellato, Thony, Sergio Pierattini, Milvia Marigliano, Daniele Natali, Guglielmo Favilla

Uscita in sala in Italia: 22 agosto 2019

Sceneggiatura: Duccio Chiarini, Roan Johnson, Davide Lantieri, Marco Pettenello

Produzione: Mood Film, Cinédokké, House on Fire, Rai Cinema, RSI Radiotelevisione Svizzera, Relief, Bravado Film, Wildside

Distribuzione: Mood Film

Anno: 2018

Durata: 94’


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