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NECROPOLIS – La città dei morti di John Erick Dowdle

necropolis-2La moda del found footage, soprattutto in ambito di Genere horror, non sembra aver intenzione di arenarsi. E se pensate di poter ancora reggere qualche film fatto di frenetici movimenti di camera a mano, ritmi altalenanti, fonti di paura improvvisa mai pienamente messi a fuoco e di una parvenza ormai smaliziata di “tratto da una storia vera”, il Necropolis – La città dei morti di John Erick Dowdle potrebbe essere un film da non perdere.

Ambientato a Parigi, Necropolis muove le fila dagli studi [ovviamente video-riprese] di Scarlett, una giovane archeologa e studiosa di lingue e culture antiche che, dopo la drammatica scomparsa del padre, decide di prendere in mano le sue apparentemente folli ricerche della pietra filosofale!
Se riuscite a resistere alla corbelleria iniziale [più adatta ad un adventure-fantasy che a un new horror], potreste scoprire i punti più interessanti che il viaggio nella Parigi sotterranea proposta dal Dowdle di Devil potrebbe offrirvi.


“As Abowe So Belowe”, “Come sopra così sotto”, questo è il mantra che vi accompagnerà nella città sotto la città, nel viaggio nelle viscere della capitale francese, dove, secondo i simboli ritrovati da Scarlett su di una scultura misterica battezzata “la chiave rosa”, un famoso alchimista avrebbe nascosto la chimera delle chimere.
necropolis-1Ad accompagnare la ricercatrice nel suo viaggio in discesa, Benji, un video-operatore, George, amico di sempre e a sua volta studioso di vecchie lingue morte; oltre ad un piccolo gruppo di ragazzi francesi in cerca di soldi facili.
Ma cosa si nasconde all’interno dei sempre più stretti cunicoli che brulicano sotto Parigi? Il viaggio alla ricerca di un sogno si trasformerà presto in un caotico incubo, assecondando una struttura apparentemente disordinata che, nonostante il caos epifanico, risponde ad una chiara costruzioni a specchio che vede Parigi riflettersi nell’oscurità sotterranea e informe, e la prima parte di Necropolis – La città dei morti, più piegata verso il film d’avventura, tramutarsi in un horror dall’istinto adrenalinico che, però, cede troppo spesso a momenti di ripetitività ciclica e di ironia assolutamente involontaria.
necropolis-4Di interessante c’è di certo la riscoperta di un senso del misterico troppo poco sfruttato, che va a spolverare il mondo druidico e alchemico, il significato dell’acronimo V.I.T.R.I.O.L. ancor più che la pietra filosofale stessa. E ripescando l’acronimo non può non tornare in mente proprio l’italiano Vitriol, di Francesco De Falco, che già un paio di anni raccontava di un viaggio sotterraneo, di una ricerca ripresa in video e di un manufatto, forse inesistente, da riportare alla luce.
Lì mancava il sense of horror, che qui in Necropolis regala le scintille creative più interessanti: il passaggio da un cunicolo a quello successivo, più stretto, porterà i giovani al oltrepassare una stretta caverna con un macabra incisione sula corona dell’ingresso: “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”.
necropolis-3L’inferno stesso, quello infuocato del cattolicesimo, quello raccontato da Dante Alighieri, e regolato dal meccanismo del contrappasso [messo in atto all’interno del bodycount filmico], prende corpo nella metà orrorifica del film. Peccato che il finale lasci assai a desiderare, mandando in malora i buoni propositi.
Tirando le somme: bello il tentativo di mix tra horror e tradizioni popolari/misteriche che apre porte appartenenti più al mondo dei film d’avventura.
Peccato che il meccanismo ormai troppo oliato del POV, usato in modo poco creativo, e la sbilanciata amalgama tra i due generi ne facciano un film senza luccicanza.
Luca Ruocco

NECROPOLIS – La città dei morti
2.5 Teschi
Regia: John Erick Dowdle

Con: Perdita Weeks, Ben Feldman, Edwin Hodge

Uscita in sala in Italia: giovedì 11 settembre 2014

Sceneggiatura: John Erick Dowdle, Drew Dowdle

Produzione: Legendary Pictures

Distribuzione: Universal Pictures

Anno: 2014

Durata: 93’

InGenere Cinema

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