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DEVIL’S KNOT di Atom Egoyan

devilsknot1Un caso di cronaca nera particolarmente efferato e, allo stesso tempo, quasi irreale, utopistico, perché vede un plurimo omicidio consumarsi all’interno di un piccolo paesino americano, di quelli in cui tutti conoscono tutti, e il fast food e la chiesa sono i due centri di aggregazione sociale principali, e soprattutto, perché vede nel ruolo di tre bambini e in quello degli improbabili carnefici un gruppo di giovani dissociati e sopra le righe, bollati come satanisti per il loro amore per la cultura dark e metal, e per l’interesse per il soprannaturale.

Carnefici “probabili”, dicevamo, perché quello avvenuto nei boschi del Tennessee nel 1993, raccontato nel Devil’s Knot di Atom Egoyan [dopo i numerosi documentari che già avevano dedicato alla vicenda buono spazio mediatico], è tutt’ora un caso insoluto.

La storia raccontata da Egoyan e dagli sceneggiatori Paul Harris Boardman e Scott Derrickson, mira proprio a raccontare in maniera inizialmente quasi giornalistica, la location/comunità in cui l’efferato delitto si consuma, per poi spiazzare lo spettatore con immagini da marchio a fuoco, come quelle che riguardano il dragaggio del fiume del Bosco di Robin Hood, ultimo luogo dove si erano avute notizie riguardanti i tre ragazzini scomparsi, e il successivo ripescaggio dei corpi nudi e delle biciclette, dopo il tentativo di nascondere tutto nella bara fluttuante del letto del fiume.

Devil's Knot (2014) -- exclusive EW.com imageMa dopo un buon momento dedicato proprio al maturare del lutto di questa comunità, il caso dell’omicidio prende i connotati mediatici dei grossi casi di cronaca nera dei nostri giorni.

La cittadina del Tennessee diventa sabba di avvocati e giornalisti. Proprio intorno a loro inizia ad aggirarsi l’investigatore privato Ron Lax [Colin Firth], che, affidandosi al proprio istinto, inizia a lavorare contro la cieca foga di trovare un colpevole per l’inaccettabile massacro che aveva portato all’arresto di un gruppo di giovani difficili ma, forse, non colpevoli, basandosi su dichiarazioni poco credibili, come quella di un bambino, coetaneo dei piccoli assassinati [molto probabilmente forzato da una madre affamata di protagonismo], e quella di un giovane dai chiari problemi mentali.

devilsknot3Niente da dire, la storia è di quelle tese e piene di interrogativi, solo raramente, però, è supportata da una regia o da una ricercatezza di  immagine che possa elevarla ben al di sopra di un buon crime pensato per la TV.

Il tutto, poi, è lasciato in sospeso, con un grande punto interrogativo finale, visto che Damien Echols, Jassie Misskelley e Jason Baldwin, detti “i tre del West Memphis”, sono stati infine scaricati dopo 20 anni, con ancora cupi aloni di dubbio sulla loro reale colpevolezza [o innocenza].

I ritmi sono pacati, ma non è questo che stona, quanto piuttosto il fatto che l’anima latiti e che, a lungo andare, tutto sembra galleggiante e ovattato.

Luca Ruocco

DEVIL’S KNOT

2.5 Teschi

Regia: Atom Egoyan

Con: Colin Firth, Reese Witherspoon, Dane DeHaan, Bruce Greenwood, Alessandro Nivola

Uscita in sala in Italia: giovedì 8 maggio 2014

Sceneggiatura: Paul Harris Boardman, Scott Derrickson

Produzione: Elizabeth Fowler, Richard Saperstein, Clark Peterson, Chistopher Woodrow, Paul Harris Boardman

Distribuzione: Notorious Pictures

Anno: 2014

Durata: 114’

InGenere Cinema

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