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DISCONNECT di Henry-Alex Rubin

disconnect1Chat, social network, siti hard, videopoker, clonazione di carte di credito… In una sola parola: internet!

E internet, al giorno d’oggi, rappresenta la realtà, la verità, il mondo.

Del mondo, della verità, della realtà [di oggi] parla il Disconnect di Henry-Alex Rubin, documentarista che debutta alla regia di un lungometraggio fiction proprio con questo film, firmato, alla sceneggiatura, da Andrew Stern. Disconnect è la storia drammatica ambientata in un mondo sempre sospeso tra il corporeo e l’incorporeo [non inteso come “spirituale”, ma perché appartenente al mondo del web], ma sempre con conseguenze vive, fisiche vere e dimostrabili.

Disconnect: un titolo che è un consiglio per chi guarda e per chi vive il film, ma anche una didascalia alla sceneggiatura che, di fatto, racconta quattro storie tra loro quasi del tutto sconnesse, ma, comunque, assai legate proprio dall’interconnessione che lega storie di vita assolutamente tristi, drammatiche, con una negativa evoluzione internettaria, che conduce diretta ad un violento scontro con una realtà a cui i protagonisti dei singoli “episodi” non riusciva a dar conto.

disconnect2La vita sul web [vera anch’essa, ormai] supera quella reale, mentre l’avatar che divora momenti, giornate, intere esistenze, distrae.

La prima ad essere disconnessa è una coppia in crisi che, dopo aver perso tragicamente il loro piccolo figlio, non riesce a ritrovare la forza di credere ancora nell’amore: lui rifugge la sua compagna, cercando distrazione nel lavoro e nel videopoker; lei non riesce ad andare avanti da sola, e si rifugia in una chat frequentata da gente che, per un motivo o per un altro, vivono situazioni luttuose simili alla sua, trovando un importante appiglio in un uomo che neanche conosce.

disconnect4La seconda storia è quella di un avvocato rampante che, troppo preso dal lavoro, non riesce a trovare il tempo per occuparsi di sua moglie e dei suoi due figli, uno dei quali, il più piccolo, cade nel tranello tesogli da due suoi coetanei, affondando tragicamente nella depressione a causa di un falso account facebook.

C’è poi una giornalista impiegata in servizi “leggeri”, alla quale non interessa continuare a firmare articoli, e che fiuta lo scoop in un possibile pezzo su un giovane protagonista di un sito di video chat sessuali. Lui abbocca e si affeziona a lei. La donna, però, non sa ben equilibrare la voglia di successo e i sentimenti che inizia a provare per il ragazzino.

BRAY_20111012_DIS_4220.CR2L’ultima storia, invece, è quella di un ex-poliziotto, specializzato in truffe internettarie. Dopo la perdita della moglie lascia la polizia per star più vicino a suo figlio, ma allo stesso tempo ne è in qualche modo respinto.

Disconnect esplora le conseguenze che la tecnologia moderna ha sulle nostre vite, e lo fa in modo discreto ma freddo, assolutamente razionale, verista, quasi citando il Crash di Paul Haggis.

Ottimo dal punto di vista attoriale e con una buona prova di regia, Disconnect, però, anche a causa della durata, risulta dopo un po’ fin troppo impegnativo da seguire empaticamente.

E per un film come questo è una pecca non da nulla.

Luca Ruocco

DISCONNECT

3 Teschi

Regia: Henry-Alex Rubin

Con: Jason Bateman, Hope Davis, Frank Grillo, Paula Patton, Andrea Riseborough, Alexander Skarsgard

Uscita in sala in Italia: giovedì 9 gennaio 2014

Sceneggiatura: Andrew Stern

Produzione: LD Entertainment

Distribuzione: Filmauro

Anno: 2013

Durata: 115’

InGenere Cinema

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