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IL PIANO MARSHALL secondo Eduardo De Filippo

eduardobalcone1Ciò che contribuisce a rendere affascinante luoghi come gli archivi, le cineteche, o le biblioteche, è, tra le tante cose, la possibilità di reperire materiale documentario del quale si ignorava la presenza, e che permette, perciò, di aggiungere un tassello prezioso al patrimonio culturale italiano. Recentemente il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, in seguito ad un’opera di ricognizione, di salvaguardia e valorizzazione dei film girati su pellicola in nitrato [e dunque materiali estremamente delicati, conservati in depositi costantemente controllati sotto il profilo dell’umidità e della temperatura su circa 25.000 rulli] ha recuperato una pellicola di cui si ignorava l’esistenza, e sulla cui pizza è riportata la voce “Monologo”.

Si tratta di un documento filmico interpretato da Eduardo De Filippo di carattere storico-teatrale molto importante, non solo per il periodo storico in cui si colloca, ma anche e soprattutto dal punto di vista artistico-sociale. Il filmato, collocabile temporalmente tra la fine del 1949 e il 1950, ha come oggetti di discussione il piano Marshall, piano economico americano, annunciato il 5 giugno 1947 da George Marshall, generale di Stato, per riequilibrare la bilancia economico-finanziaria europea e promuovere quindi lo sviluppo dei paesi europei nel periodo post-guerra.

eduardobalcone2Il prezioso filmato, scoperto da Sergio Bruno, della Cineteca Nazionale, è stato oggetto di un restauro mirato, ovviamente, al recupero della pellicola, senza nessun intervento di “abbellimento” tecnico, se così possiamo definirlo, né dal punto di vista visivo né da quello sonoro, tanto che, ad esempio, è riconoscibile, seppur delicato, il suono prodotto dal carrello che si avvicina, cigolando, a Eduardo De Filippo.

Lo scorso 9 marzo, l’Università Sapienza di Roma, precisamente il Dipartimento di Storia dell’Arte e dello Spettacolo con il Centro Teatro Ateneo, in collaborazione con la Cineteca Nazionale e la Fondazione Eduardo De Filippo, nella sala Levi, presso le Vetrerie Sciarra, ha omaggiato l’artista napoletano dedicandogli proprio una giornata di studi nella quale si è proceduto ad esaminare il periodo storico al quale fa riferimento il documento audiovisivo, con una riflessione sul piano Marshall e su quello che ha significato per l’Europa, e particolarmente su un’analisi del “Monologo” edoardiano, che è stato per la prima volta presentato al pubblico,.

Monologo, girato nei teatri della Farnesina di Roma, riprende il format di Questi fantasmi e di un altro filmato: “18 Aprile. Votate per chi volete ma votate” [entrambi proiettati nel corso della giornata] che lo precedono di qualche anno, e come questi si cosparge di una spiccata ironia, ma si fa anche portavoce, seppur pacatamente e con leggerezza, di una denuncia. Ecco di nuovo, dunque, venire in scena quell’anima in pena che è Pasquale Loiacono, protagonista di Questi fantasmi, ed ecco lo spirito immaginario, poiché non compare mai, del prof. Santanna.

eduardobalcone4Stavolta, però, il ruolo si rovescia, poiché qui non è più il signor Loiacono a dare insegnamenti su come si prepara il caffè al professore, ma, dopo un colloquio informale molto divertente, introdotto da due espedienti, la giacca e la tenda da sole, Eduardo/Loiacono ascolta i chiarimenti del suo dirimpettaio su cosa sia il piano di Marshall, e soprattutto sui motivi e sugli effetti della sua applicazione. L’eclettico Eduardo riempie il vuoto del silenzio, mentre ascolta la spiegazione immaginaria, con una mimica che vale più di tante parole, e che è rotta poi da una sua interpretazione personale del piano Marshall, punto di forza del filmato di una comicità sconvolgente, che si esemplifica in un “do ut des”, in un dare dal quale bisogna disobbligarsi. Non sfugge, qui, Eduardo, alla cronaca del tempo, e così c’è spazio per “l’andirivieni” del sindaco di Napoli Domenico Moscati per la questione dell’acquedotto di Napoli, per la condizione disastrata delle strade delle province italiane, o riferimenti all’alluvione che colpì le province di Avellino, Salerno e Benevento, nell’autunno del ’49.

All’incontro, presieduto da Antonella Ottai e Paola Quarenghi, del Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo della Sapienza di Roma, sono intervenuti David Ellwood, storico e docente di Storia internazionale e contemporanea dell’università di Bologna, lo storico Emanuele Bernardi, del Dipartimento di Storia, cultura e religioni della Sapienza di Roma, Mino Argentieri, storico del cinema, e Luca De Filippo, figlio d’arte che ignorava l’esistenza del filmato, di cui ha sottolineato la naturalezza.

eduardobalcone3Piacevole e di una certa rilevanza, l’intervista a Giovanni Nacca, uno degli operatori del cinema mobile, e stretto collaboratore di Antonio Iannotta, produttore cinematografico, che ha anche prodotto questo filmato, della durata di 15 minuti, probabilmente diretto dallo stesso Eduardo [nei titoli di coda non compare il nome del regista, ma solo del fotografo e del montatore].

“Monologo” era nato per essere un filmato di propaganda, probabilmente mai diffuso, all’epoca, a causa dell’ironia e della mancata presa di posizione nei confronti del piano Marshall da parte dell’artista napoletano.

Gilda Signoretti

 

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