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LA BATTAGLIA DI ENGELCHEN di Jan Kadar e Elmar Klos

battaglia1Pavel [Jan Kacer], partigiano cecoslovacco, verso la conclusione della seconda guerra mondiale viene colpito da un colpo di fuoco alla schiena. Pronto il ricovero in una stanza di ospedale, in cui inizia una lunga e sofferta genesi sulle brutture connesse alla guerra che ha visto e di cui si è macchiato. Il dottore [Martin Ruzek] si prende cura di lui e soprattutto lo aiuto ad accettare il fatto che gli si stia profilando una vita senza l’uso degli arti inferiori. I ricordi vertono soprattutto su Marta [Eva Polakova], giovane interprete presso il comando germanico che diede preziose informazioni per salvare il reggimento cecoslovacco dal rastrellamento delle SS.

Kadar e Klos in coppia rappresentarono, con soli sei film all’attivo, una delle più alte espressioni del cinema cecoslovacco contemporaneo. Titoli come questo o L’accusato sono molto ben conosciuti in patria pur non facendo sentire la voce in altri Paesi; discorso diverso invece per Il negozio al corso, dramma sul collaborazionismo col nazismo, che nel 1966 vinse addirittura un Oscar.

Le peripezie di Pavel si delineano a posteriori, dall’asettica camera di un nosocomio, accompagnato da un’algida ma partecipe infermiere e un attento dottore. Il dolore del presente si fonde con i drammi del passato, che bruciano sulla pelle; la pallottola estratta dal suo corpo è meno deflagrante di sensi di colpa, incapacità di dare un senso alle cose, complicazioni rispetto a scelte sbagliate ma inevitabili, affetti persi e devastazione materiale e morale. La guerra viene sviscerata in tutto il suo carattere acre e potente, capace di fottere le esistenze di soldati ma soprattutto di uomini.

I registi dipanano gli eventi, saturandoli in un bel bianco/nero, con approccio cronachistico e trovano tempo e modo di evidenziare drammi personali con pertinenza ma senza essere indulgenti su pietismi e sentimenti zuccherosi.

battaglia2Anche il rapporto di Pavel e Marta non viene «leccato» da musichette ad hoc per obbligare all’emozione lo spettatore, ma dipinto in tutta la sua difficoltà. Quasi a dire che l’amore non vince, l’affetto neanche, poiché un altro immenso mostro, la guerra, la fa da padrone spazzando via tutto. E insieme alla guerra si alligna nel mondo, in quel mondo vissuto con gli stivali nel fango e la fatica nei muscoli, l’ideologia distorta delle SS, l’eugenetica nazista, che con invadenza piega i popoli sottomessi, per dirla come Mieli, a una «educastrazione» di valori, punti di vista, vite intere.

I due protagonisti, recitati da Kacer e Polakova, incidono e gli attori hanno negli occhi la fiammella che rimanda al senso di appartenenza al progetto artistico. Anche il resto del cast si muove su buoni binari, dando vita a persone che non divengono mai personaggi.

Quello che manca risiede nell’ortodossia di una proposta molto focalizzata su un’atmosfera documentale, ma che non trova la giusta misura con l’interiorità delle persone delineate. Ne consegue qualcosa di non del tutto riuscito, freddo, dove l’emozione viene sempre e comunque sopita dal rigore.

Buone notizie da parte dell’occhio con il quale i registi osservano il quadro tremebondo che fa da sfondo alle vicende: campi lunghi davvero notevoli, action scenes di un certo livello, velocità di esecuzione per fortuna ragionata e non «americanizzata» a tutti i costi.

Il film viene distribuito nel nostro Paese in un DVD in cui è stato effettuato un buon lavoro soprattutto nell’aspetto video, piuttosto pulito e calibrato.

Alessio Bacchetta

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LA BATTAGLIA DI ENGELCHEN

 2.5 Teschi

Regia: Jan Kadar, Elmar Klos

Con: Jan Kacer, Eva Polakova, Blaseva Holisova, Martin Ruzek

Durata: 90′

Formato: 16:9  –  1.78:1

Audio: Italiano

Distribuzione: Mosaico Media [www.mosaicomedia.it]

Extra: /

InGenere Cinema

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