Home / Recensioni / Delicatessen / NUDO DI DONNA di Nino Manfredi

NUDO DI DONNA di Nino Manfredi

nudodidonna1

Nudo di donna [1981] è un film cominciato da Alberto Lattuada che dopo alcuni contrasti con Manfredi abbandona il set e lo lascia nelle mani dell’attore principale. Non è un capolavoro e delude le attese di chi attendeva un nuovo Per grazia ricevuta [Manfredi, 1971]. Il film è ambientato in una Venezia ben fotografata durante il carnevale e racconta la crisi coniugale di Sandro [Manfredi] e Laura [Eleonora Giorgi]. Il regista mostra una coppia annoiata, lui si addormenta al matrimonio della figlia e sbadiglia durante il discorso dello zio cardinale, lei lavora molto nella sua libreria antiquaria e non si prende momenti di pausa. Sono sette mesi che la coppia non riesce a fare l’amore, in compenso i litigi sono frequenti e il marito conosce pure un architetto omosessuale che lo porta a scoprire la Venezia notturna. Manfredi approfitta dei litigi per mostrare alcuni plastici nudi di Eleonora Giorgi, al culmine della sua bellezza, prima sotto la doccia, poi sdraiata sul letto. Dopo l’ultima lite la coppia concorda un periodo di separazione che il marito vive insieme all’amico architetto, anche se precisa di avere gusti sessuali diversi. Sandro vede una foto ad altezza naturale di una donna nuda che mostra il sedere e quella visione lo sconvolge perché il ritratto ricorda molto la moglie.

Il marito confronta il sedere di Laura quando torna a casa con la scusa di aver dimenticato le chiavi e decide di cercare la donna che ha posato nuda per la foto. Dopo alcune peripezie incontra Rirì [ancora interpretata da Eleonora Giorgi], una prostituta che è identica alla moglie. Tutto si svolge con un sottofondo di musica jazz, lungo le calle di una Venezia in preda alla follia carnevalesca, tra maschere allegre, volti tristi e lunghe corse di Manfredi che cerca di capire. La prostituta del quadro è bella e stravagante, indossa una parrucca e quando la toglie mostra capelli identici alla moglie, porta calze colorate e minigonne che slanciano le lunghe gambe. La ragazza è molto disinibita, invita Sandro a casa, cucina per lui pesce fritto e soprattutto lo sblocca sessualmente. Il dubbio che sia la moglie travestita logora Sandro, ma potrebbe essere una straordinaria somiglianza e persino un’allucinazione.

nudodidonna2

Il regista non chiarisce mai fino in fondo e lascia lo spettatore nell’incertezza. A un certo punto Rirì scompare, affidando il suo addio a un messaggio infilato nel collare del gatto, ma se ne va anche Laura, stanca delle fughe del marito, ma soprattutto dei suoi ritorni.  Le sequenze finale riprendono una festa di carnevale nel giorno di martedì grasso, dove apprezziamo cinematografiche a non finire e un’atmosfera da pellicola di Tinto Brass. Sandro ritrova la moglie, ma non è sicuro se sia realmente Laura, potrebbe trattarsi anche di Rirì. “O me o l’altra”, dice la donna.  “Perché io so che c’è un’altra. Prima decidi e poi ti dico chi sono”. Sandro non ha dubbi: “Aspetta, vengo con te”. La storia è narrata in modo faticoso, poco credibile e soprattutto ripetitivo, perché non regge la canonica durata del lungometraggio. Le ambizioni sono eccessive e i risultati modesti. Molto nudo, commedia erotica ai massimi livelli. Soggettisti e sceneggiatori si sprecano per un’opera irrisolta: Manfredi, Paolo Levi, Age, Scarpelli, Maccari e Buzzo. Troppi, forse. Musiche di Maurizio Gianmarco e Roberto Gatto.

Gordiano Lupi

 

Regia: Nino Mafredi

Con: Nino Manfredi, Eleonora Giorgi, Georges Wilson, Jean-Pierre Cassel, Carlo Bagno, Donato Castellaneta

Sceneggiatura: Silvana Buzzo, Agenore Incrocci, Ruggero Maccari, Nino Mandredi, Giuseppe Moccia, Furio Scarpelli

InGenere Cinema

x

Check Also

RFF12: Sesta e settima giornata

Le due giornate del 31 ottobre e del 1 novembre hanno visto ...