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MATERA FILM FESTIVAL – Nella Selva Oscura di Terry Gilliam

L’ultima volta che l’abbiamo incontrato è stato a Roma nel settembre del 2018. Arrivava nelle nostre sala un film inseguito per 25 anni, L’uomo che uccise Don Chisciotte e con lui parlammo di quanto il cinema e la volontà di farlo può essere irragionevole. È passato qualche anno da quella chiacchierata e adesso, grazie al Matera Film Festival, abbiamo avuto l’opportunità di incontrarlo ancora e di interrogare la lucidità del suo pensiero. Avete capito benissimo di chi stiamo parlando, quindi, non indugiamo oltre: Signore e Signori, Terry Gilliam.

Sigla!

 

 

[Paolo Gaudio]: Ciao Terry, ti ricordi di me?

[Terry Gilliam]: No [ride], non ricordo nulla e nessuno. Sono molto vecchio, non ho passato, non ho futuro, niente. Solo questo momento.

[PG]: Okay, non c’è problema. In effetti, sono passati molti anni da l’ultima volta che ci siamo visti. Dopo tutti questi anni hai capito che cosa sia il “gilliamesque”?

[TG]: No [ride], mi è solo capitato di essere in questo corpo, ma la mia mente è sempre da un’altra parte. Spesso non sono nemmeno in contatto tra loro, quindi, non credo di avere molta consapevolezza di quello che faccio e creo.

[PG]: Quindi, non temi che l’IA possa fare qualcosa alla maniera di Terry Gilliam, alla tua maniera?

[TG]: Credo che l’IA, per ciò che ho visto finora, sia abbastanza banale. È un’intelligenza banale, non una creativa. Potrebbe cambiare, evolvere, chissà… ma per ora è così.

[PG]: Chissà, speriamo di no…

[TG]: Magari, riusciranno a sviluppare un senso di… come dite voi [ndr: Gilliam nel suo italiano irresistibile] “pazzo! Una intelligenza pazzo artificiale”!

[PG]: Giusto [ndr: rido anch’io] una volta ti ho sentito dire che l’unico modo corretto per te di pre-visualizzare un’inquadratura era disegnare degli storyboard. Poi, però, vedevi come si muovevano gli attori sul set e buttavi via gli storyboard e ricominciavi da zero. Funziona ancora così per Terry Gilliam o è cambiato qualcosa?

[TG]: È molto più semplice adesso, perché non sto girando nulla! Quindi, non ho questo tipo di problema [ndr: ride tantissimo] Tuttavia, il mio processo di pre-visualizzazione con gli storyboard è interessante: scrivo lo script con uno sceneggiatore, poi lo butto via e provo a ricordarmi la storia e disegno lo storyboard. Quindi è diverso dalla sceneggiatura e così quando giro il film, le riprese saranno differenti da tutto. Sia dallo script che dai miei disegni. È come [ndr: in italiano] “una selva oscura”! [ndr: ride tantissimo]

[PG]: Che meraviglia!

[TG]: [ndr: sempre in italiano] “Che la retta via era smarrita”. Scusa, ma oggi indosso la mia maschera da clown. [ndr: ridiamo insieme]

[PG]: Ma stai lavorando su un nuovo film adesso, Terry?

[TG]: Oh, sì! Il titolo è [ndr: prova a dirmelo in italiano, poi desiste] The Carneval at the End of Days.

[PG]: E cosa racconta?

[TG]: È la storia di Dio che è molto arrabbiato con gli uomini per come hanno ridotto il suo bellissimo giardino. Così decide di eliminare l’umanità dalla faccia della Terra. Li fa fuori, [ndr: in italiano] “finito”! Ma c’è una sola persona che prova a fermare tutto questo e salvare l’umanità.

[PG]: E chi è?

[TG]: Beh, Satana! [ndr: ancora risate]

[PG]: Fantastico! Davvero gilliamesque! Grazie mille, Terry.

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