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PIGGY di Carlota Pereda

Piggy, lungometraggio di Carlota Pereda presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2022 e qui da noi nello stesso anno nella selezione di Alice nella città, arriva in sala questo luglio con I Wonder.

Il film nasce dall’omonimo cortometraggio della Pereda, che aveva sempre per protagonista Laura Galán nei panni di Sara, ragazza bullizzata da tutti i coetanei a causa della sua obesità.

Piggy – il corto del 2018 – aveva il pregio di riuscire a raccontare una storia piccola ma dal grande impatto sia visivo che intrinseco.

Piggy – il lungometraggio – è un’indagine d’approfondimento non del tutto riuscita sul personaggio di Sara e sugli accadimenti che scaturiscono dal suo primo incontro con il killer sconosciuto che piomba improvvisamente nella sua cittadina, in un certo senso forzandola a spostare il suo ruolo in società da quello di vittima a quello di carnefice, o almeno di testimone passivo e omertoso di una feroce mattanza. Se questo piccolo ma definitivo scatto, questo passaggio di ruolo, veniva suggerito nella chiusa del cortometraggio, riuscendo però a imprimersi nella mente dello spettatore, nel film è solo la chiave di volta di una situazione ben più lunga e dipanata che vorrebbe manifestare in maniera esplicita proprio questa trasformazione, mentre un teen drama muta in uno spietato revenge movie dalle tinte splatter.

Qualcosa, però, non riesce a stare al passo con le intenzioni della Pereda; l’acutezza del cortometraggio si perde nel tentativo di fornire allo spettatore un livello di conoscenza  non utile [e non richiesto] per poter fruire a pieno la degenerazione del rapporto che si instaura tra vittima rancorosa e omicida feroce. Il processo non accentua la morbosità della sbagliata coppia di reietti, ma quel che meno funziona è il calo di toni e di ritmo nelle parti in cui il centro della narrazione diventano le voci di paese sulle prime scomparse di giovani che, in poco tempo, identificano in Sara il bersaglio dei primi sospetti, proprio a causa degli insulti ricevuti per anni proprio da parte delle ragazze sparite nel nulla.

Piggy cerca di comporre una sinfonia disturbante utilizzando gli strumenti scordati della sofferenza [della ragazza vessata] e della crudeltà [del folle assassino], ma i suoni che causano maggiore angoscia sono quelli che vengono fuori dalla solitudine e dalla sospensione nel tempo di una ragazza racchiusa in un corpo talmente cresciuto da tirarsi addosso le attenzioni non richieste di un’intera comunità, ma non abbastanza forte da difendersi da quelle lingue affilate. In casi come quello di Sara, la violenza e la vendetta possono essere una risposta, uno scudo valido, per quanto inammissibile? E si può parlare di rivalsa anche se a compiere l’atto vendicativo è un terzo individuo che potrebbe avere motivazioni sue anche lontane da quelle del soggetto di partenza?

L’intento di Pereda di trasformare Sara da vittima passiva a giovane adulta più consapevole delle bruttezze del mondo, facendole attraversare un passaggio oscuro e sanguinoso, è il nocciolo del film, ma è concretizzato solo in parte. Ci sono due momenti molto simili nel film, posizionati correttamente poco prima che inizi la mattanza e poco dopo il raggiungimento dell’apice del sodalizio tra bullizzata e omicida. In entrambe c’è Laura Galàn seminuda, che percorre una strada extraurbana, chiedendo aiuto. A ricorrerla sono inizialmente i fantasmi del suo corpo vittima di body shaming; nel secondo momento quelli di una situazione fuori dall’ordinario che, volente o nolente,  è andata fuori binario e l’ha cambiata. Solo in spirito e coscienza, ovviamente [obesità e malelingue rimangono al loro posto], ma questo processo sarebbe stato di certo di più riscontrabile e motivato, se i ravvicinati e multipli cambi di intenzione della protagonista l’avessero avvicinata davvero a quanto il film promette e il corto assicurava.

La regista dimostra comunque attento interesse nel coniugare importanti temi sociali e grammatica di Genere, oltre a non disdegnare – ma solo in una sequenza, e bisogna aspettare quasi il finale – effetti grafici e sanguinolenti.

Funziona davvero poco, invece, il personaggio dell’assassino: mai a fuoco e utilizzato apparentemente senza piena consapevolezza.

Luca Ruocco

PIGGY

Regia: Carlota Pereda

Con: Laura Galán, Richard Holmes, Carmen Machi, Irene Ferreiro, Camille Aguilar, Claudia Salas, Pilar Castro, José Pastor

Uscita in sala in Italia: giovedì 20 luglio 2023

Sceneggiatura: Carlota Pereda

Produzione: Morena Films, Backup Studio, Cerdita AIE, La Banque Postale, Indéfilms

Distribuzione: I Wonder

Anno: 2022

Durata: 100’

InGenere Cinema

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