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HALLOWEEN ENDS di David Gordon Green

Halloween Ends. La fine di tutto. È arrivato, quindi, il momento di tirare le somme della trilogia firmata da David Gordon Green dedicata alla creatura slasher di John Carpenter e Debra Hill.

Tre capitoli che si ricollegano – ormai lo abbiamo detto e ripetuto – direttamente al film del 1978 e al suo sequel, per poi proporre di fare tabula rasa di tutto ciò che nella mitologia di Michael Myers è venuto dopo nell’arco di 40 anni [anche e soprattutto il ritorno in scena di Jamie Lee Curtis/Laurie Strode nei nuovi panni di sorella dell’inarrestabile assassino] e di iniziare insieme un nuovo percorso narrativo alternativo per portare su grande schermo gli stessi due personaggi del film originale. Michael e Laurie invecchiati, ma decisamente non  ancora stanchi. La ex babysitter e il serial killer che si sarebbero rincontrati per la prima volta, dopo 40 anni, ben sapendo di non essersi mai davvero lasciati, anzi, essendo consapevoli di essere stati per tutto quel tempo l’unica ossessione l’uno per l’altra.

Rimasti magneticamente legati, i due sanno di doversi ritrovare per dare un senso alle loro esistenze diversamente borderline, per chiudere per sempre i pensieri ossessivi e ossessionanti e, magari, poter vivere i loro ultimi anni in modo più libero. Entrambi devono scrivere la parola fine in coda a una storia iniziata da troppo tempo. Una storia che può concludersi solo con la dipartita di una delle due facce della medaglia: una testa e una croce che, negli anni [nella sofferenza, nell’ossessione], si sono fatte davvero fin troppo simili.

In Halloween [2018] Gordon Green e lo staff produttivo di Blumhouse scelgono proprio di focalizzare il proprio racconto su questa trasformazione, sulla metamorfosi che nell’arco di 40 anni ha portato Laurie a diventare una sorta di essere pericoloso e liminale; quasi una versione femminile della sua nemesi. Non un’assassina, certo, ma una persona difficile e aggressiva che ha allontanato la sua stessa famiglia proprio a causa di quest’“Ombra della Strega” sotto la cui ala ha deciso di continuare a vivere.

Laurie ha trasformato sé stessa in una sentinella armata – una sopravvissuta in eterna attesa dell’ultimo duello – e la sua casa in un bunker, una pericolosa trappola a prova di boogeyman.

Nel 2021, con Halloween Kills, il contagio dell’Ombra che ha toccato la sua nemesi cambiandola per sempre passa dal Paziente 1 all’intera piccola comunità Di Haddonfield. Diventa epidemico. Attenzione, amici dell’horror, sappiamo che il progetto della trilogia Blumhouse è nato prima dell’esplosione della pandemia e che, anzi, da quest’ultima è stato rallentato di un paio di anni, ma calato all’interna della realtà di oggi, la saga acquista un affascinante plusvalore deformante.

Halloween Kills è un film poco riuscito, ha purtroppo tutti i difetti di un “film di mezzo” di una trilogia ma, pur raccontando poco [e poco bene], riesce a fotografare il momento in cui l’infezione oltrepassa Laurie e lo fa, oltretutto, in un momento storico in cui un discorso di questo tipo risulta decisamente attuale.

Quello che Blumhouse e David Gordon Green stanno raccontando è il Michael Myers della pandemia o almeno lo è diventato da un certo momento in avanti. Il loro racconto è quello di un male che infetta e fa impazzire. Nel secondo capitolo la folla, una volta ammalata, cerca giustizia cieca e violenta, ingaggiando una caccia all’uomo [nero] in cui i ruoli di assassino e vittima si scambiano vicendevolmente più volte, fino al finale.

Bloccati in un moto guidato esclusivamente dalla paura, dal rifiuto di un’analisi razionale e dal complottismo, i cittadini di Haddonfield diventano per una notte dei piccoli e inefficaci Michael Myers e per questo passaggio all’Ombra periscono sotto i colpi feroci ed esasperati dello stesso virus che li ha infettati e che, nella chiusa del secondo capitolo, si concretizza di una sorta di cartoonesca e inarrestabile macchina omicida.

Il terzo capitolo regala il tempo al morbo di diventare endemico. Haddonfield deve abituarsi a convivere con l’ombra di Myers, ma lo stesso Myers deve abituarsi ad una nuova Haddonfield.

Halloween Ends comincia 4 anni dopo l’ultima mattanza. Allyson [Andi Matichak] ha perso entrambi i genitori e ora vive con la nonna Laurie e sta aspettando la promozione a infermiera caposala nell’ospedale in cui lavora.

Come molti dei suoi concittadini ha imparato ad accettare l’inquietante presenza dell’Ombra [ancora più ansiogena quando è asintomatica e invisibile], ma a causa dei troppo ricordi drammatici la sua città le sta sempre più stretta e il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle si fa più concreto quando nella sua vita entra un giovane problematico e bisognoso di attenzioni: Corey [Rohan Campbell]. Anche i trascorsi del giovane, cresciuto suo malgrado ai margini delle società, sono stranamente legati alla notte di Halloween, al lavoro di babysitter e ad una morte accidentale ma cruenta.

Mentre Laurie Strode tenta di esorcizzare la sua intera vita scrivendo un’autobiografia [sua e del suo incubo], la storia d’amore dei due giovani si rinforza e cresce, proprio combattendo con le tante storture della società [perfettamente specchiate in quelle della cittadina] e tentando di tamponare le piccole grandi imperfezioni di due sfortunati. Questo finché l’Ombra non arriva a oscurare anche le loro vite.

Succede ancora una volta in maniera epidemica: un incontro casuale, un contatto fisico [e morale] e un veicolo di infezione che trova una traduzione grafica nella stessa maschera di Myers. Una maschera che, come già visto nei due precedenti capitoli, è sempre più materica e reale, quindi continua a consumarsi, a graffiarsi, a sporcarsi quasi a voler mostrare a tutti i costi quello che dovrebbe nascondere, così come già era successo nella doppietta fuori canone firmata da Rob Zombie.

Senza svelare troppo delle dinamiche che riporteranno in azione Myers, in pausa da 4 anni, quello che ci interessa per continuare il nostro ragionamento è che anche in questo caso il Male si propaga [in modo differente] dal suo centro propulsore verso un ospite che, in questo terzo momento, muterà fino a diventare quasi un doppio speculare dell’originale.

Il discorso è sempre quello classico del «Se guardi a lungo nell’abisso, l’abisso guarderà te» e in questo caso il gioco di sguardi tra “doppi” e abissi si farà triplice e a quello ormai noto tra Myers e Strode si andranno ad aggiungere quelli tra Myers e l’aspirante doppelganger e tra questo e la stanca Lorie. Interconnessioni di morte che accavallandosi porteranno a galla ancora un po’ di marcio in quel di Haddonfield.

Purtroppo – e cominciamo con i grossi guai di questo terzo capitolo – Myers entra in scena decisamente troppo tardi e in sua assenza il film di impantana in una lunghissima parte dedicata alla nascita e allo sviluppo di questo amore travagliato. Un indiscutibile disequilibrio che non sembra nemmeno un centrato progetto messo su per abbracciare un pubblico dedito all’horror romantico con un taglio più young adult.

Inserti discutibili, anche se decisamente più a tema, sembrano voler traghettare il progetto dalle parti di Scream, pur non potendo puntare su un backgroud o un fine congruenti [e in effetti prendendo poi meglio le misure ci troviamo più dalle parti di Venerdì 13 – Parte V: Il terrore continua].

Ci sarebbe da discutere anche sul finale, ma eviteremo di farlo almeno fino all’uscita dell’home video, suggerendone soltanto la lettura come precipuamente legata a questa trilogia e al meccanismo di umanizzazione del personaggio [anche qui si sente l’eco di Zombie] che in questo capitolo finale giunge all’apice e sembra il fine ultimo del ritratto che il regista propone della sua Ombra.

Di certo, però, queste scelte e la chiusa soprattutto non potranno che scontentare la maggior parte dei fan di Michael Myers, giustamente disorientati da una trilogia che nel suo secondo momento sembrava voler trasformare il boogeyman in una sorta di invincibile eroe del male e che ora, invece, lo fa apparire in modo diametralmente opposto, centellinando in modo più che parsimonioso le sue apparizioni.

Luca Ruocco

HALLOWEEN ENDS

Regia: David Gordon Green

Con: Jamie Lee Curtis, Andi Matichak, James Jude Courtney, Nick Castle, Will Patton, Rohan Campbell, Kyle Richards

Uscita in sala in Italia: giovedì 13 ottobre 2022

Sceneggiatura: Paul Brad Logan, Chris Bernier, Danny McBride, David Gordon Green

Produzione: Miramax, Blumhouse Productions, Trancas International Films, Rough House Productions

Distribuzione: Universal Pictures

Anno: 2022

Durata: 111’

InGenere Cinema

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