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SMILE di Parker Finn

La giovane dottoressa Rose Cotter [Sosie Bacon] lavora letteralmente giorno e notte all’interno di un ospedale psichiatrico. Il suo mettersi del tutto al servizio dei pazienti più disperati è un modo per non pensare alle cicatrici rimastele addosso da brutti fatti familiari vissuti nell’infanzia e per cancellare un senso di colpa decisamente pesante che la blocca anche nello sviluppo di reali relazioni interpersonali.

Durante l’ennesimo turno straordinario, Rose si trova a dare il primo supporto a una ragazza che lamenta di essere perseguitata da una presenza malvagia capace di prendere la forma di qualsiasi essere umano, rimanendo però sempre riconoscibile da un macabro e forzatissimo sorriso, che in poco tempo diventa presagio di morte imminente. La ragazza si suicida proprio davanti agli occhi della dottoressa che, da quel momento in poi, diventa la nuova vittima di questa presenza maligna che inizia poco a poco a distruggere la sua quotidianità e ogni pezzo della finta sicurezza che Rose è riuscita a costruire negli anni per nascondere il suo disastroso passato.

Smile di Parker Finn è un horror davvero canonico, riconoscibile e di certo prevedibile: una protagonista già intimamente fragile, un passato che sbatte contro la porta della coscienza per tornare a tormentarla, uno spirito inquieto che non chiede altro che di passare alla prossima vittima e che si fa metafora di un profondo disagio, un meccanismo di ossessione che tanto somiglia ad un contagio.

Ovviamente ascrivibile all’interno del filone degli horror “con maledizione” – alla The Ring per esser chiari – Smile ricorda però davvero tanto da vicino un interessante film dell’orrore uscito neanche troppi anni fa: stiamo parlando dell’It Follows di David Robert Mitchell [2014]. Il più grande punto in comune tra i due riguarda proprio la trattazione del passaggio della maledizione di vittima in vittima come fosse il diffondersi di una malattia, con tutto ciò che a questo si può annettere [dalle “precauzioni” da prendere per non passare il male alle decisioni decisamente opposte]. In entrambi i casi, poi, il malvagio essere che inizia ad ossessionare l’esistenza della vittima in questione ha le capacità di manifestarsi in qualsiasi luogo, di essere visto solo dalla persona contagiata e di modificare il proprio aspetto prendendo a piacimento anche la forma di parenti o persone conosciute dal malcapitato di turno.

Impossibile non riflettere anche sul vettore di trasmissione, che era il sesso in It Follows, dove i protagonisti erano dei ragazzi che si affacciavano soltanto sull’età adulta e qui è qualcosa di molto più macabro e cupo, che non vi sveliamo ma a cui potreste già essere arrivati sommando i trascorsi familiari di Rose al suo habitat lavorativo.

Niente di nuovo e fresco, quindi, e qui sta il più grande errore della distribuzione che, invece, lo lancia sul mercato [almeno quello Italiano] come l’horror più sorprendente dell’anno. Peccato, perché alcune frecce abbastanza appuntite all’arco Smile le ha. Essenzialmente è un horror dove tutto è calcolato ma che, proprio per questo, per la maggior parte del tempo non può che funzionare e i suoi jumpscare fanno il loro dovere, pur arrivando proprio quando ci si aspetta. Si parla di funzionamento meccanico, perché a livello autoriale e registico si poteva sperare in qualcosa di più corposo e maturo [ma è pur sempre un’opera prima], anche per l’argomento trattato.

L’ossessione della protagonista diventa pesante da reggere per lo spettatore e arriva a essere davvero troppo esaltata quasi dal primo momento del passaggio della maledizione, sottolineando un’interpretazione non del tutto centrata della Bacon, che punta tutto sull’esasperazione.

Qualche punto guadagnato arriva con il passaggio del maleficio in possessione, ancorato al suo triste passato e con un gradevole effettaccio da b-movies anche un po’ body horror, che risveglia le sinapsi degli amici dell’horror ma che – ahinoi – arriva davvero troppo tardi.

Un horror piccolo piccolo, forse più adatto all’esordio immediato in piattaforma, che non fa male al Genere ma nemmeno bene al pubblico.

Luca Ruocco

SMILE

Regia: Parker Finn

Con: Sosie Bacon, Kyle Gallner, Caitlin Stasey, Jessie T. Usher, Karl Penn, Rob Morgan

Uscita in sala in Italia: giovedì 29 settembre 2022

Sceneggiatura: Parker Finn

Produzione: Paramount Pictures, Temple Hill

Distribuzione: Eagle Pictures

Anno: 2022

Durata: 115’

InGenere Cinema

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