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MALIGNANT di James Wan

C’è poco da fare… Quando James Wan si mette in testa di rimettersi a “giocare a fare l’horror” riesce a tirar fuori qualcosa che luccica. Sempre e comunque.

Nella sua carriera, il regista malese naturalizzato australiano è riuscito in breve tempo a cavalcare dal principio l’onda del torture porn ben prima che diventasse sterile moda e a riscoprire, donandogli modernità e una nuova grammatica, la ghost story di stampo gotico.

Ben 3 dei suoi film [Saw – L’enigmista, Insidious e L’evocazione – The Conjuring] hanno originato delle saghe cinematografiche ancora in pieno svolgimento [solo quest’anno sono tornate in sala ben due di queste con Spiral – L’eredità di Saw e The Conjuring – Per ordine del diavolo], una factory che le tiene in vita e che da una di queste, la demoniaca The Conjuring, ha dato il via addirittura ad un “Universo” con tanto di spin-off, sequel e interconnessioni.

Non finisce qui, perché Wan è riuscito anche a scollegarsi dal suo mondo macabro per mettere le mani su due saghe milionarie, firmando fortunati capitoli delle saghe di Fast & Furious [il capitolo 7] e del DC Cinematic Universe [Aquaman].

Un autore, quindi, cresciuto in ambito horror [come cinefilo e come regista] e che ad oggi rappresenta uno dei nomi di punta della new wave orrorifica contemporanea, ma che è riuscito a far innamorare talmente tanto le Major da diventare garanzia di successo anche al di fuori dei territori decisamente “suoi”. Ora questo autore decide di fare un rilassante passo indietro [o di lato] rispetto al percorso canonico che ci si aspetterebbe di vederlo compiere. Sceglie di concentrarsi su un film più piccolo [e più libero], in cui tornare a sperimentare sul suo Genere preferito, riproponendo però anche più di uno dei cliché divenuti ormai firma riconoscibile del suo modo di raccontare in nero… Ma anche molto altro.

Malignant racconta la storia di Madison [Annabelle Wallis] che, dopo aver subito l’ennesima aggressione da parte del compagno, s’incontra [e si scontra] con un’inquietante presenza oscura che la libera in maniera crudele e selvaggio dell’uomo che da anni la tortura.

Dopo essere finita in ospedale, Madison scopre di essersi in qualche modo legata al misterioso assassino, tanto da iniziare a viverne in diretta i successivi omicidi, cadendo in una sorta di trance che la trasporta all’interno delle future scene del delitto.

Questi strani fatti, ovviamente, portano la donna al centro dei sospetti dei detective che stanno indagando sulle morti violente e, altrettanto ovviamente, il mettersi a indagare sul passato di Madison non può che portare a galla scheletri davvero inquietanti. Fin da piccola, infatti, la donna sembra essere stata legata ad una presenza che solo lei poteva vedere e che le si presentava con il nome di Gabriel. Un amico invisibile che, a poco a poco, aveva iniziato a prendere forma luciferina e a sussurrare alla bambina cose sempre più mortifere, per poi scomparire del tutto dalla sua infanzia.

Ma perché l’assassino che ora tormenta le sue notti ha lo stesso nome del suo incubo giovanile?

Malignant è un saporito piccolo b-movie travestito da blockbuster, con all’interno davvero tanti ganci per chi Wan lo segue con interessa e dall’inizio. Piccoli ma importanti particolari e trovate sceniche perfettamente riconoscibili da chi condivide con il regista una sorta di “formazione culturale”, come la presenza oscura che infesta e deturpa la spensieratezza dell’infanzia e il suo rapportarsi con l’infante attraverso un giocattolo. O ancora il fondersi [visivo e psico-fisico] del mondo reale e di quello onirico che obbliga il protagonista ad un viaggio nell’orrore.

Ma non finisce qui, Malignant non si consuma nell’autocitazione, perché nel ritorno al piccolo c’è anche un gioco di rimandi al Cinema Grande che Wan ama, da grande Amico dell’Horror. In Malignant c’è un richiamo pittorico al gotico baviano e all’horror misterico di Argento. Il regista ha dichiarato di essersi ispirato a film come Gli occhi di Laura Mars, ma dentro ci troviamo anche un attento interesse all’estetica delle storie di fantasmi orientali. Quello che stupisce [e, sia chiaro, potrà farlo nel bene e nel male] è che questo thriller paranormale che inizialmente fatica un po’ a trovare il centro, si trasforma improvvisamente in un horror ultra-splatter con radici piantate saldamente nella nuova carne di Cronenberg, ma anche in quella un po’ più folle e anarcoide di Frank Henenlotter, per poi farsi ancor più trash, dimostrando di non voler avere freni, anche rischiando di proporre su grande schermo sequenze davvero tanto sopra le righe e iper-innaffiate di sangue.

Un film più piccolo, un gioco più grande! Se avete voglia di divertivi… Wan lo ha sicuramente già fatto.

Luca Ruocco

MALIGNANT

Regia: James Wan

Con: Annabelle Wallis, George Young, Jacqueline McKenzie, Ray Chase, Maddie Hasson

Uscita in sala in Italia: giovedì 2 settembre 2021

Sceneggiatura: Akela Cooper

Produzione: Atomic Monster, Boom Entertainment, Boom! Studios

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Anno: 2021

Durata: 111’

InGenere Cinema

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