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THE SUICIDE SQUAD – MISSIONE SUICIDA di James Gunn

Cinque anni fa, più o meno in questo periodo, oltre ad avere a che fare con il caldo infernale e le probabili vacanze imminenti, il grande pubblico italiano si è visto proporre l’uscita inaspettata dell’ennesimo blockbuster tratto da un fumetto.

Una grossa scommessa in un mese in cui le sale cinematografiche hanno da sempre risentito [e ne risentono ancora, anche a causa degli effetti della pandemia e dei decreti] del calo di affluenza, proprio per via della scarsità di film distribuiti.

Il film presentato era Suicide Squad di David Ayer, o meglio una versione impura di ciò che il regista avrebbe voluto realmente proporre e per il quale era stato inizialmente ingaggiato; l’ennesimo cinecomic che la Warner Bros. ha voluto mettere in cantiere per competere con quelli prodotti dalla Disney, ossia dai Marvel Studios, e sfruttare al meglio le proprietà intellettuali da tanti anni in loro possesso.

L’idea alla base è stata quella di sviluppare un film incentrato sui villain anziché sui supereroi, prendendo spunto dai fumetti di John Ostrander. Il cinecomic avrebbe seguito la linea già collaudata ne L’uomo d’acciaio e Batman v Superman: Dawn of Justice, entrambi di Zack Snyder, ossia un universo condiviso dall’aspetto più serioso e dark, rispetto alle avventure dai toni più leggeri degli Avengers.

Questo l’incarico affidato ad Ayer, anche autore della sceneggiatura: un team di supercattivi – come alternativa alla Justice League – uniti per sventare, contrariamente alla loro natura, una minaccia imminente, per di più con la presenza disturbante dello psicopatico Joker [Jared Leto]. Purtroppo, la scarsa riuscita di Batman v Superman ha portato la Warner ad un ripensamento sulla scelta della linea dark, cambiando così le carte in tavola in corso d’opera. Il punto di riferimento per un simile cambiamento e per alleggerire i toni, non poteva essere nient’altro che Guardiani della Galassia di James Gunn, altro film di “antieroi” appartenente alla concorrenza.

Ciò ha portato a riprese aggiuntive, toni più leggeri, humor più accentuato e una valanga di canzoni inserite dentro con forza per pura imitazione. Il risultato è stato un frullato fluorescente [questi i colori in parte aggiunti!] dal gusto un po’ insipido, lontano dalle intenzioni iniziali. Con l’insuccesso di critica, ma non di pubblico – che ha consacrato definitivamente la figura di Harley Quinn per le cosplayer presenti alle fiere di tutto il mondo – la produzione di un sequel era pressoché inevitabile, proprio come i paragoni che ne deriveranno.

Questa volta la Task Force X viene inviata dalla spietata Amanda Waller [il premio Oscar Viola Davis] sull’isola di Corto Maltese [oltre al riferimento al fumetto di Hugo Pratt, i fan apprezzeranno l’inserimento della famigerata isola creata da Frank Miller, apparsa nel suo Il ritorno del Cavaliere Oscuro e citata più volta nel Batman di Tim Burton] per distruggere Jotunheim, un laboratorio dove vengono condotti esperimenti su prigionieri politici. La vecchia guardia è formata nuovamente dal Col.

Rick Flag [Joel Kinnaman], Capitan Boomerang [Jai Courtney] e l’immancabile Harley Quinn [Margot Robbie], mentre alcuni dei nuovi elementi sono – fra i tanti – King Shark [uno squalo umanoide doppiato in originale da Sylvester Stallone], Ratcatcher [Daniela Melchior], Peacemaker [John Cena] e il cecchino Bloodsport [Idris Elba, che prende il testimone dal Deadshot di Will Smith]. Oltre a dare un aiuto ai ribelli a rovesciare il governo dittatoriale, la squadra suicida dovrà fare i conti con un mostruoso essere mastodontico, determinato a contagiare e ad impadronirsi di tutto ciò che lo circonda.

Andando direttamente alla fonte di ciò che l’ha ispirata e approfittando così del temporaneo licenziamento di James Gunn da Guardiani della Galassia vol. 3, la Warner non ha badato a spese per assoldare il bizzarro regista e lasciargli carta bianca, senza vincoli espressivi. Una libertà pienamente dimostrata in passato con le opere scritte per la Troma, consentendo anche di certificare il film come “R” [vietato ai minori di 17 anni non accompagnati], cosa naturalmente non consentita in campo Disney. Il risultato è una totale follia, ma sorprendentemente equilibrata.

La violenza, il sangue e il caos la fanno da padroni e l’inconfondibile humor di Gunn, condito da un fantasioso e colorito turpiloquio, è perfettamente calibrato.
Se il precedente capitolo mostrava un cameratismo forzato e a volte senza senso [uno del gruppo definiva esageratamente i suoi compagni come “famiglia”, senza che la cosa fosse ben giustificata], in questo film viene ben coltivato da buona parte del team, in particolare da Bloodsport e Ratcatcher. Il tutto arricchito da scioccanti ed esilaranti colpi di scena presenti fin dai primi momenti.

Le immancabili canzoni scelte, a differenza di quelle infilate ruffianamente nell’avventura antecedente, rispecchiano indubbiamente il gusto del regista, già dichiarato nei film sui Guardiani della Galassia.

Insomma, con The Suicide Squad – Missione suicida lo spettatore viene catapultato nel parco divertimenti “Gunnland”, senza troppe restrizioni, riuscendo pienamente a godersi un’opera dall’enorme indipendenza creativa, nonostante sorga dalle ceneri del pastrocchio di cinque anni prima [situazione ripetuta in maniera simile in casa Warner, con la caduta e l’ascesa di Justice League]. Uno dei film più riusciti dell’universo DC e un’aggiunta imperdibile nella filmografia di James Gunn.

Luca Pernisco

THE SUICIDE SQUAD – MISSIONE SUICIDA

Regia: James Gunn

Con: Margot Robbie, Idris Elba, John Cena, Joel Kinnaman, Jai Courtney, Peter Capaldi, David Dastmalchian, Daniela Melchior, Michael Rooker e Sylvester Stallone [voce di King Shark]

Uscita in sala in Italia: lunedì 2 agosto 2021

Sceneggiatura: James Gunn

Produzione: DC Films, Atlas Entertainment, The Safran Company

Distribuzione: Warner Bros. Italia

Anno: 2021

Durata: 132’

InGenere Cinema

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