MIDSOMMAR – IL VILLAGGIO DEI DANNATI di Ari Aster

Il secondo film è certamente il più difficile nella carriera di un cineasta. Se poi questo deve fare seguito a un’acclamata opera prima, le difficoltà aumentano in maniera esponenziale. Ne sa qualcosa Ari Aster, regista del fortunato Hereditary – Le radici del male, che torna nelle nostre sale con Midsommar – Il villaggio di dannati. Una lunga discesa verso la follia, illuminata dal sole di mezzanotte svedese. Un horror emozionale e disturbante che s’innamora troppo delle proprie intenzioni, mostrandosi così discontinuo e prolisso.

Dani e Christian sono una giovane coppia americana con una relazione in crisi. Dopo che una tragedia familiare si è abbattuta sulla vita di Dani, solo il dolore li tiene insieme. È lì che Dani decide di unirsi a Christian e ai suoi amici in un viaggio, che ha come meta un piccolo villaggio svedese, per festeggiare il Midsommar, la tradizionale festa di mezza estate che si svolge nei giorni del solstizio. Arrivando in Svezia, Dani e la compagnia viaggiano verso la remota Hälsingland, dove si svolgeranno i festeggiamenti. Lì si uniscono agli americani Simon e Connie, due viaggiatori britannici. Dopo aver mangiato dei funghi allucinogeni, i nuovi arrivati si dirigono verso la foresta, addentrandosi attraverso un portale di legno in quello che sembra essere un mondo fantasy scintillante. Ciò che ha avuto inizio come una spensierata avventura estiva nella terra della luce eterna, prende una svolta sinistra quando gli abitanti del villaggio invitano i loro ospiti a partecipare alle festività che rendono quel paradiso pastorale sempre più snervante e incredibilmente inquietante.

Midsommar – il villaggio dei dannati è un film visivo, potente e drammatico. È evidente come il regista americano abbia l’occasione di sperimentare la sua idea di horror con l’appoggio incondizionato di chi lo produce. Ha la possibilità di lavorare come ogni autore desidera fare, in pieno controllo del suo film e senza il pensiero ossessivo del consenso degli spettatori. Condizione ideale, ma anche molto rischiosa. Infatti, Midsommar – il villaggio dei dannati manca di unità, mostrandosi altalenante e discontinuo. Solidissimo nella prima parte, dove riesce con grande attenzione nella costruzione psicologica dei suoi personaggi e nelle dinamiche che li uniscono e li fanno agire. Incostante e insistito nella seconda, dove momenti che avremmo ricordato come puramente cinematografici, finiscono per dilungandosi, banalizzando le perversioni e comportamenti estremi. Allontanando lo spettatore, o peggio, anestetizzandolo alla visione.

Magistrale è la tensione che Aster riesce a trasmettere circa la precarietà sentimentale che è costretta a vivere Dani. Perennemente schiacciata tra le email minacciose della sorella e il desiderio di serenità rappresentata dalla relazione con Christian. Tale costruzione raggiunge il suo apice subito dopo il primo colpo di scena: una volta giunti nel villaggio di Hårga, a confronto con la sua comunità e con le peculiari abitudini e rituali di quest’ultima. L’approdo alla vita rurale, semplice e accogliete, eppure allucinata e sinistra, rappresenta una svolta per la seconda opera del regista di Hereditary – Le radici del male, mostrandoci, ahimé, i suoi punti deboli.

Aster non trova la misura eccedendo nel weird, che in altre occasioni avremmo amato, ma che in questa, poco si amalgama alla drammaticità degli eventi sui quali il film si basa.

Se per certi aspetti il regista americano conferma la grande capacità di visione, nonché la personale ricerca dell’orrore [intesa come sperimentazione e sovversione del Genere] e la passione per alcune tra le più disturbanti dinamiche familiari, con Midsommar – Il villaggio dei dannati fallisce la possibilità di crescita e di maturazione che si poteva attendere da questa sua ultima fatica.

Il secondo film resta un osso molto duro, ma solo per coloro che hanno l’ambizione e la sfrontatezza di mostrare una visione personale e propria. Per chi ha il desiderio di dare qualcosa alla settima arte e non di prendere da essa. Chi vuole entrare e fare la storia del cinema.

Ari Aster è uno di questi.

Paolo Gaudio

MIDSOMMAR – IL VILLAGGIO DEI DANNATI

Regia: Ari Aster

Con: Florence Pugh, Jack Reynor, William Jackson Harper, Will Poulter, Vilhelm Blomgran, Archie Madekwe, Ellora Torchia

Uscita sala in Italia: giovedì 25 luglio 2019

Sceneggiatura: Ari Aster

Produzione: A24, B-Reel Films, Parts and Labor

Distribuzione: Eagle Pictures

Durata: 140’

Anno: 2019