Home / Recensioni / In sala / LA SINDROME DI ANTONIO di Claudio Rossi Massimi

LA SINDROME DI ANTONIO di Claudio Rossi Massimi

la-sindrome-di-antonio1Nel settembre del 1970, Antonio Soris parte da Roma alla volta di Atene, con pochi soldi in tasca, alla ricerca della caverna e dei luoghi che hanno ispirato Platone. Arrivato in Grecia, conosce la bella e divertente Maria. Rapito dal fascino della ragazza e dalla bellezza senza tempo dei luoghi che visitano insieme, il giovane si abbandona alla suggestione di un viaggio quasi fuori dalla realtà. In giro tra templi, mare cristallino e coste mozzafiato, i due ragazzi instaureranno un rapporto fatto di allegria e malcelata passione, di scambio sulla vita, sull’amore e sulla politica. Ma nel viaggio di Antonio ci saranno altri incontri.

Il road movie non è mai stato un Genere molto praticato dal cinema italiano; in primis la letteratura [Steinbeck, Kerouac] e il cinema americano [da Accadde una notte a Nebraska] lo hanno fatto proprio. Anche nel cinema europeo possiamo ritrovarne grandi esempi: Wim Wenders e Werner Herzog su tutti.

Ma a pensarci bene anche l’Italia può vantare illustri e variegati “film di strada”, come Il sorpasso [addirittura antecedente al celebre Easy Rider], Zabriskie Point, Cani arrabbiati.

La sindrome di Antonio si inserisce nel solco del road movie classico, in cui il viaggio forma e cambia il suo protagonista, ma allo stesso tempo riesce a farlo attraverso un’originale chiave filosofica.

la-sindrome-di-antonio2Così Antonio, partito col mito di Platone/Che Guevara, troverà una sua personale caverna e dei simulacri di realtà che solo in seguito saprà decodificare.

Il film ha pregi e difetti. Come molte opere prime [anche se il regista ha una lunga esperienza televisiva e come documentarista] pecca nella macchinosità di alcune situazioni, nella ripetitività di alcune scene e in una scrittura spesso poco fluida. La voce fuori capo che apre, accompagna e chiude il film è azzeccata nel suo fare da cornice a tutta la storia; una sorta di “asciugatura”, invece, poteva avvenire in molti dialoghi, in modo da renderli più diretti e incisivi.

la-sindrome-di-antonio3Di buono ci sono senza dubbio l’alchimia tra i giovani protagonisti [Biagio Iacovelli e Queralt Badalamenti], i personaggi di contorno, tutti funzionali e ben caratterizzati [Moni Ovadia, Antonio Catania e Giorgio Albertazzi, qui nella sua ultima interpretazione] e alcune scelte di regia che mantengono il film in un’atmosfera in bilico tra sogno e realtà.

La cosa migliore è che si avverte che questo sia un film molto sentito da parte dell’autore, un film fatto col cuore [tratto da un romanzo dello stesso Massimi], che racconta con sincerità le illusioni giovanili ma anche il rimpianto e il rimorso di fronte all’impossibilità del cambiamento.

E’ un’opera imperfetta ma sincera, ingenua e strampalata, personale ma capace anche di farsi universale.

Egidio Matinata

LA SINDROME DI ANTONIO

2.5 Teschi

Regia: Claudio Rossi Massimi

Con: Biagio Iacovelli, Queralt Badalamenti, Antonio Catania, Remo Girone, Moni Ovadia, Giorgio Albertazzi

Uscita in sala in Italia: giovedì 17 Novembre 2016

Sceneggiatura: Claudio Rossi Massimi

Produzione: Imago Film, Draka Production

Distribuzione: Draka Distribution

Anno: 2016

Durata: 116′

InGenere Cinema

x

Check Also

Vespertilio Awards: I vincitori della terza edizione!

Il Vespertilio Awards arriva alla sua terza edizione: questi i vincitori delle ...