Home / Recensioni / In sala / UNFRIENDED di Levan Gabriadze

UNFRIENDED di Levan Gabriadze

Unfriended_1Ancora un altro film costruito con riprese “finto rubate”.

Ancora un altro film su spiriti inquieti carichi d’odio e di voglia di vendetta.

Ancora un altro film della Blumhouse

Sì, perché è proprio di horror indie o lowbudget e ghost-stories seriali, calate nella più spietata contemporaneità, che il buon Jason Blum ha fatto vessillo di una battaglia combattuta a suon di inaspettati incassi [Paranormal Activity], saghe più o meno interessanti [sempre Paranormal Activity, nel primo caso, e La notte del giudizio e Indisious nel secondo], e un infettivo modus operandi che è rimbalzato di titolo in titolo, di produzione in produzione.

Ancora fantasmi e videocamere, quindi, anche in Ufriended, mockumentary  firmato da Levan Gabriadze, completamente giocato tra le finestre di una chat e quelle di un browser, che gode di una proiezione di esordio nel 2014, al Fantasia Film Festival [con il titolo di Cybernatural], per poi entrare a far parte della personale collezione di spettri di Blum.

Unfriended_2La materia narrativa è, come si potrà immaginare, affine a molti dei titoli che hanno infestato [termine ad hoc] le sale cinematografiche in questi ultimi anni: l’anima in pena però, stavolta, invece di sbalzare tra le riprese fisse di videocamere amatoriali o di sorveglianza, rimane imbrigliata nel web. Non una novità di certo, e con una quantità [e qualità] di materiale narrativo molto più adatta ad un cortometraggio che ad un film [tra l’altro nemmeno troppo distante dal già edito Offline, corto italiano contenuto nell’antologia Paranormal Stories].

Un gruppo di teenager si ritrovano, come di consueto, in chat. Quella sera, però, ricorre il primo anniversario dal suicidio di Laura Barns, una loro compagna di scuola che arrivò a togliersi la vita a causa delle tante offese e vessazioni che fecero eco alla pubblicazione anonima di un video, che la vedeva protagonista di imbarazzante situazione alla fine di una festa a base di alcool.

Unfriended_3Non si tratterà di un caso, ovvio, se proprio quella sera, all’interno della chat Skype che i ragazzi usano come luogo di ritrovo virtuale, si materializzi un utente anonimo che pare riuscire meglio di qualsiasi hacker ad impadronirsi degli account facebook dei presenti [e di quello della deceduta]… ma tutto questo sembra non bastare.

Il misterioso utente sembra, infatti, esser lì con il preciso intento di dissotterrare il ricordo della ragazza suicida, troppo velocemente dimenticata, e per far saltar fuori dagli armadi un po’ di scheletri nascosti: non c’è nessun bisogno di specificare chi si nasconda dietro l’anonimo convitato, né che la regola del “gioco della verità” che scatena all’interno delle finestrelle della chat contenga tra le regole uno stra-classico “chi perde [chi mente] muore”.

Unfriended_4Unfriended procede così, fiacchetto e prevedibile fino alla fine, per il dispiacere dello spettatore più smaliziato riguardo la tematica dello spiritismo, ma c’è essenzialmente un punto che gli regala completa autonomia dai tanti avversari: l’idea di ambientare l’intera storia all’interno del desktop del pc di una delle vittime designate, una vecchia amica d’infanzia della suicida. Buona l’idea di frammentare la storia tra social, portali e programmi riconoscibilissimi [Skype, Facebook, Youtube], regno per quella notte dello spettro in cerca di vendetta, regalando estrema dinamicità e fruibilità amplificata [nell’epoca dei tablet e degli smartphone] ad una storiella abbastanza canonica e riconoscibile, puntando sulla contemporaneità degli eventi e delle location, proprio grazie allo split-screen multiplo della chat.

E il countdown è puntellato, chiaro e supportabile, dalla scomparsa di uno dei partecipati, e della sua finestrella dal desktop.

Ci fosse stata carne sul fuoco…

Luca Ruocco

UNFRIENDED

2 Teschi

Regia: Levan Gabriadze

Con: Shelley Hennig, Moses Jacob Storm, Renee Olstead, Will Peltz, Jacob Wysocki

Uscita in sala in Italia: giovedì 18 giugno 2015

Sceneggiatura: Nelson Greaves

Produzione: Blumhouse Productions

Distribuzione: Universal Pictures

Anno: 2014

Durata: 82’

InGenere Cinema

x

Check Also

“Roma amor Mio” allo Spazio ArteAtrio

In un periodo in cui, molto faticosamente, cerchiamo di far tornare tutto ...