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SELMA – LA STRADA PER LA LIBERTÀ di Ava DuVernay

Selma locandinaA contendersi la statuetta per il Miglior Film ai prossimi Oscar, la notte del 22 febbraio, ci sarà anche Selma – La Strada per la Libertà, pellicola che racconta uno degli avvenimenti più significativi della storia americana: la sanguinosa marcia verso la città di Selma, il Alabama, che Martin Luther King organizzò per ottenere il diritto al voto degli afroamericani.

Nella primavera del 1965 una serie di eventi drammatici cambiò per sempre la rotta dell’America ed il concetto moderno dei diritti civili, a partire dal momento in cui un gruppo di coraggiosi manifestanti, guidati dal Dottor Martin Luther King, per tre volte tentarono di portare a termine una marcia pacifica attraverso lo stato dell’Alabama – da Selma a Montgomery – con l’obiettivo di ottenere l’imprescindibile diritto al voto.

Alla luce dei terribili fatti di Ferguson, conseguenza della morte del giovane Michael Brown, la pellicola di Ava DuVernay appare straordinariamente attuale: nonostante siano trascorsi cinquant’anni, i diritti civili per le minoranze sono ancora oggi territorio di scontro e di violenza.

Selma foto 1È incredibile come una società come quella americana, che ha fatto dell’integrazione la propria grandezza, sia ancora così fragile proprio su temi che da sempre animano la vita politica e sociale di questa realtà. È come se questo film sia stato pensato e proposto come reazione ad un moderno imbarbarimento di quella che dovrebbe essere la più grande democrazia del mondo.

Fortissimamente voluto da Ophra Winfrey, produttrice ed attrice per questo film, Selma – la Strada per la Libertà prova a raccontare l’America di oggi, attraverso uno degli avvenimenti più terribili ed allo stesso tempo entusiasmanti della storia a stelle e strisce. Il veicolo che ci conduce verso l’attualità, naturalmente, è Martin Luther King, e la sua azione politica non violenta che necessariamente si incontra e si scontra con la sua vita personale.

Selma foto 2Per certi versi la regista sceglie di mostrare l’umanità di questo importantissimo personaggio storico – mentre sta facendo la storia – come a voler sottolineare che il suo paese ha avuto uomini così, capaci di sacrificare tutto ciò che avevano per concedere ai contemporanei quei diritti che allora venivano negati. L’obiettivo è ambizioso e va assolutamente sostenuto, poiché la discriminazione e l’oppressione delle minoranze – con modi e consuetudini differenti rispetto al periodo di Luther King – sono tutt’altro che superati nella società americana, ma anche nel resto del mondo.

Tuttavia, il film non riesce ad emanciparsi realmente dalla storia che racconta, rimanendo troppo vicino a questi avvenimenti, rappresentando passo per passo lo svolgersi di quei giorni nella cittadina di Selma.

raryÿáüExifNonostante una formalità stilistica impeccabile e delle ottime interpretazioni, Selma – la Strada per la Libertà non raggiunge mai le vette alte del grande cinema, ma si limita a rievocare, come una lunga lezione di storia, avvenimenti, facce, folle, scontri e ingiustizie. Il cinema, però, è e deve essere altro per poter sopravvivere a se stesso ed al tempo che passa: troppa poca personalità, o l’assenza di una visione propria da parte della DuVernay, ridimensiona – cinematograficamente parlando, che sia chiaro – questa operazione, che fa del suo tema l’unico vero motivo d’interesse.

Non sorprende, infatti, la scelta dell’Accademy di candidare questa pellicola a soli due premi, vale a dire miglior film e miglior canzone originale. Si perché, in una annata che ha visto emergere sempre di più la necessità di ricorrere al biopic per raccontare grandi storie – basti penare a titoli come The Imitation Game, La teoria del tutto o America Sniper – forse la creatività più coinvolgente e moderna è rintracciabile in pellicole dai contenuti meno importanti ma dalla forma visionaria e personale: su tutti Birdman e Grand Hotel Budapest.

SELMA – LA STRADA PER LA LIBERTÀ

Paolo Gaudio

 2.5 Teschi

Regia: Ava DuVernay

Con: David Oyelowo, Giovanni Ribisi, Tim Roth, Tom Wilkinson, Cuba Gooding Jr.

Sceneggiatura: Paul Webb

Uscita in sala in Italia: 12 febbraio 2015

Distribuzione: Notorious Pictures

Produzione: Cloud Eight Films, Celador Films, Harpo Films, Pathé, Plan B Entertainment

Anno: 2014

Durata: 127′

Gilda Signoretti

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